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Incontri in quel di Greve

Marzo - Aprile 2006 (vedi Incontri - album fotografico)

Ho incontrato la prima volta Francesco ad una lezione di Cerimonia del Tè.
Poi per qualche anno non ci siamo rivisti fin quando ci siamo ritrovati all'ultima rassegna del Festival Giapponese nel novembre scorso.
In quella occasione eravamo presenti con il nostro "banchetto" del Centro Zen Firenze e lui mi salutò chiedendomi se fossi disposta a incontrare un gruppo di giovani di Greve in Chianti, dai diciotto ai trentadue anni, che erano curiosi di conoscere lo Zen.
Sul momento rimasi stupita per l'approccio ricevuto e per l'idea di confrontarmi con un gruppo di giovani che si ritrovavano per esperienze culturali, che mi avrebbero riempito di domande, e soprattutto che non si rivolgevano a me con l'intento di voler iniziare una Pratica meditativa come di solito succede.
Ho comunque dato immediatamente la mia disponibilità e da lì a pochi mesi Francesco mi ha contattata ed abbiamo concordato cinque incontri così articolati: i primi tre nella loro sede della Parrocchia di Greve in Chianti, il successivo nella sede del nostro Tempio Shin-nyo-ji a Firenze e l'ultimo sempre nella nostra sede in occasione dell'incontro interreligioso mensile. Il tutto nell'intervallo di tempo di due mesi.
A cose fatte devo dire che è stato un incontro per me straordinario e trovarmi a confronto con un'energia giovane, fresca, curiosa, "aperta", ha contribuito a spolverare i possibili residui di altre esperienze, durante le quali insegnando avevo dovuto confrontarmi con resistenze, spiccato senso critico e soprattutto preclusioni mentali.
Sin dal nostro primo incontro ho chiesto al Gruppo dei giovani apertura di cuore e di mente e spirito di collaborazione e devo dire che quell'atteggiamento mentale e quella predisposizione si sono manifestati e consolidati ad ogni incontro, permettendoci un lavoro fluido, interattivo e costruttivo.

Ricordo con simpatia ogni loro volto, le loro domande curiose eppur discrete, il loro senso dell'umorismo, la loro serietà, il loro impegno, la giovialità del nostro parlarci.
Ho apprezzato particolarmente il taglio "disinteressato" col quale hanno affrontato questa esperienza.
Non sono andati incontro ad un'infarinatura di Zen, come una ad una possibile Pratica meditativa, con spirito di ottenimento o per acquisire chissà quale metodo che servisse loro a potenziare capacità interiori o più semplicemente perchè avevano un disagio e cercavano un conforto attraverso questa esperienza.
Al contrario, per come è strutturato il Gruppo, data la loro giovane età e per quella condizione quasi magica che si è creata, il loro è stato veramente un approccio Zen nel senso di Mushin: mente vuota.
Pensando a come strutturare gli incontri mi ero posta anche la questione di come interessarli ad un argomento così complesso, nella sua semplicità, e così lontano dal nostro modus vivendi comune.
Così ad ogni fine incontro davo loro i compitini a casa, che da bravi studenti quasi mai hanno svolto, che però hanno avuto la funzione di lasciare una traccia tra un incontro e l'altro. Settimana dopo settimana si è snodato un filo che ci ha unito nella ricerca comune.

L'aspetto più interessante a "fine lavori" è stata la dichiarazione di tutti, singolarmente espressa con modalità diverse, che qualcosa era cambiato nel loro approccio alla vita attraverso l'esperienza che avevano vissuto con lo Zen e questo credo sia il più grande dono che potessimo scambiarci.
Davide per esempio ha detto: "Cara Shin-nyo non diventerò mai un praticante Zen ma ho imparato a vivere Zen!".
Sara dice invece: "L'altro giorno ho avuto una lite, ma appena mi è scattata la molla, come mi aveva detto Shin-nyo, mi sono fermata un attimo ed ho guardato la mia rabbia."
Edo ha trovato bellissima la recitazione dei Sutra.
Caterina è riuscita a fare Zazen con il televisore di casa che diffondeva "Chi Vuol Esser Milionario".

Quello che più mi ha fatto tenerezza è stato il rispetto quasi devozionale con il quale i ragazzi sono arrivati la prima volta a Shin-nyo-ji.
Ho visto i loro occhi quasi smarriti cercare un riferimento, un qualcosa, che li ricollegasse al piccolo altare che avevo improvvisato nella loro sede di Greve.
Quella sorta di imbarazzo, di impaccio quasi, nel muoversi in un luogo "sacro", in un Tempio Zen, si è però immediatamente dissolta nel momento in cui si sono seduti sullo zafu in Zazen. A quel momento la Parrocchia di Greve in Chianti, Shin-nyo-ji, il nostro Tempio di Daijoji in Giappone o qualunque altra Sala di Dharma sono diventati Uno, manifestando l'attività del Buddha: lo Zazen.
Questa è la forza della Pratica, la forza del Buddhadharma.

Non so se qualcuno di quei ragazzi in futuro diventerà un praticante Zen, ma la mia percezione è quella che sia stato piantato un nuovo seme del Buddha.

Ringrazio Francesco per la straordinaria opportunità che mi ha offerto e insieme a lui ringrazio Arianna, Caterina, Caterina, Davide, Dimitri, Edoardo, Irene, Laura, Marco, Mario, Niccolò, Samuele, Sara e Simone per il contributo che hanno dato al nostro incontrarci sulla via dello Zen e ringrazio Carlo, il nostro fedele praticante, che mi ha accompagnato ad ogni incontro.

Gassho
Iten Shin-nyo

Chi è il "Gruppo McClure"?

Il nome è preso da un buffo personaggio della serie televisiva "I Simpsons".
Siamo giovani dai 18 anni in su!
Insieme ci occupiamo prevalentemente di curare il nostro percorso di crescita spirituale, di analisi psicologica di sé, di attenzione verso la dimensione sociale; dedichiamo poi molto tempo anche alla conduzione dei gruppi più giovani e di centri estivi per bambini.
Quest'anno, nell'ambito della nostra ricerca spirituale e psicologica, abbiamo intrapreso un percorso sulla meditazione come dimensione che permetta di avvicinarsi al sé intimo, a Dio e all'universo.
Dopo un primo ciclo dedicato al Training Autogeno (la tecnica di "meditazione" forse più abbordabile per un occidentale), abbiamo avuto la fortuna e l'onore di poter condividere con Shin-nyo il nostro cammino, avvicinandoci alla meditazione Zen.
E qui è saltato evidentemente agli occhi di tutti la differenza fra una tecnica di meditazione (training) e uno stile di vita (Zen)!
Molto di quello che Shin-nyo ci ha trasmesso credo sia venuto più dai suoi gesti, dalla sua disponibilità, dalla sua positività che dal consiglio tecnico (comunque prezioso).
E sembra strano, ma in tre volte siamo riusciti a trasformare, a nostro sentire, una stanza vuota della Parrocchia in un piccolo Tempio di meditazione, carico di energia! Sì, c'era un clima speciale in quei momenti...
Come diceva Davide in uno dei suoi brillanti interventi, anche se non praticheremo Zazen quotidianamente, abbiamo capito e sentito che viviamo Zen!
Per il mio compleanno il gruppo mi ha regalato un sacco di libri, la metà dei quali ha nel titolo la parola Zen!! Ancora non ne ho iniziati uno, ma...

Grazie a Shin-nyo anche per averci introdotto al Tempio Shin-nyo-ji e nel suo Sangha: adesso abbiamo un punto di riferimento per ogni volta che, anche singolarmente, sentiremo l'esigenza di trovarci e di trovarli.
Bè poi i grazie sono tanti... Per tutti i gesti carini, per i doni, per le attenzioni che ci sono state rivolte, per il tempo e la disponibilità a venire a Greve, per i consigli, l'Insegnamento, il rispetto, la confidenza, ...ecc ecc

Francesco detto Kekko

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