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Cerimonia di Jukai - Raccolta di testimonianze

Monografia n. 2 di EkiZen

Programma

In apertura della giornata verranno eseguiti due brani musicali per chitarra dal titolo Meta e Passi, espressamente composti per la Cerimonia. Gli autori ed esecutori sono Francesco Battaglia e Riccardo Caliandro.
Cerimonia di Jukai
A seguire, Riccardo Guercio eseguirà l'aria di Vincenzo Bellini Vaga luna che inargenti, su libretto di Anonimo.
In chiusura della giornata sarà offerto un buffet presso il Centro Art–u in Firenze, via S.Niccolò 101r.

Jukai-e Cerimonia di Ordinazione a Bodhisattva

Nella Scuola Sōtō del Buddhismo Zen, Jukai-e è la Cerimonia pubblica di ordinazione laica che sancisce l’ingresso nella Via dei Bodhisattva. L’allievo, dopo un lungo periodo di preparazione fatto di pratica e di studio sotto la guida di un Maestro, riceve i Sedici Precetti, che si impegna a rispettare. Durante la Cerimonia, all’ordinando viene conferito un nome di Dharma, che sigla il suo ingresso nel Lignaggio del Maestro. Riceve inoltre il Kechimyaku, albero genealogico del Lignaggio, e il Rakusu, simbolo dell’abito del Buddha, rettangolo di stoffa che viene portato intorno al collo.

Il Tempio

Il Tempio “Shinnyo-ji” nasce nel settembre 2004, riconosciuto ufficialmente dal Reverendo Ryushin Azuma Roshi 72° Abate del Monastero di Daijo-ji a Kanazawa in Giappone, che a suggello della nomina calligrafa una Tavola in legno con la scritta: “Shinnyo-ji Daijo-ji Italia Betsuin” che in italiano significa: “Tempio di Shinnyo, Sede Italiana del Monastero di Daijoji”. Firenze ha cosi il suo primo Tempio buddhista Zen della Scuola Sōtōshu giapponese, sotto la guida del Maestro Anna Maria Iten Shinnyo, discepolo diretto del Reverendo Ryushin Azuma Roshi da cui ha ricevuto lo Shiho – la Trasmissione del Dharma – nel Monastero di Daijo-ji il 5 giugno 2008. La successiva nomina ad Abate e il grado di Nitōkyōshi autorizzano Iten Shinnyo, secondo la regola della Scuola Zen Sōtōshu giapponese, all’ordinazione di discepoli che entrano nel Lignaggio ufficiale che dal Buddha storico Shakyamuni, attraverso gli Antichi Patriarchi e i Maestri della Linea di discendenza diretta, arriva fino al Reverendo Ryushin Azuma Roshi e al suo discepolo. A Shinnyo-ji la porta del Tempio é sempre aperta a tutti, indipendentemente da ogni orientamento e credo e a qualsiasi livello di impegno. É possibile per chiunque meditare nei giorni previsti nell’orario di pratica: uno zafu – cuscino per meditazione – è sempre disponibile per chiunque in un qualsiasi momento della propria vita decida di sedersi in Zazen.

Orario di Pratica

Zazen, Kin-hin, Zazen, Sutra: lunedì dalle ore 21.00 alle 22.45.
Zazen, Sutra: mercoledì dalle ore 06.30 alle 07.30.
Zazen, Kin-hin, Zazen: venerdì dalle ore 20.30 alle 21.40.
Zazenkai: ritiro intensivo di Zazen dalle ore 09.00 alle ore 18.00 della domenica.
Sesshin: ritiro intensivo di Zazen dalle ore 20.30 del venerdì alle ore 15.30 della domenica.
Le date degli Zazenkai e delle Sesshin sono indicate nel Percorso di Studi del nostro sito.
All’interno delle attività del Tempio è possibile seguire un percorso di studi sul Buddhismo Zen.
L’ingresso al Tempio e libero e gratuito, il sostentamento si basa sulle offerte accolte con gratitudine.

Lettera di Shinnyo Roshi al Maestro Azuma Docho Roshi

Mio Maestro,
come stai? Hai sofferto freddo nel viaggio di ritorno?
Spero tanto che avrai il tempo per riposare dopo il tuo ritorno dall’Italia.
La tua Presenza a Shinnyo-ji: un sogno che si è realizzato grazie al tuo immenso cuore e alla tua Compassione incommensurabile.
Un grazie profondo per il tuo sforzo che ha donato a noi tutti un’energia rigenerante e ha spazzato via ogni nube e ogni incertezza.
Il tuo arrivo ha chiarito le menti e ha sciolto nodi karmici.
Come per magia è stato presente alla Cerimonia chi doveva esserci e tutti coloro che avrebbero portato pesantezza e non chiarezza si sono allontanati al richiamo della tua Persona.
Inconfondibile la potenza del tuo portarci il Lignaggio.
La tua presenza ha conferito solennità e sacralità a questa Cerimonia di Jukai, che resterà viva per sempre nei nostri cuori. Tutti noi ti siamo infinitamente riconoscenti.
Vederti muovere in Firenze e a Shinnyo-ji mi è sembrato assolutamente naturale, a testimonianza del fatto che Tu sei sempre presente accanto a noi.
Vederti però seduto nello Zendo e alla scrivania dove siedo usualmente è stata per me una commozione grandissima.
Con tutta la mia forza percorrerò il cammino luminoso che da sempre mi indichi con l’impegno, fino all’ultimo mio respiro, di seguire al meglio il Tuo splendente esempio.
Mi inchino umilmente ai tuoi piedi offrendoti tutto il mio cuore e il mio Amore per te.
Ti sarò sempre vicino, in obbedienza totale, in questa e in tutte le mie future esistenze.
Kuhai
Ishin den Shin
Tua deshi
Shinnyo

Fax del Maestro Azuma Docho Roshi, 11 ottobre 2010

Cara Shinnyo san,

la Cerimonia di Jukai è stato un rito meraviglioso, con atmosfera solenne ed è proceduto nell’orario previsto ed è arrivato a buon fine.
Anche io mi sono commosso molto. Ti ringrazio di nuovo infinitamente.
Prego per la prosperità della Trasmissione della Via del Buddha nel futuro di Shinnyo-ji.

Ti prego di porgere i miei più sinceri saluti ai tuoi cari, agli Ordinati e a tutti quelli che hanno partecipato e collaborato alla Cerimonia, anche a Nakajima sensei.

Grazie

Daijo-ji Ryūshin
Gasshō

Lettera di Shinnyo Roshi al Maestro Azuma Docho Roshi

フィレンツェ、2010年10月1日

私のお師匠さま

お元気ですか?

大変お忙しい旅でしたが、帰路お疲れにならなかったですか?日本に戻ってからゆっくりお休みになれたことを願ってます。

堂頭老師を真如寺にお迎えするという私の夢がやっと実現でき、この嬉しさと感謝の気持ちは言葉で表現できません。真如寺の全員が、堂頭老師から大きなパワーとエネルギーを与えていただき、それまで頭の中にうずまいていた不安や疑いがするすると解けていきました。老師ご自身の力と、老師が運んでくれた血脈のおかげか、まるで奇跡が起きたようでした。

堂頭老師がご出席してくださったおかげで、授戒会はたいへん厳粛で神聖なものとなりました。出席者全員この感動を忘れないことでしょう、心から感謝いたします。

真如寺で老師が動いていらっしゃる様子を見て、何の違和感も覚えなかったのは、老師はいつも私たちと共にここにいらっしゃったということですね!禅堂や私の部屋で座っていらした姿を見ていて、大きな感動を味わいました。

私の人生最後の日まで、老師が私を導いてくださった光明灯る仏の道に従っていくことを誓います。

私の心のすべてを捧げ、老師の足下に礼拝いたします。これからもずっと老師を手本とし、老師に従い、おそばにお仕えすることを誓います。

九拝

以心伝心

あなたの弟子、真如より

Fax del Maestro Azuma Docho Roshi, 11 ottobre 2010

Mail di Genryu san

受戒会、ごくろうさまでした。
素晴らしい会で、私も勉強させていただきました。
私も日本で受戒戒をひらけるくらいがんばらないといけませんね!!
 来年も真如寺を訪ねたいですね。
こまめにメールで連絡をとりながら、お互いの予定を調整していきましょう。
それではまた
元隆 九拝

Cara Shinnyo san,
complimenti per la Cerimonia di Jukai.
E’ stata bellissima.
Anche io ho imparato tante cose nell’incontro con voi.
Dovrò diventare un grande Maestro come te per poter organizzare una Cerimonia così bella anche in Giappone!!!
Vorrei ritornare a Shinnyo-ji l’anno prossimo. Nei prossimi mesi ci sentiamo per organizzare.
Un caro saluto
Genryū
Kuhai

Lettera di Aida

Mia Cara Shinnyo!

Finalmente hai dato il tuo Jukai ai tuoi 6 discepoli, che hai preparato così a lungo.

Oggi durante Jukai, mentre le chitarre suonavano, ascoltavo la musica e piangevo, perché mi ricordavo di come ci siamo incontrate la prima volta a Daijo–ji e di come ci preparavamo per il tuo Zuise, di quanto Buddha e Dio abbiano unito le nostre vite.

Sei nel mio cuore ed io sono nel tuo cuore per sempre.

Sei un grande Maestro, il tuo percorso nello ZEN è appena cominciato, guiderai i tuoi seguaci alla VERITA’.

La prima volta che ho visto il tuo sorriso, a Daijo–ji, ho percepito una trasmissione dal nostro Maestro, ho sentito la sua Potenza attraverso il Tuo SORRISO!!!

Sei per me “Semplicemente Shinnyo” :-), semplice monaco con un bel sorriso!

Le parole non possono esprimere cosa provo per te!

Gassho

Sempre tua piccola

Aida

Lettera di Aida

My Dear Shinnyo!

Finally you gave your Jukai to your 6 disciples, that you have been prepairing for so long time.

Today during Jukai, when the gitar was playing, I was listening to the music and I was crying, because I remembered how we first time met in Daijo-ji and how we was preparing for your Zuise, how Buddha and God made our life together.

You are in my heart and I am in your heart forever.

You are a great Master, and your way in ZEN is just started, you will lead your followers to the TRUTH.

When I saw your smile first time in Daijo-ji, I felt some transmission from our Master, I felt his Power through Your SMILE!!!

You are for me “Shinnyo dake” , simple monk with a beautifull smile!

Words can’t express what I feel to you!

Gassho

Siempre tua piccola

Aida

Messaggio di Scilla

Che bello, complimenti Shinnyo! Vorrei prenotarmi! Scilla

CERIMONIA DI JUKAI
dom 26 Settembre
IL MAESTRO ITEN SHINNYO CONFERIRA' I VOTI
NELLA CERIMONIA DI ORDINAZIONE A BODHISATTVA
ALLA PRESENZA DEL
REVERENDO RYUSHIN AZUMA ROSHI
72° ABATE DEL MONASTERO DI DAIJO-JI
dalle ore 11.00
Centro Zen Firenze Shinnyo-ji

Testimonianza di Carlo

Durante la cerimonia di Jukai-e mi ha colpito molto vedere i nuovi Bodhisattva muoversi con grande concentrazione, uniti e consapevoli, e recitare i voti con voce ferma senza incertezze e ho pensato “Fortunati, che hanno incontrato la loro Via e il loro Maestro! Hanno ricevuto un grande dono e un grande privilegio!” Così anche in futuro con la stessa unità e la stessa concentrazione possano avanzare sicuri nella Via e sostenere il Maestro Shinnyo Roshi nel suo difficile impegno.

Messaggio di Lucia

Cara Anna Maria Maestro,
ti ho molto pensata il 26, ma ero da un'altra parte a parlare di pace !!!
Sei sempre nel cuore e spero di venire presto a fare meditazione con voi.

Una nuvola di pensieri amorevoli
Lucia

Testimonianza di Alberto

Cara Shinnyo ti scrivo, come promesso, dopo aver assistito alla Cerimonia di Jukai domenica 26 settembre 2010 .

Mi congratulo per il grande lavoro svolto da te e dal Sangha tutto, per eseguire con rigore il complesso rituale richiesto della cerimonia, per altro in presenza delle autorità giapponesi e di una figura dello spessore di Reverendo Ryushin Azuma Roshi.
La cosa che personalmente ho apprezzato è stato il sorriso di Iten Shinnyo nei momenti di maggior tensione, cosa che solo una maturità di pratica può donare.
Comprendo le difficoltà nel trasmettere qui lo spirito dello Zen giapponese e ti esprimo la mia personale ammirazione per le scelte ed il lavoro che stai facendo ed auguro ai nuovi Bodhisattva di procedere dritti sulla Via intrapresa.
Gassho
Alberto Doni

Testimonianza di Beatrice

Jukai, questo nome ricorre per mesi, lo ascolto con un misto di curiosità e attesa.
Poi il giorno si avvicina e allora c’è un sacco di movimento, di agitazione, un alacre affaccendarsi, magari anche un pizzico di impazienza. Fervono i preparativi e i compagni si danno da fare, provano, fanno un sacco di prove, anche fino a tardi. Quanta fatica e quanto impegno!
Arriva il giorno tanto atteso. La piccola sala ha un aspetto inconsueto, piena per metà di ospiti. In piedi in fondo vedo tutto benissimo e attendo l’inizio.
C’è un ospite illustre, il maestro del nostro maestro. Una figura paziente e benevola. Viene direttamente dal Giappone e siede pieno di pace.
E poi vedo il maestro e i compagni, un filo di forte emozione li lega. I compagni li vedo solo di spalle, una fila di schiene nere che sembrano impassibili. Ma l’emozione trapela dai gesti, dalle voci, dall’impaccio che li rende insicuri.
La cerimonia è lunga, alcune cose restano misteriose e a un certo punto mi fa male la schiena. Ci sono tanti “sì” forti e convinti, inchini e ancora inchini, la benedizione con un piccolo rametto, la commozione con cui il maestro accoglie i nuovi bodhisattva.
Alla fine i compagni sono contenti, confusi, raggianti, timidi e belli proprio come sei fiori gialli che ondeggiano attorno a un alto girasole.

Testimonianza di Paolo

Caro Maestro, caro Sangha,
ho provato più volte a mettere sulla carta le mie impressioni sulla Cerimona di Jukai, solo per rendermi conto di non essere in grado di esprimere pienamente le sensazioni e le emozioni che ancora vivono in me da quel giorno. Provo nuovamente, per dire semplicemente che è stato bello, molto bello tornare a Shinnyo-Ji, sentirmi di nuovo a casa, ritrovare gli occhi attenti ed il sorriso caldo del Maestro Iten, sentire le sorelle ed i fratelli del Sangha pronunciare i Voti e godere del loro abbraccio.
La cosa più bella, per me, di Shinnyo-Ji e del Sangha fiorentino, sin dal primo contatto (una e-mail spedita una notte del dicembre scorso) è la grande capacità di accogliere, la disponibilità a far sì che le apparenti diversità del mondo mostrino il loro volto comune. Così, all'apertura della Cerimonia di Jukai, era naturale che i suoni delle chitarre, la nostra bella lirica e il profondo richiamo dei Sutra si fondessero in un unico suono. Così era naturale che le parole del Maestro Azuma e del Maestro Iten rivelassero la stessa radice di umanità, di comprensione, di amore. Così anche i Precetti, nella loro semplicità, hanno assunto ai miei occhi un aspetto diverso: sono usciti dai libri per diventare reali, non più Tavole della Legge, non più comandamenti da imparare a memoria, ma vita, vita, solamente vita.
Ricordo la prima volta che venni al Tempio: mi ero alzato alle 4,00 di una mattina ghiacciata di gennaio per arrivare a Firenze più di quattro ore dopo per un incredibile ritardo ferroviario. Non trovando, ovviamente, nessuno, lasciai un biglietto nel quale dicevo, oltre il mio dispiacere, che ormai il mio cammino era iniziato, il mio cammino era già lì, davanti ai miei occhi.
Oggi ne sono sempre più convinto, e credo, spero e voglio che su questo cammino ci sia anche per me Jukai; e non perchè (con tutto il rispetto e l'affetto possibili) lo dicono Buddha, o tu, Maestro Iten, o il Maestro Azuma, e nemmeno perchè così facendo spero di guadagnarmi un qualsiasi paradiso. Ma solo perchè sono sinceramente convinto che solo rispecchiandosi nei Precetti la mia vera natura potrà esprimersi pienamente e compiutamente, qui ed ora.
Ringrazio quindi te, Maestro, e tutto il Sangha per l'amore con cui mi avete accolto e sostenuto in tutti questi mesi, permettendomi di vivere una giornata come quella di Jukai; spero solo di essere capace un giorno, grazie al vostro insegnamento, di fare altrettanto, con tutto il cuore
Gassho Paolo

Testimonianza di Federico Yū–shin

Settembre 2008
Questa è la data in cui mi sono incamminato sulla Via ed ho iniziato Jukai. La maggior parte delle volte si crede che una cerimonia inizi e finisca in quelle poche ore che sono necessarie per compiere gli atti formali della Tradizione, e magari molte volte può essere vero, ma questo caso ne è sicuramente l’eccezione. Il primo incontro con il Maestro fu il primo passo della cerimonia ed ormai è diventato leggenda, chi mi conosce sa che lo ricordo sempre con rinnovato piacere ed affetto, nonché per aver sentito quella inesprimibile forza che mi riportò ogni lunedì al nostro Tempio e che sicuramente mi ha cambiato la vita. E’ così che settimana dopo settimana, lunedì sera dopo lunedì sera, naturale come il susseguirsi delle stagioni, tornavo a Firenze ed ero accolto dal Maestro e dal Sangha per sedermi insieme a loro. Credo che non riuscirò mai a rendere il calore e l’accoglienza che mi aspettava ogni volta varcata la soglia, e tuttavia è la naturalezza che mi ha maggiormente colpito ed accompagnato durante questo inizio di percorso. I ritiri, la fatica, lo sforzo di imparare Sutra e cerimoniali, tutto è avvenuto mantenendo sullo sfondo questo sforzo non-sforzo che il sorriso del Maestro ha sempre reso una gioia profonda. Il più grande dono che ho ricevuto in questi anni è stato il comprendere che la felicità non si vive chiusi in se stessi ma passa attraverso l’armonia che ci unisce insieme all’universo, e per questo non posso non ringraziare i miei fratelli ed i compagni che in altro modo mi hanno sostenuto in questo viaggio, vivere con voi le giornate di ritiro è stata una grande opportunità per conoscere il significato profondo di questa armonia.
In definitiva, credo che non si possa esprimere il significato di una cerimonia come quella di Jukai senza indicarne il percorso, e tuttavia ciò che va oltre la descrizione di tale percorso credo non possa essere espresso.
Un’ultima cosa resta da fare:
Ai Buddha, ai Patriarchi, ed al mio Maestro, un profondo ringraziamento di gratitudine
Ai miei fratelli, la speranza di averli sempre accanto nella Via
Gassho
Yū–shin

Testimonianza di Giancarlo Shin–kai

Domenica 26 settembre è stato un giorno molto importante per la mia vita. Lo colloco assieme alla nascita dei miei figli, al mio matrimonio, all’incontro con il mio Maestro e a pochi altri eventi più privati.
Jukai rappresenta una cerimonia davvero importante per chi ha fede nel buddhismo Zen e lo pratica con costanza. La vita dopo Jukai non cambia, ma la luce che la illumina si.Io sto attraversando, assieme alla mia meravigliosa famiglia, un momento molto difficile. Il mio pesante karma soffia forte nelle nostre giornate. Per me che ho chiesto i voti da monaco, il 26 settembre è stata una conferma di procedere bene e un ‘attestato’ di fiducia che ho avuto dal mio Maestro e dalla Via stessa.
Ne sono felice.
La scelta di dedicare la mia vita per il bene di tutti gli esseri è cosa di portata enorme se lo si prende sul serio.
Ho la fortuna, nella mia tormentata esistenza, di aver incontrato un grande Maestro come Shinnyo Roshi e questo per me, che ho consapevolezza di cosa ciò voglia dire, disegna la chiave per comprendere e vivere la mia esistenza.
Mi sono mancate alcune persone che per motivi diversi non erano presenti.
Un pensiero a loro. Possano trovare pace e serenità nelle loro differenti dimensioni.
Gassho
Shin-kai

Testimonianza di Ismo Shin–kō

Il ricordo della cerimonia di Jukai.
Come è difficile trovare le parole giuste per descrivere la grande emozione e la gioia della cerimonia Jukai!
A questo punto non trovo le parole per esprimere la cerimonia e di come ci si sente a prendere i voti. Probabilmente questo non può essere espresso a parole, ma solo con un’intensa pratica zen. Seduto in zazen con il cuore aperto è l’espressione di Jukai e dei voti.
In questo piccolo scritto voglio solo esprimere quanto profondamente apprezzo questo grande dono, quanto sono felice di aver potuto prendere i voti e di avere un vero Maestro che guida il nostro cammino. Mi sono sentito pronto a chiedere i voti di Bodhisattva solo una settimana e mezzo prima della cerimonia - e sono stato molto felice e sollevato quando il Maestro Shinnyo ha detto che avrebbe accettato. Allo stesso tempo mi dispiaceva per il Maestro che ora, oltre a tutte le altre cose e i doveri in cui era impegnato per la cerimonia di Jukai, doveva anche preoccuparsi se avrei imparato la cerimonia in un tempo così breve. Ma come sempre è stata molto gentile e incoraggiante e ci ha dato un buon esempio di come vivere con il lavoro supplementare che la preparazione di Jukai richiedeva. Mushotoku, Cuore Aperto, Niente a cui stare attaccati. Con questo esempio forte abbiamo cominciato a prepararci alla cerimonia. Una cerimonia di grande gioia!
La presenza di Azuma Roshi e di tutti gli amici del Giappone e dell’Australia, ha dato alla cerimonia una grande importanza. E' stato facile vedere che gli sforzi del nostro Maestro e del Sangha non erano importanti solo per la nostra piccola comunità, ma che il nostro Sangha, infatti, è più ampio e che ci sono stati molti cuori caldi interessati a vedere il seme di Buddha crescere sul suolo italiano e europeo.
Ci si deve chiedere che fortuna, infatti, avere un vero e proprio tempio buddista zen dove si pratica! Come siamo fortunati ad avere un vero Maestro, che ha preso tutti i dolori e lo sforzo di studiare anni e anni per portarci alla pratica Zen facendo tutta la strada dal lontano Giappone! Un Maestro che compassionevolmente ci insegna Zen! Come siamo fortunati che possiamo praticare! Questa è una rara opportunità davvero!
Amico,
le stelle non sono lontane,
sono nel palmo della tua mano.
Gassho, Shin–kō

Testimonianza di Ismo Shin–kō

Memories of the Jukai-ceremony.
How hard it is to find the right words to describe the great excitement and joy of the Jukai-ceremony?
This far I haven’t been able to found right words to express the ceremony and how it feels to take the vows.
Probably it cannot be expressed with words at all, but onlyin a serious zen-practice. Sitting in zazen with the heart open is an expression of the meaning of Jukai and the vows.
In this small piece of writing, however, I just wanted to express how deeply I appreciate this great gift, and how happy I am that I could take the vows, and that we have a master to guide our path I felt ready to ask to take the Boddhisatwa-vows only a week and half before the actual ceremony – and I was very happy and relieved when the Maestro Shinnyo, accepted it. At the same time I felt sorry for the Master, because besides of the other duties she was busy with the Jukai, now she had to also worry about whether I would learn the ceremony in such a short time! But as always she was very kind andencouraging, and thus gave us participants a good example of how to live with the extra work that preparing the Jukai meant.
Musho-toku, heart open, nothing to get stuck with, we began to prepare the ceremony. A ceremony of great joy!
The presence of Azuma Roshi and all the friends from Japan and Australia gave the ceremony an extra importance. It was easy to see that the efforts of our Master and the Sangha were not only important for our small community, but that our Sangha, actually is much broader than that, and that there were many warm hearts who were interested to see the Buddha seed grow in Italian and European soil.
How fortunate, one must ask himself, we are to have a real Zen Buddhist temple where to practice? How fortunate we are to have a true master, who has taken all the pains and effort to study years and years to bring us the Zen practice all the way from the far Japan? A teacher who compassionately teaches us? How lucky we are that we can practice? This is a rare opportunity indeed!
Dear friend,
the stars aren’t far,
they’re on the palm of your hand.

Gassho
Shin–kō

Testimonianza di Fabio Dai–shin - Firenze 01/12/10

IL MIO JUKAI
Dopo circa tre anni e mezzo di Pratica, a Shinnyo-Ji, lo scorso 26 settembre 2010, con la Cerimonia di Jukai ho ricevuto i Precetti, preso Rifugio, e ricevuta l’Ordinazione a Bodhisattva.
Al mio arrivo non pensavo granché sul futuro della mia Pratica. Solo mi auguravo di poterla condurre in devozione di Cuore, augurandomi magari una sua ripercussione positiva per un miglior ordine di vita, un migliore utilizzo del tempo e delle energie, ed un miglior rapporto con l' Universo che mi include e con le persone che mi circondano.
Nell’avvicinamento allo Zen non mi ero configurata l’idea di una possibile Ordinazione, ma soltanto quella della Pratica.
Tre anni e mezzo trascorsi con sempre maggior vicinanza al Maestro Shinnyo Roshi, al Sangha di Shinnyo-Ji in continua evoluzione e mutamento, ed allo stesso Tempio che nel frattempo, compiute ben due migrazioni geografiche, era approdato alla sede che credo per adesso stabile e serena.
Spontanea gemmazione di impegno nella frequenza, nel lavoro al Tempio, nelle relazioni col Sangha.
Il progressivo affezionamento del corpo e della mente hanno dissolta la preoccupazione della Forma e dei Rituali, trasformandoli nel piacere della loro assimilazione, e nella pacificazione derivante dal proteggere, all’interno del loro guscio antico ed onorevole, la fragilità le contraddizioni ed il caos della Natura fuori e dentro di me.
É stato semplice accogliere impegni e responsabilità e cercare di onorarli a dispetto di imperfezioni distrazioni ed errori, sempre in agguato nelle mie tendenze ed attaccamenti.
Il ciclo degli Insegnamenti offertici dal nostro Maestro Shinnyo Roshi ed il suo enorme e continuo impegno personale, hanno aiutato il mio tentativo ad abbandonare letture ed immagini razionali, ed a privilegiare Zazen e Samu. Meditazione e Lavoro: un tutt’Uno inscindibile.
Altrettanto armoniosa e chiara, attraverso i suoi Insegnamenti, la natura Unitaria dei Precetti, anch’essi riconducibili all’Unità.
In occasione del mio compleanno nel 2009, improvvisamente, è maturata la mia richiesta di poter ricevere i Voti a Bodhisattva con la attesa cerimonia di Jukai.
Dai–shin

Testimonianza di Eva Yō–shin - Firenze, 26 Settembre 2010

Testimonianza Jukai
A prepararci a ricevere i Precetti del Bodhisattva eravamo in sei. Sei individui, ciascuno caratterizzato dalla propria personalità, dal proprio movimento, il proprio nome.
Nelle settimane precedenti la Cerimonia l'addestramento era principalmente volto ad imparare il rito, a memorizzare i gesti e le parole, familiarizzare con gli spazi, gli oggetti, i suoni, i movimenti.
Abbiamo provato per giorni e per ore ogni giorno, la richiesta del Maestro era sempre la stessa: imparate a muovervi in armonia, aspettatevi, sentitevi, sincronizzatevi, siete il Sangha di Shinnyo-ji e dovete muovervi tutti insieme, come foste un solo uomo.
Allora ho cominciato a guardarmi intorno per vedere i gesti degli altri, poi ho cominciato a percepire i movimenti dal frusciare degli abiti, dall’aria e dai chiaro-scuri della stanza. In Zazen ho iniziato a prendere contatto con il profondo significato di questa richiesta. Alla prova generale non avevo più bisogno di guardare o di ascoltare, percepivo che eravamo allineati e che ci sentivamo senza doverci cercare in alcun modo, che muoversi in armonia stava diventando naturale e spontaneo.
Il giorno di Jukai eravamo un Sangha che si muove come un solo uomo, non più sei movimenti ma un movimento solo e quando il Maestro ha pronunciato i nostri nomi di Dharma il nome pronunciato era sempre il suo nome e un solo nome per tutti: Iten.
Iten significa cielo d'Italia. Per me significa che tutti insieme siamo un Buddha.
Gassho,
Yō–shin

Testimonianza di Riccardo

JUKAI
La cerimonia di ordinazione a Bodhisattva è stata intensa ed emozionante. Nonostante fossi presente come spettatore l’ho vissuta col cuore in prima persona. La mia mente che discrimina e cataloga è andata in confusione, il cuore e la pratica invece, si sono espressi naturalmente senza fatica. Tornato a casa a cerimonia terminata, ho iniziato a sentire un sorta di innamoramento verso la via del Buddha. Un trasporto emotivo coinvolgente; l’ho seguito e ho iniziato a praticare con uno spirito diverso. Non ho preso i voti concretamente ma dentro sento che è cambiato qualcosa nella serietà della mia pratica. Sento di aver messo un piede dentro alla Via Maestosa.
Un Gassho di cuore al Maestro Shinnyo e al Sangha di Shinnyo-ji
Un Gassho e un azione concreta di aiuto verso tutti gli esseri sofferenti.
Riccardo

Vaga luna che inargenti, di Vincenzo Bellini

Parte 1
Vaga luna, che inargenti Queste rive e questi fiori Ed inspiri, Ed inspiri agli elementi il linguaggio, il linguaggio dell’amor; Testimonio or sei tu sola Del mio fervido desir, Ed a lei, Ed a lei che m’innamora Conta i palpiti, i palpiti e i sospir, Ed a lei che m’innamora Conta i palpiti e i sospir, Ed a lei che m’innamora Conta i palpiti e i sospir, ei sospir, e i sospir.

Parte 2
Dille pur che lontananza Il mio duol non può lenir, Che se nutro, se nutro una speranza, Ella è sol, si, Ella è sol nell’avvenir. Dille pur che giorno e sera Conto l’ore del dolor, Che una speme, una speme lusinghiera Mi conforta Mi conforta nell’amor, Che una speme lusinghiera Mi conforta nell’amor, Che una speme lusinghiera Mi conforta nell’amor, nell’amor, nell’amor.

Calligrafia della Protezione

Iscrizione sulla calligrafia della protezione di Jukai-e calligrafata nel monastero di Daijo-ji a Kanazawa nel settembre 2010, portata dal Reverendo Docho Azuma Roshi come benedizione da consegnare ai partecipanti alla Cerimonia. Le 100 calligrafie sono state esposte sull’altare di Shinnyo-ji durante tutta la Cerimonia di Jukai e consegnate ai presenti alla fine.

Al centro: Richiediamo (dedicato) alle 16 Divinità del Bene.

Partendo da destra verso sinistra e dall’alto verso il basso. Tre iscrizioni alla destra e tre alla sinistra della scritta centrale:

a destra
Il tempo sarà bello
Ci saranno buoni profitti (produzione positiva)
La famiglia crescerà prosperosa

a sinistra
Protezione dalle malattie
Protezione dalle calamità
In ogni legame ci sarà felicità

Poi in fondo: Monastero di Daijo-ji

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