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Cerimonia di Jukai

Monografia n. 3 di EkiZen

Cerimonia di Ordinazione a Shinnyo-ji
Domenica 26 giugno 2011 dalle ore 11

IL MAESTRO ITEN SHINNYO CONFERIRA' I VOTI
NELLA CERIMONIA DI ZAIKE TOKUDŌ E SHUKKE TOKUDŌ

per l'Ordinazione a Bodhisattva e a Monaco con l'assistenza
del Reverendo Tamura Genryu del Tempio Beisen-ji di Nigata in Giappone.

La Cerimonia prevede anche il conferimento della Presa di Rifugio
nei Tre Tesori, primo passo nel percorso laico sulla Via dei Bodhisattva.



A Shinnyo-ji c’è un gran fermento. Il 26 giugno ci sarà la seconda Cerimonia di Ordinazione e questa volta oltre ai Bodhisattva, verrà ordinato un monaco. Ricordo bene quanto fossi emozionato lo scorso settembre. Tutto il Sangha è stretto attorno ai nostri fratelli che verranno ordinati e siamo tutti felici ed orgogliosi. Un pensiero forte va al nostro Maestro Shinnyo Roshi: gli siamo tutti grati per quello che sta facendo. Stiamo fondando qualcosa di molto importante qui a Firenze e queste nuove ordinazioni ci incoraggiano e ci sostengono.

La settimana prima della Cerimonia sarà ospite del nostro Tempio il Reverendo Tamura Genryu del Tempio Beisen-ji di Nigata in Giappone, che assisterà il nostro Maestro durante le Ordinazioni.

Shin-kai

Brochure

ORARIO DI PRATICA Zazen, Kin-hin, Zazen, Sutra: lunedì dalle ore 20.00 alle 22.00.
Zazen, Sutra: martedì dalle ore 06.30 alle 07.30.
Zazen, Kin-hin, Zazen: venerdì dalle ore 20.00 alle 21.20.
Zazenkai: ritiro intensivo di Zazen dalle ore 09.00 alle ore 18.00 della domenica.
Sesshin: ritiro intensivo di Zazen dalle ore 20.30 del venerdì alle ore 15.30 della domenica.
Le date degli Zazenkai e delle Sesshin sono indicate nel Percorso di Studi del nostro sito.
All’interno delle attività del Tempio è possibile seguire un percorso di studi sul Buddhismo Zen.
L’ingresso al Tempio è libero e gratuito, il sostentamento si basa sulle offerte accolte con gratitudine.

CERIMONIA di JUKAI
Programma
In apertura della Cerimonia verrà eseguito il brano musicale per chitarra dal titolo Meta, espressamente composto per l’occasione. Gli autori ed esecutori sono Francesco Battaglia e Riccardo Caliandro.
CERIMONIA DI JUKAI
Chiude la Cerimonia il brano per chitarra Occhi aperti composto espressamente da Francesco Battaglia e Riccardo Caliandro ed eseguito in prima assoluta dagli stessi autori.
A conclusione della mattinata sarà offerto un buffet nel giardino del Tempio.

SANBŌ KIE
PRESA DI RIFUGIO NEI TRE TESORI
Sanbō kie è una dichiarazione pubblica della propria fede nella Via del Buddha e del voler vivere in armonia con gli altri nella vita ordinaria, applicando nel quotidiano l’Insegnamento del Buddha, senza l’obbligo di osservare i Precetti.

ZAIKE TOKUDŌ E SHUKKE TOKUDŌ
ORDINAZIONE A BODHISATTVA E MONACO
Nella Scuola Sōtō del Buddhismo Zen, Jukai-e è la Cerimonia pubblica di Ordinazione, laica e monastica, che sancisce l’ingresso nella Via dei Bodhisattva. L’allievo, dopo un lungo periodo di preparazione fatto di pratica e di studio sotto la guida di un Maestro, riceve i Sedici Precetti, che si impegna a rispettare.
Durante la Cerimonia viene conferito un nome di Dharma all’ordinando, che sigla il suo ingresso nel Lignaggio del Maestro. Riceve inoltre il Kechimyaku, albero genealogico del Lignaggio, e il Rakusu, simbolo dell’abito del Buddha, rettangolo di stoffa che viene portato intorno al collo. Shukke Tokudō è la Cerimonia che sansisce l'abbandono della vita laica trascorsa fino a quel momento, per dedicarsi interamente alla Via del Buddha. La differenza tra Zaike Tokudō e Shukke Tokudō è rappresentata dal taglio dei capelli, che simboleggiano la volontà di abbandonare tutti i "bonno", cioè i pensieri confusi e gli attaccamenti. Anche Dōgen Zenji dice: "Tagliarsi i capelli e entrare nella Via della pratica è il modo migliore per arrivare al Vero Risveglio".

SANPAI ALL’INIZIO DELLA CERIMONIA DI JUKAI

TESTIMONIANZE

Giugno 2011 è stato un mese memorabile, ricco di eventi importanti nella mia vita.
Non mi sarà possibile in futuro ricordare il giorno della Presa di Rifugio senza associarlo alla mia laurea, né mi sarà possibile ricordare la laurea senza pensare alla sacralità e alla benedizione che Shinnyo Roshi mi ha donato, con la Sua grande compassione.

Un po’ di tempo fa un amico mi chiese se lo Zen “funzionava”, se traevo benefici dalla pratica. Allora non seppi rispondere sia perché non ho avvertito cambiamenti così radicali nella mia vita, sia perchè il nostro Maestro dice spesso che dobbiamo avvicinarci allo Zen con cuore puro e senza spirito di ottenimento, ed è così che provo a fare. Nonostante questo, o forse grazie a questo, il Rakusu che adesso ho al collo e che mi accompagna in ogni momento, anche se non materialmente, mi ha aiutata a vivere la mia laurea (dopo 2 giorni da Jukai) con una serenità di cui non sarei mai stata capace. Quindi sì: la pratica per la pratica aiuta a vivere, “funziona”!!!

Ma questa non è la cosa più importante.

Durante la Cerimonia ho avuto la conferma di quella che già era una certezza: che dovevo essere lì, che chiedere la Presa di Rifugio è stata la scelta giusta. I problemi, gli ostacoli che avevano preceduto quel giorno non avevano più importanza: erano solo nuvole passeggere.

Ringrazio il Maestro, il nostro Maestro per avermi fatto un dono così grande.

Gasshō, Laura Lō

In questi anni di pratica alternata, il Destino mi ha fatto arrivare il primo giorno Di ottobre 2011 a Shinnyo ji. E' qui che ho Sentito per la prima volta il desiderio di Prendere Rifugio e per la prima volta sentirmi Parte del Sangha. Nei momenti antecedenti Alla cerimonia percepivo che il momento Era molto importante per me. Molto. Ricevere il Rakusu mi ha rinvigorito e di Conseguenza rinforzato la pratica giornaliera. Siamo un bellissimo Sangha, forte, unito. Felice di percorrere con voi la strada del Buddha.
Ringrazio voi tutti del sostegno alla Cerimonia E in particolare al Maestro Iten Shinnyo Roshi che mi ispira E che mi dà forza anche se spesso siamo Lontani fisicamente ma uniti nello Zazen, Pratica quotidiana, pratica della vita.
Gasshō a tutti, Leonardo

SHINNYO ROSHI CONSEGNA I RAKUSU DURANTE LA CERIMONIA DELLA PRESA DI RIFUGIO NEI TRE TESORI

Gioia e gratitudine.

Domenica 26 Giugno. Jukai 2011. Radiosa mattina d'estate nello Zendo di Shinnyo-ji. Suono di diecimila voci che intonano il Sutra del Cuore. Così inizia la Cerimonia. Così il nostro Maestro di Compassione accoglie le richieste degli Ordinandi e apre, spalanca con chiara e luminosa forza, le porte del Dharma. Accompagnare gli Ordinandi di fronte al Maestro e sentirli pronunciare la richiesta di ricevere i Precetti è gioia e gratitudine e riconoscersi fratelli nel Dharma. Gioia e gratitudine nel grande sorriso che ci illumina i volti e negli occhi lucidi di commozione. Cuori colmi di gioia. Grati fino alle lacrime. Gioia e gratitudine permeano gli abbracci e gli inchini che il Sangha si scambia. Gioia e gratitudine. Jukai 2011. Luminosa mattina d'estate nel giardino del Tempio. Festeggiamenti gioiosi concludono la Cerimonia. Nomi di Dharma blu e neri, scritti a pennarello su bicchierini di plastica trasparente.

Kuhai al nostro Maestro e agli Antichi Patriarchi.

Iten Yō-shin

Questa Cerimonia è stata la prima di Jukai alla quale io abbia mai assistito: veramente meravigliosa. Ho percepito l'unità del Sangha e l'emozione delle persone coinvolte, tutte sorridenti... non le avevo mai viste così felici. La musica è stata eccellente, il cibo ottimo e il poter passare una giornata così intensa insieme mi ha lasciato un senso di serenità addosso, mi basta ripensarci che un sorriso affiora spontaneo al mio volto.

Auguro a tutti i nuovi ordinati (ma anche a tutti gli altri presenti) un buon proseguimento nel Cammino che hanno scelto.

Margherita

Testimonianza di Jukai 26 giugno 2011

È difficile per me scrivere di Jukai, lo è stato quando l’ho vissuto da spettatore, lo è ancora di più oggi che ne devo parlare da Ordinato

.

Al termine della mia testimonianza della Cerimonia di Jukai dello scorso anno, dichiaravo il forte desiderio di pronunciare in futuro i Voti da Bodhisattva, tappa che già vedevo con chiarezza sul mio cammino. Allora tutto sembrava lontano, lontano al punto di permettermi di galleggiare su una nube di non decisione.

Poi, improvvisamente, è arrivato lo Zazenkai di aprile, il mio primo ritorno al Tempio dopo tanto, troppo tempo, e, durante il Teisho, l’annuncio da parte del Maestro della possibilità di ricevere i Precetti di Bodhisattva il 26 di giugno.

Non è stato necessario neppure pensare, prendere una decisione, poiché era già tutto deciso, chiaro e luminoso dentro di me; solo un grosso dubbio era nel mio cuore e l’ho espresso al Maestro nella mia richiesta formale di poter pronunciare i Voti. Il Maestro ha dissipato i miei dubbi ed ha accolto la mia richiesta con mia grande gioia ed emozione…

CELEBRAZIONE DEL LEGAME TRA MAESTRO E DISCEPOLO NELLE CERIMONIE DI ORDINAZIONE A MONACO E BODHISATTVA

…Il cammino di avvicinamento alla Cerimonia è stato particolarmente

intenso; non esagero dicendo che, al termine della prima prova, avevo letteralmente le lacrime agli occhi. Ho intensificato la mia presenza a Shinnyo-ji, rafforzando il legame con gli altri Ordinandi, con tutto il Sangha, presenza calda ed indispensabile in tutto il mio cammino.

A pochi giorni dalla Sesshin precedente la Cerimonia, il colpo di scena: forse per la stanchezza, forse per l’emozione, o forse come ulteriore prova da superare, è tornata a farmi visita una cara amica, la labirintite. Ancora una volta il Maestro ha saputo confortarmi e rincuorarmi, ed alla fine tutto si è risolto per il meglio, non solo il mio piccolo malanno, ma anche i samu-e ed i rakusu, fermi a Roma e che sono arrivati in tempo per la Cerimonia.

Uno scampolo di Sesshin, nel calore, nell’emozione, nella felicità del Sangha, e poi, finalmente, la Cerimonia. Che dire, se non che è stata una esplosione di gioia e di commozione, e che è stato bello oltre ogni possibile immaginazione vedere i volti belli e commossi degli altri Ordinati, quando tutto è giunto al termine! La Cerimonia è stata l’ulteriore conferma del legame di tutto il Sangha: quando infatti ho commesso uno sbaglio, questo è stato assorbito e nascosto dagli altri Ordinandi.

E quando, nel Sankie Mon, ho pronunciato la frase “Kie so wago son”, cioè “Prendo Rifugio nel Sangha che mantiene l’armonia”, proprio per questo l’ho sentita vera, viva, mia come non mai.

Un’ultima cosa, molto personale e molto importante, per me; da tempo è come se avessi due case, due famiglie, che, se nel cuore sono una sola realtà, nella quotidianità sono ben distinte. Domenica 26 giugno, grazie alla presenza di mia moglie Laura e mia figlia Linda, finalmente e fisicamente queste due realtà si sono fatte una sola, aggiungendo gioia alla gioia.

La sera, festeggiando al ristorante cinese con Laura, Linda, Diana e Michele (gli altri miei figli, assenti giustificati alla Cerimonia), mi sono detto che sono veramente un uomo fortunato e che la mia vita è veramente ricca e piena di gioia; dopo Jukai, se possibile, lo è ancora di più.

Kuhai ai Patriarchi, Kuhai a te, Maestro Shinnyo

Shin-nen

P.S. per la prima volta firmo con il mio nome di Dharma: mi piace molto, grazie Maestro, ed anche Laura dice che è perfetto! Meglio di così non si può!

Che cosa mi ha colpito di più? Il bellissimo unisono con cui è stato recitato il primo Makahannya. Si sentiva l'ambiente vibrare. C'è sostanza. Ecco come andrà il futuro.

Mauro Mon

Aforismi

Ogni tanto ho la tentazione di nascere, altre di rinascermi, quasi sempre d’esistermi…

SHINNYO ROSHI CONSEGNA I RAKUSU AGLI ORDINATI DURANTE LA CERIMONIA DELL’ORDINAZIONE A BODHISATTVA

…I suoni emessi durante la Cerimonia mi danno la percezione e mi fanno vivere l’esperienza dello spazioso vuoto.

Ogni simbolo vuole invisibilmente accompagnarci con una trasparente saggezza colma di buon senso ad evitare ciò che è naturale evitare e perseguire ciò che è nella natura delle cose.

La virtù per sua natura è impersonale. Un buon motivo in più perché io la pratichi nell’ombra.

Ogni volta che mi ascolto mentre pronuncio un periodo, non posso fare a meno di arrossire, perché significa aver ipotizzato: “che io…”

L’alba la vede solo chi nell’eroismo tragico danza con ironia cantante, avendo negli occhi la luce dell’infante.

Gregorio

Ci ho messo molto ad arrivare alla pratica Zen, è passato un anno e mezzo tra il primo contatto e il primo ingresso al Tempio e ancora un anno e mezzo tra il primo Zazen e l'ingresso nella via dei Bodhisattva.

I sentieri che mi portano a nuovi ingressi sono sempre profondi, ombrosi, non limpidi ed evidenti; ma ad un certo punto si apre una luce, e faccio il passo che mi fa varcare la soglia; ma entrare in un luogo molto illuminato acceca temporaneamente ed io mi sento così ogni volta, ho bisogno di tempo per sentire, vedere, accogliere il passo fatto e trovarmi uguale ma nuova e, forse, più leggera...

Il giorno della Cerimonia è stato bello e condiviso ma la mia vera Cerimonia è stata la prima prova, quando ho sentito, fortissima, la totale accoglienza del nostro Maestro e la gola che si stringeva nel pronunciare i Sutra e i Voti. Ho rinnovato i voti il 26, accolto con gioia il nome che il Maestro ha sentito di darmi e il Rakusu, che da quel giorno mi sento sempre al collo. Quando lo indosso durante la pratica è potente la sensazione di rendere visibile un qualcosa che è sempre stato lì...

Go-shin

Ogni parola, fosse anche la più pertinente, profana e mistifica, le tante sensazioni, le tante emozioni che ancora oggi espandono la loro eco in ogni mia giornata.

Gratitudine...Silenzio... Sul liuto della mia anima l'Amore ha toccato una corda.

Gasshō

Nilo

Ben-shin su Ordinazione

L’Ordinazione a Bodhisattva fiorisce su uno strato di sofferenza. Su un continuum oscuro che brulica di ombre, dubbi e ansie si incunea un momento di luce intensa.

Una giornata di gioia e sole, questo è stato il momento in cui ho ricevuto i Voti a Bodhisattva. Tutti erano felici, io ero felice, l’atmosfera era ridente, si respirava, c’erano fiori e cuori aperti. Mi sentivo in unione con i miei compagni e col Maestro. Un vero momento di grazia…

SHINNYO ROSHI CELEBRA L’ORDINAZIONE A MONACO DI YŪ-SHIN

…Prima, un incedere difficoltoso e momenti di rifiuto. Dopo, stanchezza e insofferenza, difficoltà a sedere in Zazen, nervosismo e ancora momenti di rifiuto. Inciampi nella vita quotidiana. Resistenza ad andare avanti e a fare qualsiasi cosa.

La pratica è preziosa, ma faccio fatica a trovarla, a sentirla, ad affidarmi a lei. Perdo il contatto di continuo.

Il momento di armonia sulla Via del Bodhisattva è volato via, spinto da una forte folata di vento. Ma so che c’è stato e che tornerà. Allora chiamo a raccolta pazienza e fiducia e cerco l’equilibrio per compiere piccoli passi.

Ben-shin

P.S. Vorrei ringraziare la silenziosa e preziosa presenza di Shin-kō tra noi. Lasciare una lacrima di tristezza per la sua partenza

.

“Credo che non si possa esprimere il significato di una Cerimonia come quella di Jukai senza indicarne il percorso, e tuttavia ciò che va oltre la descrizione di tale percorso credo non possa essere espresso.”

Questo è ciò che scrivevo nemmeno un anno fa, eppure mai più di ora sento la relatività del tempo che scorre. Non posso guardare la Cerimonia di Tokudō senza sentire vivo e forte il legame con lo scorso Jukai e tuttavia questi pochi mesi sono stati pieni di esperienze ed insegnamenti che mi hanno fatto vivere questa Cerimonia in un modo molto diverso rispetto alla precedente.

Un anno fa nella testimonianza ricordavo il percorso iniziato come un esterno, da nuovo membro del Sangha appena affacciatosi al Tempio. Continuando idealmente quella descrizione del mio unico percorso che mi ha portato qui adesso, lo scenario è sensibilmente cambiato delineando un Tempio con un grande cuore che ormai batte alimentato da noi praticanti che infaticabili viviamo assieme il percorso sotto la guida del nostro Maestro, e le giornate di formazione ci hanno fatto vivere quel senso di servizio che è al cuore dei Teisho del Maestro e che lentamente cambia la nostra prospettiva di vivere la Via, poiché differente è praticare per sé rispetto al praticare per gli altri.

Così, intenti alla formazione dei nuovi ordinati e dei nuovi praticanti, ammetto che mi colpì la notizia della nuova Cerimonia, accelerando una serie di dinamiche che molto lentamente stavano iniziando ad affacciarsi a seguito della precedente Cerimonia.
La mente è veramente affascinante: è sempre pronta a farci confrontare con ciò che noi cerchiamo di lasciare in sospeso, per questo i mesi seguenti furono un crescendo di dubbi e pensieri. Questa opportunità mi fece però scoprire un mio significato per la parola fede, e praticando giunsi alla Cerimonia.

Ricordo che la prima volta che indossai l’abito la tensione provata nei mesi passati sparì immediatamente e completamente per la prima volta, in quel momento non sapevo perché fosse accaduto ma in fin dei conti non mi importava, l’unica cosa che sentivo era di essere nel posto giusto per me e questo era tutto ciò che volevo sapere.

Come non parlai della Cerimonia di Jukai, non parlerò della Cerimonia di Tokudō, eppure queste poche settimane passate hanno portato una conoscenza nuova di quella sensazione provata indossando l’abito. Infatti per quanto avessi provato a ripetermi che, come lo Zen, anche prendere l’abito, in fondo, non fosse nulla di speciale, è come se fosse stato troppo presto: in quel momento dovevo vivere la mia tensione ed ero incapace di abbandonarla. Solo con un po’ di tempo infatti questa tensione se ne è andata gradualmente lasciando dietro di sé quello che in realtà già sapevo anche se in forma diversa, ovvero: non è l’abito che fa il monaco, ma ciò che è importante è semplicemente vivere la pratica giorno dopo giorno senza nulla di speciale.

Gasshō Yū-shin.

FOTO DI GRUPPO NELLO ZENDO DI SHINNYO-JI

Per motivi personali, potremmo dire legati al mio karma, sono stato e sono geograficamente lontano da Shinnyo-ji e il giorno della Cerimonia sono arrivato al Tempio senza neppure sapere chi dovesse ordinarsi.

E’ sempre come tornare a casa. Sempre più mi è chiaro il mio cammino di Buddhista Cristiano. Sono felice che mio ‘fratello’ Federico sia diventato monaco. Con lui abbiamo varcato assieme, la prima volta, la soglia del Centro Zen di Firenze, alcuni anni fa, quando la sede era in Via San Domenico. Lo spirito puro di Federico soffierà lontano e porterà semi di Dharma ovunque andrà.

Sono felice anche per Beatrice, Serena e Paolo che sono diventati Bodhisattva. Sono tre persone speciali, che hanno un posto speciale nel mio cuore. Anche loro porteranno la loro dolcezza e la loro bontà d’animo ovunque andranno. Degli altri che hanno preso il Rifugio nel Dharma, non posso dire molto perché sono persone che conosco poco, ma auguro loro di effondere serenità e pace nelle loro famiglie e nella loro vita.

Ho visto Shinnyo Roshi stanca ma contenta, e se lo merita visto il grande lavoro che sta facendo. Siamo tutti orgogliosi di avere un Maestro come lei e le auguriamo ogni bene.

Gasshō

Shin-kai

Particolare energia e l'atmosfera del Jukai-Cerimonia del 26 giugno si sentiva a Shinnyo-ji mesi prima del giorno stesso. Le persone che desideravano ricevere i Voti stavano preparati, il Tempio fu pulito e ai rituali praticati. Eppure, la grande energia entusiasmo, gioia e spirituale del giorno effettivo conferimento sono stati sorprendenti.

Andare avanti nella Via richiede un grande sforzo, che senza il cuore e le mani unite, e la guida del compassionevole Maestro non sarebbe possibile. Quindi sono molto contento del primo monaco che ha ricevuto i voti a Shinnyo-ji, Yuu-shin, tutte ordinate nuovi e quelli che si sono rifugiati e ha ricevuto un Rakusu. Questa è stata una testimonianza forte che il Shinnyo-ji va avanti e la Ruota del Dharma, instancabilmente portata avanti dal Maestro Shinnyo, gira veramente!

Seduti fuori in giardino dopo la Cerimonia nel sole del pomeriggio, scherzare, piangere, ridere, vivere, condividere questo momento insieme, è un ricordo che ho salvato nel profondo del mio cuore come un luce di faro.

Grazie maestro Shinnyo,

Grazie cari amici.

Qui e ora, siamo tutti uno.

Gasshō,

Shin-kō

Lo scorso 26 Giugno 2011, presso il nostro Tempio Shinnyo-ji di Firenze, ha avuto luogo la seconda Cerimonia di Jukai tenuta dal nostro Maestro Reverendo Iten Shinnyo Roshi, a nove mesi esatti di tempo trascorso dalla precedente.

Una vera gestazione e nascita in senso metaforico.

Il tempo e gli eventi, a Shinnyo-ji, accelerano il loro corso.

Il Tempio, il Sangha, gli eventi occorsi nel frattempo nella vita dei componenti la nostra piccola comunita’ sono in decisa corsa, così come corre l’evoluzione del mondo che ci circonda in questo periodo storico.

Un conflitto con la lentezza intrinseca della medizazione, seduti in Zazen sui nostri cuscini?

Non credo…

FESTEGGIAMENTI NEL GIARDINO DEL TEMPIO

…Ogni praticante, nel Sangha, dal Maestro all’ultimo dei pervenuti alla nostra comunita’, vive intensamente la propria vita di lavoro di affetti di responsabilita’, pienamente immerso nel flusso della realta’.

Nessuno e’ monaco a tempo pieno.

Davvero, tra le piccole trasformazioni indotte dalla Pratica, comincia forse ad affacciarsi nel nostro quotidiano, quella sottile attenzione alla sacralita’ di ogni atto compiuto anche in questo flusso turbinoso di cio’ che costituisce il nostro compito in una societa’ in questo momento criticamente affetta da velocita’ e problematiche molteplici.

Torniamo percio’ piu’ spesso possibile al ritiro silenzioso nello Zazen, nel porto sicuro del Tempio, rallentando ogni volta e meglio riconoscendo i nostri passi e direzioni.

In questa altalena tra accelerazione ed introspezione, anche la mia vita di Pratica, dopo un doloroso periodo di stordimento e fatica seguito alla mia Ordinazione a Bodhisattva nel settembre 2010, ha ripreso a centrarsi ed a correre.

Sto attraversando un complesso periodo legato soprattutto al costante oneroso impegno di tempo ed energie nella mia professione di medico di famiglia, ma ancor piu’ legato alla grave malattia terminale che affligge il mio amatissimo Padre, e che mi vede coinvolto come figlio e come medico.

Un evento non certo ordinario.

Tra accelerazioni e riflessioni la Pratica al Tempio e’ divenuta una colonna portante ed una vera spina dorsale della mia Vita.

Lo e’ divenuta naturalmente, senza decisioni o riflessioni in merito.

Tra accelerazioni e riflessioni, ho SENTITO nel cuore, che, per questo Jukai 2011, per la forza portante della mia Pratica, avrei potuto forse chiedere al mio Maestro di poter ricevere i Voti monastici, ma, consapevole della portata morale e pratica di una tale richiesta, ho preferito in realta’ non farla, cosciente dei molti compiti che attualmente assorbono il mio tempo e le mie forze, e di alcune aspettative non risolte.

Ho scelto, così, di rinforzare la mia Pratica ancor piu’, e di affiancare i compagni che hanno fatto invece richiesta di Voti a monaco, proprio come se fossi esattamente uno di loro.

Monaco senza esserlo, questo il mio compito, questo il mio sentire.

Un compito di sostegno e di ritegno, di cui sono felice.

Lascia aperte altre fioriture a tempo dovuto, se sara’.

La pratica e’ stata, a dispetto delle normali imperfezioni, nitida e forte, come forte e consolidante nel mio cuore, e’ stato affiancare e sostenere i compagni di Sangha nelle mille piccole e grandi avversita’ che hanno afflitto la loro strada verso l’Ordinazione, condividendole con loro.

Un Sangha che si e’ mosso in tempi ed energie inimmaginabili, in un tempo insospettabilmente breve, ad organizzare una Cerimonia di Jukai potente e serena, che ha sbaragliato insicurezze e moti alterni d’animo e di decisioni, che ha convertito alluvioni ed allagamenti al Tempio in occasioni di lotta e di consolidamento di intenti tra i Praticanti, che ha visto superare difficolta’ organizzative ed economiche con un soffio di follia e di Fede.

Il Sangha di Shinnyo-ji al seguito del suo Maestro, con ulteriore la presenza di Genryu Roshi, intervenuto dal Giappone a rappresentarlo al nostro fianco, ne e’ uscito tornito, purificato e consolidato oltre ogni immaginazione.

Il compito di Fondazione di un Soto Zen italiano nel Lignaggio tradizionale che il nostro Maestro Reverendo Shinnyo Roshi si e’ assunto con Cuore aperto e grande Energia, sta certo ricevendo rinforzo e freschezza da quanto avvenuto il 26 giugno.

Benvenuto, allora, il Nostro nuovo Monaco ordinato, i nuovi Fratelli di Pratica Bodhisattva e quelli che hanno compiuta la Presa di Rifugio nella recente Cerimonia……….. Grazie a Voi Tutti.

Vi sosterro’ uno per uno per come sapro’ e potro’ fare, secondo le mie energie e possibilita’, e dal mio Maestro e da Voi tutti prendero’ gli esempi e le energie necessari alla mia strada quotidiana ed alla pratica.

Tutti ed Uno.

Grazie della Esperenza che mi offrite e delle Possibilita’ che mi date.

Sono felice di questo doloroso faticoso allegro momento della mia vita.

Fabio Dai-shin Portera

TEMPIO ZEN FIRENZE SHINNYO-JI
DOMENICA 26 GIUGNO 2011

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