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EkiZen - Notiziario del Sangha di Shinnyoji

Estate 2015 - n. 23 anno VI (PDF)

Statua di Jizō

EVENTI

VIAGGIO A TAIWAN

Il nostro Maestro Rev. Iten Shinnyo Roshi, accompagnata da Piergiorgio Masi, dal 9 al 17 maggio si è recata a Taiwan al seguito del Suo Maestro, Rev. Ryushin Azuma Roshi, Abate del Monastero Tōkōzan Daijōji.

Il giorno 12 maggio, il Rev. Ryushin Azuma Roshi, ha tenuto due Conferenze a Taipei in qualità di Fondatore del Sekai Zen Senta - WZC World Zen Center - Centro Internazionale di Zen. Scopo di questa Associazione è unire l'Insegnamento Zen e la Pratica in un Centro Universale, dove ciascuno, indipendentemente da religione, sesso, età e punto di vista politico possa studiare e praticare Zen.

Durante la sosta sull’isola di Taiwan, Shinnyo Roshi e Piergiorgio hanno potuto visitare a Taipei i Templi Lungshan, Ryuuzanji e Chikurizan Kannonji e il National Palace Museum il museo nazionale della Repubblica di Cina, con una collezione permanente di oltre 696.112 pezzi di antichi manufatti e opere d'arte cinese, che lo rende uno dei più grandi al mondo.

La collezione comprende oltre 8000 anni di storia cinese dall'età neolitica alla tarda dinastia Qing. Per la maggior parte è composta da pezzi di alta qualità raccolti da antichi imperatori della Cina.

Nella città di Kaohsiung, nel sud dell’isola, il Tempio Fo Guang Shan Buddha Memorial Centre che ospita la statua del Buddha più grande del mondo - 108 metri di altezza. La superficie totale è di 250 ettari ed è circondato dalle montagne Fo Guang Shan. All’entrata del cancello principale ci sono due grandi sculture: un drago e un elefante che simboleggiano l'origine del Buddismo dall'India All’interno della struttura ci sono otto pagode, quattro su ciascun lato, che incorniciano il viale che porta alla grande statua del Buddha, che ha alla base quattro Stupa, uno per ogni angolo.

YAKATA JIZŌ

Sabato 28 marzo 2015 è stata celebrata, nel giardino di Shinnyoji, la Cerimonia di inaugurazione del Tempietto - Yakata Jizō - donato da Matsuura Kanshu del Tempio Mibudera di Kyoto.

Messaggio del Rev. Matsuura Kanshu inviato il 28 marzo 2015.

アンナマリア真如 マッラディ 老師
真如寺とアンナマリア真如 マッラディ 老師に 今朝の地蔵屋形のお披露目に際して
お喜びを申し上げます。おめでとうございます。 京都 壬生寺貫主 松浦俊海 九拝

“Reverendo Annamaria Shinnyo Marradi Roshi,
Congratulazioni a Shinnyoji e al Rev. Annamaria Shinnyo Marradi Roshi, per la Cerimonia di disvelamento del tempietto Yakata Jizō di stamani!

Rispettosamente,
Kyoto Mibudera MATSUURA Shunkai
In Kyuhai”

IL GIARDINO DI SHINNYOJI

Il giardino di Shinnyoji

Inaugurato il 25 aprile del 2009 con l'apertura della Sede permanente del Tempio, il giardino di Shinnyoji è uno spazio progettato per la contemplazione e la meditazione.

Tra ortensie, rose, camelie, alberi da frutto, un nespolo giapponese e un acero proveniente dal TempioTōchiku-in 東竹院 in Giappone, dono di Yumiko Kishi, è incorniciato dall'architettura urbana adiacente come fosse in un quadro.

Intorno al giardino, provenienti dal Tempio Mibutera di Kyoto, sono state collocate sei statue in pietra di Jizō Bosatsu del periodo Edo (1603-1868) e il tempietto Yakata Jizō contenente una riproduzione in pietra di Jizō Bosatsu del periodo Muromachi (1392-1573), doni a Shinnyoji del Rev. Matsuura Shunkai, Abate del Tempio Mibudera di Kyoto e 85°Abate di Tōshōdaiji in Nara, a suggello dell'amicizia Italia-Giappone e a testimonianza dell’incontro tra le due Scuole Buddhiste Sōtō Zen e Risshū.

Immagini dei Giardino di Shinnyoji

VISITA A SHINNYOJI

Il giorno 12 giugno 2015, nell'ambito dei festeggiamenti del 50° Anniversario del gemellaggio fra le città di Firenze e Kyoto, ha avuto luogo la visita al nostro Tempio del Sindaco della citta giapponese, Kadokawa Sama, e della delegazione ufficiale, alla presenza del Rev. Matsuura Kanshu, Abate del Tempio Mibudera di Kyoto e del Rev. Sono Eikō, Abate del Tempio Zen Rinzai Tōfukuji di Kyoto.

Il Rev. Shinnyo Roshi ha voluto inviare a tutti coloro che hanno contribuito al successo della manifestazione, le seguenti parole:

Caro Sangha di Shinnyoji,
Vi tributo il mio più profondo ringraziamento per il Vostro rigoroso, attento, eccellente, partecipato servizio alla giornata di ieri, dedicata alla visita al nostro Tempio Shinnyoji del Sindaco di Kyoto, Kadokawa sama, e della delegazione ufficiale, alla presenza del Rev. Matsuura Kanshu, Abate del Tempio Mibudera di Kyoto e del Rev. Sono Eikō, Abate del Tempio Zen Rinzai Tōfukuji di Kyoto nell'ambito dei festeggiamenti del 50° Anniversario del gemellaggio fra le città di Firenze e Kyoto.
Estendo la mia gratitudine anche a tutti coloro che hanno contribuito alla preparazione ma che, per impegni lavorativi, non hanno potuto essere presenti alla giornata di ieri.
SentirVi tutti quanti così intensamente presenti ed uniti nel concorrere alla buona riuscita dell'evento e prima ancora alla Testimonianza della nostra realtà di Pratica, è stato un sigillo luminoso del percorso del nostro Sangha nella Via di Dōgen Zenji.
Come un manipolo di monaci operosi e rispettosi della Tradizione, ciascuno di Voi si è adoperato al meglio per contribuire alla buona riuscita della Cerimonia.
Quando, nel mentre della preparazione, mi sono affacciata nello Zendo e ho visto tutti Voi in piedi schierati in cerchio ascoltando le istruzioni del nostro monaco Yūshin sullo svolgimento del Rito, la forza di Shinnyoji mi è venuta incontro e mi sono unita, Uno insieme a Voi, al mio Maestro Rev. Azuma Docho Roshi ed a tutto il Lingnaggio di Daijōji.

Shinnyoji è un Tempio Zen, è un cuore che batte, è una realtà di Sangha in movimento e in crescita armoniosa.

Nel Dharma

Rev. Iten Shinnyo
Gasshō

Dear Sangha of Shinnyoji,
I tribute to you my deepest thanks for your rigorous, attentive, excellent service attended to yesterday, dedicated to the visit of our Temple Shinnyoji the Mayor of Kyoto Kadokawa sama and the official delegation, in the presence of Rev. Matsuura Kanshu, Abbot of the Temple Mibudera Kyoto and the Rev. Sono Eikō, Abbot of the Zen Rinzai Temple Tōfukuji of Kyoto as part of the celebrations of the 50th Anniversary of the twinning between the cities of Florence and Kyoto.
I extend my gratitude to all those who contributed to the preparation but who, for work commitments, could not be present at yesterday.
Everyone feel so intensely present and united in contributing to the success of the event and before that to the Witness of the reality of our Practice, was a light seal of the path of our Sangha in the Way of Dōgen Zenji. Like a handful of monks hardworking and respectful of Tradition, each of you has worked well for contributing to the success of the Ceremony.

When, as in the preparation, I looked in the Zendo and I saw all of you standing arrayed in a circle listening to the instructions of our monk Yūshin on the conduct of the Rite, the strength of Shinnyoji came my way and I joined, One with You, my Master Rev. Azuma Docho Roshi and the whole of Lineage of Daijōji.

Shinnyoji is a Zen temple, is a beating heart, is a reality of Sangha moving and growing with harmony.
In Dharma
Rev. Iten Shinnyo
Gasshō

Gentile Rev. Anna Maria Marradi Roshi

la ringrazio infinitamente per la vostra calorosa accoglienza.
Grazie a tutti voi, questa visita a Shinnyoji e' stato un evento particolarmente riuscito.

Sono molto felice di vedere che Jizō Bosatsu sono splendidamente collocati nel giardino del Tempio.
L'anno scorso Jizō Bon e' stato riconosciuto ufficialmente dal comune di Kyoto come patrimonio culturale immateriale.
Ogni agosto si celebra il rito di Jizō Bon dappertutto nella città di Kyoto. Spero che venga trasmessa questa tradizione anche a Shinnyoji.

Grazie di cuore.

Matsuura Shunkai

Sole e Kyoto a Shinnyoji

Il tempo è incerto in questi giorni a Firenze, ieri pomeriggio il vento piegava gli alberi e spezzava i rami, un acquazzone di Giugno schiumava sull’asfalto. Ma gli alberi del giardino di Shinnyoji sono integri e brillanti questa mattina. Sul pero giovane accanto allo Yakata Jizō -donato da Matsuura Kanshu, abate del tempio Mibu-dera di Kyoto- i fiori bianchi che in Marzo, al suo arrivo, incorniciavano il tempietto, hanno lasciato il posto a un principio di frutti, che oggi il Reverendo, mentre le telecamere preparano l’inquadratura per un’intervista accanto al suo dono, si sofferma ad osservare con un sorriso curioso.
Il Maestro Shinnyo ha accolto neanche mezzora fa la delegazione del comune di Kyoto, in Via Vittorio Emanuele, con tutto il Sangha spiegato –come il ventaglio bianco di uno degli ospiti in kimono- sul marciapiede di fronte alla porta del Tempio, pronto a far festa alle persone che scendevano dal pulmino accostato all’altro lato della strada, nel traffico impaziente e strombazzante (tipica scena italiana, osserva qualcuno in un’altra lingua) delle nove del mattino.
Poi la piccola cerimonia nello Zendo: al suono della splendida campana Keisu, anche questa dono dell’abate Matsuura Kanshu, i presenti accomodati nella postura di seiza, molti al centro della stanza, rivolti all’altare, altri sui cuscini ai margini, danno il via alla recitazione dell’ Hannya Shingyo. È un canto quasi sommesso, rapido e incalzante come un pensiero sonoro, reso potente dalle tante voci e dalla concentrazione di ognuna di queste. Si sentono predominare i suoni gutturali delle vocali pronunciate alla giapponese, intercalati ogni tanto da un riprendere fiato corale, una risacca che amplifica la profondità della recitazione.
Più tardi, in giardino, il rituale Juzu-kuri, che il sindaco di Kyoto Kadokawa Sama ci spiega essere stato dichiarato un anno fa, non senza discussioni, patrimonio immateriale dell’umanità. Ci spiega di essere rimasto colpito dal fatto che nelle dediche di Shinnyo-ji sia menzionata la pace nel mondo, e, non solo a parole, ma con ogni solco del suo volto mobile, dice che sente in questo un profondo legame con questa nostra quotidianità, appesa a un meridiano distante. Il rito del Jizō-bon è infatti dedicato a che i bambini possano crescere in condizioni di pace in qualunque luogo del mondo. E così viene srotolato il gigantesco Juzu in legno, al centro l’officiante batte col martelletto su quello che a un occhio occidentale potrebbe sembrare più un piedistallo che uno strumento a percussione in metallo, e in cerchio, noi ex bambini ci passiamo di mano in mano i grani di questa corda sacra. Ci metto un po’ ad apprendere i gesti: quando passa il grano più grande con la nappa, dobbiamo portarcelo alla fronte, alcuni di noi volgono in alto le nocche, altri i palmi, tenendo il Juzu dal basso.
Alla fine l’assemblea festosa si scioglie. Le autorità si concedono un tè all’aperto, preparato da una dama ornata secondo la tradizione giapponese -si nota un’esotica spirale metallica con perline nel nodo dei capelli-, e accompagnato dal sottofondo musicale del nostro Inno di Shinnyoji. La discreta signora di un palazzo antistante finisce di stendere la lavatrice sul terrazzo. Gli interpreti, un gentile signore italiano e un’incantevole signora giapponese, si scambiano le loro esperienze professionali. E tutti noi continuiamo a respirare, semplicemente, e, da domani, a vivere un altro giorno, ordinario e dunque straordinario, di Pratica.
Gasshō,
Cecilia

Cara Shinnyo san,
Complimenti!
Ce l’hai fatta bene!
Tutti sono andati bene, bene, bene!
L’ho capito tutto quando ho visto le fotografia che mi hai mandato.
Sono d’accordo di quello che il Sindaco di Kyoto ha detto sullo spirito inter-religioso, perche' sono buddhista del settore di Nichiren Shonin, mi interessa tantissimo del pensiero dello Zen e studio l'arte cristiana, pregando la pace di tutto il mondo.
Il tuo giardino e’ stato come il ricevimento all’aperto dell’Imperatore del Giappone!
Un abbraccio profondo,
Yukihiro Nomura

Maestro Iten Shinnyo,
L'occasione è gradita per esprimerLe la nostra felicità di aver trascorso questo momento speciale al Tempio Shinnyoji e di aver condiviso insieme a tutti voi questa meravigliosa esperienza. Non finiremo mai di ringraziarLa per l'opportunità offertaci di intervenire nel progetto di restyling del giardino del Tempio Zen da Lei diretto.
Desideriamo porgerLe il nostro saluto, con l'augurio che i nostri incontri di lavoro continuino con così grande amicizia e collaborazione!
Paola e Paolo Billi
Kachina

Se mi volgo indietro, in direzione di questi anni passati, vedo succedersi molti eventi che hanno fatto della nostra piccola realtà di pratica un Tempio il cui nome di anno in anno acquisisce una portata sempre più ampia. Ogni anno incastriamo nelle nostre vite quotidiane l’organizzazione di qualche importante evento sempre più complesso e rigoroso, che testimonia la nostra posizione nella Via e la consapevolezza della nostra pratica. Quest’anno l’evento in questione è stato la visita dell’onorevole Sindaco Kodokawa sama per il rinnovo dei 50 anni di gemellaggio tra le città di Firenze e Kyoto. Devo riconoscere che il periodo di preparazione è stato in qualche modo più profondo e intenso, e a onor del vero anche un po’ più faticoso, ma forse per questo molto significativo. Da lunedì 8 a venerdì 12, con pause più o meno lunghe, un’opera di preparazione meticolosa mi ha coinvolto nel sostenere il Maestro e gli altri Praticanti in questo importante evento.
Lasciare la mia vita ordinaria inizialmente è stato più difficile delle altre volte. I miei impegni accademici in questo ultimo periodo sono più pressanti e stressanti, la scrittura della tesi ha catalizzato gran parte delle mie energie e lentamente mi sono lasciato trasportare in un mondo ristretto dove non esiste altro all’infuori della pagina stampata o di qualche appunto riguardante un libro dal titolo astruso. Nonostante queste premesse, il tempo di “sintonizzazione” con quella realtà che si trova al di là delle porte del Tempio è stata tuttavia breve e naturale.
Più passavano i giorni più la mia mente si liberava dalle preoccupazioni della vita quotidiana aprendosi ad un respiro che, se pur nella concitazione dell’organizzazione, era calmo e quasi rilassato. Tutte le cose in qualche modo andavano a posto da sé, bastava che non mi preoccupassi: l’importante era occuparsi. È in questo modo che alla fine ho sentito forte la dignità del mettersi al servizio. Mi è allora tornato in mente la raccomandazione del Maestro sullo Shikantaza: il corpo viene lasciato cadere, la stanchezza, nei limiti del possibile, viene messa sullo sfondo, e la propria mente viene abbandonata, in modo da dedicarsi esclusivamente a ciò che è necessario fare secondo la natura del progetto. È come un lasciarsi andare nelle mani a cui ti affidi. Ci si identifica con l’azione, si curano i dettagli, ci si rivolge con cura sia alla diposizione di una tovaglia, di un asciughino disposto al sole, che all’allestimento degli altari e del rituale.
In tutto questo, parte importante la ha giocata il Sangha: un’armonia di intenti e una collaborazione che fanno sentire cosa voglia dire essere parte di un tutto più grande. Il sentimento di comunione che il Maestro illustra nei suoi Teisho, il sentirsi uno con tutto, è diventato in questa occasione palpabile, una esperienza incarnata che vale più di mille parole. La mattina stessa della visita, tutti insieme, ben ordinati, abbiamo svolto i compiti come un grande ed armonioso organismo, permettendo così di portare a termine in brevissimo tempo le tante cose rimaste da fare.
La buona riuscita di questo avvenimento testimonia, più delle mie parole, quanto ho cercato di comunicare.
Gasshō
Yūshin

Sono stata invitata a documentare fotograficamente la visita del sindaco di Kyoto di venerdì 12 giugno 2015 presso il Tempio Shinnyo-ji. In occasione di un precedente sopralluogo, ho intravisto, da ospite spettatrice, i preparativi di accoglienza che si erano protratti per giorni (ma dovrei dire anni?), durante i quali è stata adottata una tenera cura (calma, ma fattiva) nell’organizzare e sistemare ogni dettaglio. Tante piccole cose, che, mi rendo conto, nutrono l’anima del Tempio.
La mattina di venerdì, in questo ambiente - in questa cura - ad uno ad uno sono entrati alcuni monaci di culti diversi - invitati in occasione dell’evento - e infine il sindaco di Kyoto, accompagnato dal suo staff. Immagino che non sia stato affatto banale gestire tutte le diverse energie che rapidamente hanno invaso il Tempio, eppure ho sempre avvertito una grande armonia durante tutti i riti e le cerimonie, sia dentro il Tempio, che nel giardino. Ho distintamente percepito la potenza dell’evento, accompagnata da ordine, equilibrio, e rispetto reciproco.
Interessante è stato osservare il rito accolto nel giardino, semplicissimo e intriso di storia al tempo stesso, durante il quale veniva fatto scorrere di mano in mano un grande rosario, mentre i monaci recitavano davanti al tempietto. Una testimonianza preziosa di inter-religiosità, durante la quale si sono espressi diversi culti contemporaneamente, con una naturalezza che sarebbe da prendere ad esempio da chiunque.
Sono grata che mi sia stato concesso di “sbirciare” all’interno di questa grande realtà, in occasione di un evento così importante e potente. Come sempre, c’è molto su cui riflettere!
Linda

SEMINARIO DHARANI

Il 28 marzo 2015 dalle ore 10:00 alle ore 18:30 presso il Centro Zen Firenze – Shinnyo-ji il Rev. Aigo Seiga Castro ha tenuto un seminario dal titolo:
“DHĀRANĪ - SCRITTURE MANTRICHE DELLA TRADIZIONE BUDDHISTA ZEN SŌTŌ”
Il seminario aperto a tutti era rivolto a chiunque fosse interessato a conoscere il linguaggio esoterico della Tradizione buddhista Zen e a chiunque si interessi di studi religiosi orientali e di lingue sacre dell'Asia.
Il Rev. Aigo Seiga Castro è Maestro Zen riconosciuto dalla scuola giapponese Zen Sōtō, fondatore della comunità religiosa “ Tradición Budadharma Zen Sōtō ” di Spagna. Ha conseguito un master con lode in studi buddhisti presso l’Università di Sunderland (Gran Bretagna), ed è docente di Buddhismo presso l’Università di Valencia (Spagna).

25 APRILE 2015 - anniversario

Sabato 25 aprile si è celebrato il Sesto Anniversario della Sede permanente di Shinnyoji. Abbiamo festeggiato l'evento con la Giornata di Apertura del Tempio al pubblico. Le porte di Shinnyoji sono rimaste aperte dalle ore 9.00 alle ore 18.00 e durante l'apertura è stato possibile visitare il Tempio ed il giardino, richiedere un colloquio con il Maestro o ricevere una lezione di Forma e sedere in Zazen.

In concomitanza con la Giornata di Apertura del Tempio per il Sesto Anniversario della Sede permanente è stato inserito sul nostro sito, l'Inno ufficiale di Shinnyoji. Potrete trovare la musica e le parole alla sezione "Tempio", accedendo dalla homepage.

E' per noi fonte di lirica emozione poter celebrare degnamente questa realtà, di cui Vi rendiamo partecipi tramite l'ascolto, comunicando ad ognuno la pulsante vita di Pratica della nostra Comunità.

Messaggi ricevuti per il 25 aprile e per l’Inno :

Gentile Reverendo, mi pare che il lavoro sull’Inno sia veramente ottimo.
Il M° Carlo Ippolito ha fatto un lavoro di arrangiamento bellissimo.
Se possibile in futuro sarò felice di ringraziarlo.
La genesi di questo tema è stata un’ispirazione che ho avuto il giorno dopo del mio intervento musicale alla vostra festa a dicembre.
Mi sono alzato da tavola, mi sono messo al pianoforte e in un brevissimo periodo di tempo è nato il tema...
Grazie per l’occasione che mi avete dato e spero che l’inno porti tanta gioia e fortuna al tempio, a lei, e a noi tutti....
Un abbraccio caloroso
M°. Volfango Dami

Commossa e rallegrata dalle note e dalle parole di questo inno auguro a tutte e tutti i componenti di Shinnyoji una giornata colma di Felice Armonia.
Con rispettoso affetto e amorevolmente,
Gasshō
Valentina

Caro Maestro e caro Sanga
Mi fa molto piacere che abbiate scritto e musicato l'inno spirituale della sede di Shinnyo ji.
Purtroppo domani lavoro e non potrò venire.
Vi auguro una giornata piacevole e dedicata.
Un caro saluto
Sarò insieme a voi, in connessione.
Riccardo Guercio

Tutte le mie felicitazioni
Per il vostro anniversario.
Nel Dharma
Emanuela Dōsan Losi

Grazie per l'accoglienza! E' stata una visita molto intensa e ne ho riparlato a lungo con Cesare. L'energia del Tempio è forte e quasi mette in soggezione se vi si entra (come purtroppo ho fatto io) con l'animo "distratto" dal caos che c'è fuori. Ma quando siamo scesi in giardino ho ritrovato sintonia e ho potuto godere dell'armonia che c'era: quel giardino è davvero potente!
Sembra di entrare in un mondo parallelo...
Linda

PRIMAVERA IN GIAPPONE

Foto di Shinobu Nakajiima

Sesshin 27-28 marzo.

Zazenkai 30 maggio.

POESIA

Composta nel 1818 e pubblicata la prima volta nel 1820, dal poeta inglese John Keats (Londra 31 ottobre 1795 - Roma 23 febbraio 1821).

Sebbene sia diventato il simbolo del Romanticismo inglese, colpiva tutti coloro che lo conoscevano per la sua straordinaria energia, il vigoroso buonumore, e la gran voglia di vivere.

Fu sepolto nel Cimitero Acattolico, all’ombra della Piramide al Testaccio. Aveva venticinque anni. Sulla sua tomba fu scritto:
« Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “Qui giace un uomo il cui nome fu scritto nell'acqua”.»
Sulla sua lapide venne anche incisa una lira greca con quattro delle otto corde spezzate “per mostrare il suo Genio Classico spezzato dalla morte prematura”.

Ode to Psyche

(…)

Yes, I will be thy priest, and build a fane
In some untrodden region of my mind,
Where branched thoughts, new grown with pleasant pain,
Instead of pines shall murmur in the wind:
Far, far around shall those dark-cluster'd trees
Fledge the wild-ridged mountains steep by steep;
And there by zephyrs, streams, and birds, and bees,
The moss-lain Dryads shall be lull'd to sleep;
And in the midst of this wide quietness
A rosy sanctuary will I dress
With the wreath'd trellis of a working brain,
With buds, and bells, and stars without a name,
With all the gardener Fancy e'er could feign,
Who breeding glowers, will never breed the same:
And there shall be for thee all soft delight
That shadowy thought can win,
A bright torch, and a casement ope at night,
To let the warm Love in!

“Ode a Psiche”

(…)

Voglio essere io il tuo sacerdote, e costruirti un tempio
Nelle inesplorate regioni della mia mente,
Dove ramosi pensieri, appena nati con piacevole dolore,
Mormoreranno al vento sostituendo i pini:
E lontano lontano, di vetta in vetta macchie oscure d’alberi
Vestiranno tutt’intorno i gioghi selvaggi dei monti
E zefiri, fiumi, uccelli e api culleranno
Nel sonno le driadi coricate sul muschio:
Tra questa ampia quiete
Adornerò un roseo santuario
Con la trama intrecciata d’una mente al lavoro,
Con boccioli, campanule e stelle senza nome,
Con tutto ciò che l’alma fantasia sa inventare,
Lei, che creando fiori, sempre diversi li crea:
Per te sarà lì ogni dolce piacere
Che l’ombroso pensiero può conquistare,
Una torcia splendente, una finestra aperta alla notte
Perché caldo l’amore vi possa entrare.

TESTIMONIANZE

Un pianoforte nella stazione ferroviaria di Milano centrale e l'altro nella stazione di Torino Porta Nuova....forse c'è ancora spazio "libero" per sognare e musica celestiale sulle cui note innalzarsi verso il divino che dimora in ciascuno di noi.
Gasshō
Rev. Iten Shinnyo Roshi

Caro Maestro.

So che Lei è già partita per il Taiwan e passeranno dei giorni prima che mi possa rispondere. Spero che il Suo viaggio inizi con tranquillità ed energia. Ho saputo ieri sera che un carissimo amico della mia infanzia è morto, quando può, La chiedo di ricordare Ned Diers e la sua famiglia nelle dediche. Ned amava la natura, oggi ho spostato il mio altare fuori nel giardino e ho fatto un lungo Zazen dedicato a lui. Mi sono messa il Suo raksu, quello verde e oro che mi ha dato, questa è soltanto la seconda volta che me la metto. Sento il cuore pesante e piango tanto, ho fatto biglietto per tornare in Ohio per essere presente alla sua funerale. Le invio in allegato una foto del altare in natura dove ho fatto lo Zazen oggi, il giardino è coperto in petali caduti dei fiori del ciliegio. Sentiamoci quando torna. Penso a Lei ed Rev. Azuma Roshi.
Grazie di tutto
Gasshō
Tenshin

Un pensiero letto su un giornale, non ricordo a chi attribuito, mi ha suscitato tante riflessioni: "non si insegna ciò che si sa, ma ciò che si è". Ciò è a dire che si porta se stessi, si dà se stessi nella trasmissione dell'insegnamento. Ma anche nell'apprendimento, si impara ciò che l'altro è, non ciò che l'altro sa.

Grazie,
Piergiorgio

Carissimo Maestro,
Anch'io voglio bene a Lei! Sabato scorso sono andata alla Festa del Fiore del Ciliegio ai giardini botanici di Brooklyn. Le mando delle foto.
Grazie di tutto
Gasshō
Tenshin

Da un po’ di tempo è possibile constatare che aldilà delle scelte personali e quindi se continuare o meno la Pratica, temi tutto sommato trascurabili dal punto di vista universale in quanto concernenti i travagli di una singola individualità umana, si può registrare il fatto che si, siamo arrivati alla consapevolezza che bisogna essere totalmente e solamente predestinati per avventurarsi in una Pratica ed in una cultura così "altra" nel tempo e nello spazio rispetto al vissuto quotidiano occidentale odierno: non ci sono altre scappatoie o adattamenti.

Se ben battuta e ben condotta, è una Via che "non " scegliamo, ma a cui ci sentiamo chiamati e richiamati da epoche e mondi lontani, a noi anteriori, superiori e precedenti, al cui cospetto la singola frazione di tempo che occupiamo con la nostra singola esistenza è un'inezia invisibile nel Cosmo.

Le innumerevoli vite, i destini che ci siamo scelti, come un germoglio risorge dal medesimo ceppo, pur se viene decapitato ogni volta, alla fine germina per l’ultima volta prima del definitivo Satori, se è il fato che vuole rinasca per affermarsi bruciando i precedenti, eternandosi fuori dalle dimensioni dello spazio e del tempo.

Cominciare questo percorso a partire da questa vita, dalla presa in carico di consapevolezza a partire da questa vita, è quasi impossibile per le condizioni odierne: bisogna esser stati scelti per ciò da vite precedenti, da epoche lontane, essendo allora e non oggi possibile questo lavoro su di sè partendo da zero; chi oggi è un illuminato lo deve sicuramente ad un lavoro compiuto sulla propria interiorità, ma iniziato in epoche più propizie con un diverso clima spirituale, quando era più agevole anche avere degli esempi, dei riscontri sociali.

Partire dal niente come oggi, anche per un predestinato è molto più raro e quasi impossibile, bisogna proprio sentire dall'alto una chiamata, altro che ritagli rilassanti di tempo in cui obliarsi per sospendere le ansie della giornata o i diverbi con mogli e figli... Edonismo egoista mascherato da compassionevole umanitarismo, debole e fiacca solidarietà anche qualora fosse in buonafede intesa. Democratiche illusioni.

Ciò non storna il nostro rammarico e la nostra amarezza; se non altro individua un compito ed al contempo l'unica scelta necessaria: essere a difesa di ciò che è vivo e che rischia di estinguersi. Ovvero finchè ci saranno entità come Docho Roshi e Sua degna discendenza, la fiaccola non è spenta. Ma è certo necessario si alimenti, e questo Shinnyo Roshi ha fatto e sta facendo.

Proprio finchè vi saranno esempi come questi, si potrà affermare che lo spirito dell'uomo non è morto. Sono mezzi di contrasto che dimostrano come l'esperienza umana, questo nostro fugace transito, possa essere anche altro rispetto al biologico vegetare.

Ma tutto questo non è possibile se si accetta un’epoca che avvelena le menti, nella quale il Nemico diventa Avversario, le Idee diventano Teorie, l'Esempio diventa Propaganda, lo Scontro diventa Competizione, la Fede diventa Opinione, e l'Altro diventa Simile: non si può pretendere niente di diverso.

Gasshō
Gregorio Galardi

Un piccolo gruppo di amici.

Amano l' Arrampicata.

Qualcuno ama il ghiaccio, altri lo sci alpinismo, ma tutti amano la roccia. L' Arrampicata per loro è come una forma di meditazione, rivolta al qui ed ora, per di più' legati in due alla stessa corda. Due di loro, Mauro e Cesare, sono particolarmente amici, spessissimo insieme, direi due persone semplici, franche, modeste ed innocenti. Improvvisamente, a Mauro, dopo una stagione invernale di prestazioni sportive intense, viene diagnosticata una lesione cerebrale che richiede un intervento chirurgico urgente.

Ancora, deve ricevere ulteriori informazioni su cosa aspettarsi nel proprio futuro percorso di salute e malattia. Tocca con sorriso, abbandono e semplicità la propria fragilità ed impermanenza, senza abbandonare mai la positività ed il buon umore.

Cesare circonda Mauro, in questo suo momento delicato, con la presenza, l'assiduità e l' amicizia di sempre. Semplicemente esserci davvero.

Cesare, col suo sorriso accattivante e sincero, è mancato ieri, al Corno alle Scale, per lo svalangamento di un grosso lastrone di neve compatta nel canalone ghiacciato dove arrampicava e sciava con un compagno di cordata. Ultimo suo atto generoso quando, ferito e sommerso nella neve, riusciva a contattare il soccorso alpino prima di soccombere, con le poche energie residue, e permettere così il recupero del proprio compagno.

La vita è tremenda e meravigliosa nell'intessere ed articolare dell’esistenze. E lo fa con ancor maggiore evidenza con le persone karmicamente vicine. Due creature, due Amici, che si circondano e danzano lungo la sottile linea di trasfigurazione tra tutti Noi ed il grande Vuoto di cui siamo la eco.... Tutto e' Buddha, tutto agisce da specchio. La Natura, le immagini che incontriamo, gli Altri. Specchi che ci "evocano" connessioni. Risonanze. Così....

Oggi, con l' Amico fraterno Carlo, ho lasciata una piccola offerta di fiori, frutta e tabacco ad una strana entità nella roccia. Uno specchio. Una Forma protettrice sciamanica di Monsummano, nella Cava Rossa, sede dei nostri allenamenti, scoperta, "riconosciuta" per caso, lo scorso anno su una parete di roccia appena ripulita dalle verzure che la invadevano. Curioso e sinistro presagio, a pochi passi di distanza dalla via dedicata a Cesare dal mio amico Carlo. Una via chiodata ed arrampicata insieme a lui lo scorso anno.

La via Cesare. Vicina ad altre dedicate agli altri amici..... Doctor Fabio, Davide, Maurino Ciao, bar Bruno, Falla anche Tu Matteo, Traverso Marco e così via. Tracce di relazioni. Percorsi di Vita. Realmente, conviene e necessita essere felici e riconoscenti, nell' innocenza mentale, fuori da ogni giudizio o preferenza, attimo per attimo, qui ed ora. Nuvole bianche, trascinati dal vento del cielo azzurro profondo di oggi....

Gasshō
Daishin

Sono molti mesi che non varco la soglia di Shinnyoji.
La mia vita è complicata e ho dovuto fare delle scelte.
La Via dello Zen ormai fa parte di me e anche se non frequento il Tempio non mi sento “lontano”.
Certamente questo è dovuto anche al Maestro Shinnyo che negli anni non ha mai perso occasione per far entrare nei nostri cuori il concetto che Shinnyoji sia la nostra casa che ogni volta che torniamo, anche dopo mesi o anni, è come se non fossimo mai andati via.
Gasshō
Shinkai

Caro Maestro,
Spero che Lei stia passando un bel weekend. Come le avevo detto, sto facendo un corso per la preparazione di lavoro volontariato all'ospizio. Stamani alla lezione è venuto un uomo giapponese che faceva parte del programma per il counseling spirituale del ospizio. Ha fatto un bel discorso sulla sua pratica con i pazienti ma non poteva restare per tutta la lezione perché aveva un altro appuntamento. Gli ho visto nel corridoio mentre aspettava l'ascensore e gli ho chiesto da dove veniva in Giappone- e addirittura veniva da Kanazawa! Ho accennato la mia pratica Zen e conosceva Daijoji! Poi è arrivato l'ascensore ed è dovuto scendere. Questo incontro breve mi ha donato una grande gioia ed è una testimonianza del sostegno che mi arriva dall'Universo.
Grazie infinite
Gasshō
Tenshin

Ancora una volta la morsa dell'ego torna a stringere generando sofferenza,la Via Universale dello Spirito chiama sempre, aiutiamola ad aiutarci.
Gasshō
Michele Gerbasi

Ogni giorno, nell’allineamento al Dharma, accendo una candela, un incenso e rinnovo le offerte; sedendomi in Zazen e recitando i Sutra.
Nella forza della Pratica, una dedica con gli Shoten Zenjin a Roshi, al Tempio e a tutto il Sangha.
Gasshō.
Michele Novellini

Staying Fresh

Vivo a New York da piu’ di 4 mesi ormai, non scherzano quando dicono che e’ una citta’ difficile: piena di gente, il carovita, la gara del lavoro, la corsa dei mezzi pubblici… Ma mi diverto, incontro persone interessanti di tutto il mondo, mangio bene e ci sono delle strade e dei parchi che mozzano il fiato.

In questo periodo faccio tanta attenzione a “stare fresca” ovvero “staying fresh” come mi dico. Sempre circondata da gente sconosciuta, rumori, imprevisti che si mettono tra me e quello che devo/voglio fare, e’ facile che il mio umore si indurisca e io diventi piu’ indifferente al mondo intorno. E’ facile pensare solo a me stessa, il mio tempo, i miei obbiettivi e vedere il mondo esterno come una cosa che mi sta in mezzo. Grazie alla nostra pratica, vedo quando questo atteggiamento mi sorge e cerco di non reagirci. A New York non mi permetto di vivere da sola, condivido un appartamento con degli amici, mi devo ricordare ogni giorno di non scaricare lo stress o la noia della giornata a casa. So che questa battaglia tra emozioni forti e come dovrei trattare gli altri non e’ fluida alla mia vita da Bodhisattva. Pero’ non vengo portata via dal turbino di un conflitto interiore ma invece divento piu’ forte grazie all’arte di catarsi della nostra Pratica. Purgo la negativita’ e apatia ricordandomi del mio voto solenne di vivere in servizio per il bene di tutti gli esseri: Faccio un lavoro volontariato all’ospizio, cucino per i miei amici, ammiro con gratitudine i fiori primaverili. Quando i muscoli della faccia sono tesi, sorrido. Faccio attenzione al mio lato scuro, non lo nascondo e non lo nego, cerco di metterci luce e capirlo. Lo Zazen e recitazione del Sutra del Cuore di ogni mattina mi rinfresca, parlare con il Maestro via Skype mi appoggia, pensare agli Patriarchi mi accerta.

Sono andata via dall’Italia in novembre 2012, ma mi sento sempre piu’ vicina a Shinnyoji. Ora mi sento un forte bisogno di sedermi accanto al nostro Maestro, nello Zendo con il mio Sangha, allora con un grande sacrificio ho fatto il biglietto per l’Italia e partecipero’ al Sesshin di giungo! Non vedo l’ora di entrare al Tempio e abbracciare il Maestro e tutti voi! Grazie al nostro Maestro che mi accoglie con amore e mi apre la foresteria. Grazie ancora al Maestro che mi ricorda sempre, sono profondamente grata del dono del I Shin den Shin tra noi.

Gasshō
Tenshin

Aprile

Ed eccovi me, un giorno d’aprile. Il tempo è bello anche se coperto, e io sono in un angolo del giardino: quello con la ghiaia e la statua del Buddha. Ho un compito in questo momento che mi riempie: fare bianchi i sassi per terra, togliere i rametti e le foglie cadute, i pezzetti di mota e di terriccio. Mi lascio prendere; capisco che senza neanche accorgermene, pezzi di me fanno squadra: la mano destra prima esplora con tutti i polpastrelli, poi si fa leggera e rapida, scava e carpisce con piccoli tocchi, la sinistra è ciotola e nido, ha una capienza soltanto limitata, che ogni tanto mi fa alzare a buttar via quello che ho raccolto. Più di tutto trovo petali trasparenti, minuscole ali o elitre, rese palpabili da una pioggia recente; non ho bisogno di alzare la testa, mi basta il naso per sapere: è il glicine. Penso a Kyogen che brucia i suoi libri dei Sutra e contemporaneamente a Alejandra Pizarnik che scrive “esta lila se deshoja/ desde si misma cae y oculta su antigua sombra” (“questo lillà perde i fiori/ da sè medesimo cade e nasconde quella che era la sua ombra” t.d.r.) e poi soggiunge che di cose così potrebbe morire. Penso anche che questo non è l’unico modo, e probabilmente nemmeno il più funzionale, di mondare quest’angolo di terra. Qual è il punto in cui una strada si biforca, quello in cui nasce o non nasce un gesto, una faccia? Rannicchiata, raccolgo: oggi la strada è tutta qui, tra il glicine ancora appeso e quello che rifiorirà.

Gasshō
Cecilia

Dove posso e potrò dimorare al mio meglio?

Sono già diversi mesi che non sono totalmente presente al Tempio, naturalmente porto avanti i miei incarichi come da impegni presi o svolgo mansioni che sono comunque Pratica.
Me ne scuso in primis con Il Maestro Rev. Shinnyo Roshi e anche con il Sangha tutto. Questo è dovuto ad accadimenti familiari e di amici.
In questo periodo non breve sono stato accanto e ho curato persone che non stavano bene, ho sostenuto amici colpiti da profondi dolori, ho frequentato luoghi dove il dolore è di casa. E purtroppo ciò non è successo solo nell’ultimo periodo, è un lungo momento della vita che mi ritrovo in queste situazioni…
In questi mesi la stanchezza è stata forte ma mai, e lo dico adesso che pare ci sia un po’ di normalità, ho pensato di scappare o di lasciare il mio ‘compito’ che era quello di aiutare fattivamente, di collaborare, di sostenere ed organizzare… Posso affermare con tutta la modestia del caso di avere agito senza nessuna forzatura o senza rammarichi, ero in quello che facevo e pensandoci, ripeto, adesso, forse era manifestazione de ‘la Pratica è ovunque’ e del ‘dedicarsi agli altri’, ma senza che me ne accorgessi razionalmente. Di questo ne sono felice perché credo sia il primo grande Insegnamento del mio Maestro Rev. Shinnyo Roshi, ovvero “inverare” la Pratica, farLa vera con la propria vita e di questo La ringrazio con tutto il cuore, perché sarebbe stato terribile per me sentirmi obbligato e dunque ‘falso’ a causa di un Percorso spirituale e religioso, almeno per questo aspetto mi sento sincero e so che parte della Via del Buddha dimora in me.

Questo coabitare con il dolore, il disagio di alcune persone mi ha in un certo senso costretto ad alcuni pensieri e riflessioni, tanto più che detto dolore che alcune persone provano talvolta viene acuito da un altro dolore ancora provocato dalle persone stesse, siano parenti, amici o altri. Una catena perversa di dolore.
In alcuni momenti per comprendere e per riuscire o almeno provare ad aiutare mi sono ritrovato a dover vedere gli altri come ‘veramente’ erano, voglio dire in un modo empatico senza l’apporto di convinzioni o giudizi esterni, mi sono ritrovato a comprendere e ad essere compreso, a ricevere prima ancora di esprimermi…

Tutto ciò, senza entrare in particolari, per dire che questa lunga esperienza mi ritrova a riflettere su molte cose, anche sulla mia Pratica, sulla sua onestà, su a cosa io ‘resisto’ e sui miei timori, perché adesso so ancora di più che da essere umano, da praticante Zen, da Monaco, è la Persona che mi interessa, la sua Libertà, l’amore, la serenità, l’aiutare e il condividere, oltre il falso buonismo, con sincero altruismo e sano spirito empatico.

Dunque, per il mio Percorso, per la mia indole, ritorno ancor più all’arduo lavoro di coltivare e approfondire questi valori in modo semplice e modesto, schivo, quasi “in solitario cuore” con l’onestà e la verità, che sono diamanti di vita.
E per arrivare a coltivare a comprendere e a condividere una ricerca e un cammino Zen di Liberazione, credo debba puntare ad approfondire e a ricercare sempre di più una originarietà della Via, scevra da alcuni fattori. Talvolta mi pare, forse erroneamente, di andare lontano da quello che sento profondamente; non riesco a vivere appieno alcune espressioni spirituali e religiose, ma anche culturali, rigide, affettate, iperformali, esse forse portano lontano da un fulcro che deve essere rivolto verso l’Umanità e l’umano in tutte le sue manifestazioni. Almeno è così per me. E non voglio certo esibirmi in purismi di nessun tipo…
Diffido da impeti ‘religiosi’ eccessivi e affettati e parole che esprimono una totalità di pensiero attraverso frasi fatte di rito, mi fa paura dunque un estremismo religioso travestito da fedeltà al Verbo, ogni Verbo, un estremismo che giudica negativamente chi vive la spiritualità e la religiosità appieno e gioiosamente anche con accenti o comportamenti laici…

E lo “Zen italiano” di Shinnyoji può e potrebbe essere un cammino anche in questo senso, ma questo non spetta a me parlarne e comunque non in questa sede.
E’ un profondo sentire che spero possa trovare un approdo e soprattutto non voglio giudicare nessuno e niente, so solo dove posso e potrò dimorare al mio meglio, si chiama Vita.

Gasshō
Shinden


RITIRI DI PRATICA

Sesshin: 27-28 marzo. Cerimonia disvelamento del tempietto Yakata Jizō.

Zazenkai: 25 aprile – celebrazione Sesto Anniversario della sede permanente di Shinnyoji.

Zazenkai: 30 maggio

Durante ogni Ritiro il nostro Maestro Shinnyo Roshi tiene un Teisho sui Precetti.

Fotografie di Fabio Daishin, Ambra Balzani, Daniel Wickwire, Shinobu Nakajima, Lisa Tenshin, Linda Cocchi, Michele Novellini
Redazione a cura di Ivano EiShin

Calendario degli incontri di Pratica:

Zazen – ogni lunedì sera dalle 20.00 alle 22.00
Zazen – ogni venerdì sera dalle 20.00 alle 21.30.
Zazenkai – una domenica al mese dalle 9.00 alle 18.00.
Sesshin – un fine settimana al mese da venerdì alle 20.00 a domenica alle 14.00.

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