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EkiZen - Notiziario del Sangha di Shinnyoji

Autunno 2015 - n. 24 anno VI (PDF)

EVENTI

Riprendiamo l’articolo pubblicato sul numero “Estate 2015” di Ekizen nel quale abbiamo raccontato del viaggio del nostro Maestro Rev. Iten Shinnyo Roshi a Taiwan al seguito del Suo Maestro, Rev. Ryushin Azuma Roshi, e riportiamo il testo del suo saluto di commiato.

Saluto di congedo a Taiwan del Rev. Shinnyo al suo Maestro Rev. Azuma Roshi e al gruppo di viaggio.

Buona sera a tutti,

nel momento del congedo il mio pensiero è nel ringraziamento più profondo al mio Maestro Azuma DochoRoshi per gli immensi doni che da sempre mi ha offerto.
Ultimo, la gioia di questa esperienza al Suo cospetto.
Riporterò in Italia, a Firenze, a tutti i praticanti e allievi di Shinnyoji, la bellezza di questi giorni e sopratutto il grandissimo Insegnamento che ricevo dal mio Maestro ogni volta che ho la possibilità di vivere vicino a Lui. Ogni Suo gesto, ogni Sua parola, seppur in un'altra lingua, è per me Ishin Den Shin fonte di Dharma.

Un grazie a Kunii Roshi per il coordinamento del nostro viaggio e a tutti voi per la gentile compagnia, scusandomi per il disagio recatovi non parlando la vostra lingua.

Buon ritorno al mio Maestro e a ciascuno di voi.

Minna-san konbanwa

Owakare no tokiga, chikazuite kimashita.
Azuma Docho Roshi no osobade sugoshi, takusan no keiken wo sasete itadaki, kokorokara, kansha siteimasu.
Italia ni kaerimashitara, Shinnyoji no deshi ya yūjin tachi ni, kono ryokō no subarashisa wo, tokuni Azuma Roshi no oshie no subarasisa wo, tsutaetai to omoimasu.
Azuma Roshi no osoba ni irudakede, Roshi no shosa, kotoba nado subetega, watashi ni totte taisetsuna oshie desu.
Hanasu kotoba wa chigaimasuga, Buppō no minamoto dearu, Ishin Denshin ni yori, tsutawatte kimasu.

Konkai no ryokō no junbi dewa, Kunii Roshi ni, taihen osewa ni narimashita. Arigatou gozaimashita.
Mata, hokano sankasha no minasama nimo, shinsetsuni shite itadaki, arigatou gozaimashita.
Nihongo ga hanasenakute moushiwake arimasendeshita.

Azuma Roshi to sankasha no minasama, dōzo ki wo tsukeke, Nihon ni okaeri kudasai.

CONFERENZE A TAIWAN

Il giorno 12 maggio 2015, il Rev. Ryushin Azuma Roshi, ha tenuto due Conferenze a Taipei in qualità di Fondatore del Sekai Zen Senta - WZC World Zen Center - Centro Internazionale di Zen. Scopo di questa Associazione è unire l'Insegnamento Zen e la Pratica in un Centro Universale, dove ciascuno, indipendentemente da religione, sesso, età e punto di vista politico, possa studiare e praticare Zen.

Riportiamo alcuni articoli usciti sulla stampa giapponese.

Articolo pubblicato il 19 giugno 2015 sul quotidiano Chūgai Nippō di Kyoto con traduzione in italiano.

“Sekai Zen Senta (WZC World Zen Center), Conferenza del Reverendo Azuma Roshi ”

Si è tenuta dal 11 al 15 maggio 2015 a Taipei in Taiwan la seconda Conferenza del Sekai Zen Senta (WZC, World Zen Center) realizzata in paesi esteri.

Hanno partecipato 25 persone inclusi il capogruppo Rev. Azuma Ryūshin Roshi, Presidente del Sekai Zen Senta e Abate del Daijoji, e il Rev. Suzuki Kesshū, vice-capogruppo e Abate del Gokurinji. Dall’Italia sono venuti l’Abate di Shinnyoji con un discepolo.

Il Rev. Azuma Roshi ha tenuto nell’aula magna della scuola “Kegon Senshū Gakuin” a Taipei l’intervento di apertura sul tema “Alla ricerca dei principi fondamentali del Buddhismo”.

Durante la conferenza il Rev. Azuma Roshi ha detto:

Satori 悟り - Illuminazione - è lo stato in cui l’idea dei valori relativi si è trasformata in quella dei valori assoluti. Questo Satori è stato trasmesso dal Buddha Shakamuni attraverso tutti i Patriarchi storici a Dōgen Zenji, della 51a generazione, fino a me della 83a generazione.

Nei suoi numerosi testi Dōgen Zenji ha cercato di esprimere con diverse parole il concetto di Satori, ma il termine che meglio lo ha spiegato è stato Jijuyō zanmai 自受用三昧.

Jijuyō zanmai 自受用三昧è la vita di shinjin datsuraku 身心脱落 - abbandonare corpo e mente -, in altre parole, è la vita molto animata in cui una persona seduta in Zazen diventa un Buddha e allo stesso tempo si risveglia alla Verità (Dharma) guidando gli altri verso il Risveglio, fino al punto in cui questo Risveglio si estende all’ intero universo”.

Dopo l’intervento del Rev. Azuma Roshi, il dott. Kendo, Direttore della Scuola taiwanese “Kegon Senshū Gakuin”, ha presentato il Centro di Ricerca sul Sutra Kegon di recente inaugurato nella loro Scuola e ha espresso il desiderio di incrementare gli scambi culturali con persone di diverse correnti e in più, di approfondire lo studio sullo Zen.

Nel pomeriggio, si è tenuta la seconda Conferenza nel Centro della Cultura Banqiao del Ryūzanji, uno dei templi più antichi in Taiwan. Nella foto ricordo c’è il Rev. Azuma Roshi che riceve in dono la calligrafia dal dott. Oh Kin Zan, Direttore del Ryūzanji.

Il Rev. Ohno Kyōji, Abate del Shinpukuji in Giappone, che ha ricoperto l’incarico di Dōshi - officiante - in numerose cerimonie durante il viaggio in Taiwan, commenta sull’ insegnamento del Rev. Azuma Roshi:

“Ha parlato dell’essenza dello Zazen in termini semplici. E’ stata un’esperienza molto preziosa, ho avuto la sensazione come mi fosse penetrato profondamente nel ventre il suo vero significato.”

Il giorno 14, dopo aver visitato l’Ufficio del Governatore Generale di Taiwan dell’ex Impero del Giappone, il gruppo è arrivato a Bukkōzan, il tempio più grande di Taiwan. Lì hanno avuto una preziosa occasione di scambio di opinioni e di amicizia con i personaggi del buddhismo taiwanese.

中外日報 2015年6月9日

世界禅センター 東氏が台湾で講演

世界禅センターの第2回海外講演が5月11日〜15日、台湾、台北市内で開かれた。東隆眞・センター長(大乗寺住職)を団長、鈴木潔州・獄林寺住職を副団長に、25人が参加した。イタリアの真如寺からも2人の僧侶が参加した。
東センター長は5月13日、台北市の華厳専宗学院で「仏教の根本(いちばんたいせつな点)を求めて」と題して基調講演。
「悟りとは相対的価値観を絶対的価値観に転換した世界。その悟りが釈尊から歴代の祖師たちに伝わって、道元禅師で51代、私で83代。道元禅師は悟りを様々に表現したが、『自受用三昧』としている」と解説。「自受用三昧」とは。「人が端坐して仏となり、自ら真理(法)に目覚め、他の者を目覚めさせて宇宙世界につながっていく、生き生きとした心身脱落の生活だ」と述べた。
賢度院長は昨年、華厳経に関する研究センターを開設したことを紹介し、「今後も多くの人たちと交流していきたい。禅についても学んでいきたい」と挨拶した。
午後は台湾の浅草寺とも称される龍山寺の板橋文化広場で講演。写真は龍山寺の黄欽山・董事長に書をもらう東住職(左)。
各地で法要の導師を勤めた大野恭史・真福寺住職は「坐禅の核心を分かりやすい言葉で語り、本当の意味がすとんと腹に入ってくるような大変尊い時間を過ごすことができた」と話している。
14日は台湾総督府などを見学し、台湾最大の寺院、仏光山を参拝し、台湾仏教界との交流を深めた。

Articolo pubblicato il 18 giugno 2015 sulla rivista The Bukkyo Times Weeekly di Tokyo con traduzione in italiano.

Daijōji della Scuola Sōtōshū e la seconda Conferenza all’estero del Sekai Zen Senta

E’ stato inaugurato due anni fa nel Monastero di Daijōji della Scuola Sōtōshū a Kanazawa (nella Prefettura di Ishikawa), il “Sekai Zen Senta (WZC World Zen Center)”.
In segno di risposta alla richiesta dei buddisti taiwanesi, è stato realizzato il viaggio di una delegazione di buddhisti giapponesi in Taiwan dal 11 al 15 maggio con nel programma la seconda Conferenza all’estero di Rev. Azuma Ryūshin Roshi, Presidente dello stesso Centro e Abate di Daijōji e già Rettore dell’Università femminile di Buddhismo di Komazawa. I partecipanti del viaggio sono stati 25 tra monaci e fedeli. Non solo dal Giappone, ma sono venuti anche da altri paesi: dall’Italia il Rev. Anna Maria Shinnyo Marradi di Shinnyoji, dalla Cina il monaco Ren Gyoku, con la presenza di Chaminda Ryusei, monaco cingalese che studia da tempo in Giappone. Coloro che erano presenti da entrambi i paesi - Taiwan e Giappone - hanno ascoltato con entusiasmo l’ intervento prezioso del Presidente Azuma.

Tre gruppi partiti dagli aeroporti di Komatsu, Narita e Kansai si sono riuniti il giorno 11 a Taiwan e il giorno dopo hanno visitato il Museo Nazionale del Palazzo, il tempio Ryūzanji, che viene paragonato per la sua popolarità al famoso tempio giapponese Sensōji di Asakusa, a Tokyo, e il tempio Chikurinzan Kannonji, che raccoglie sempre numerosi fedeli nei suoi vasti spazi. I membri della delegazione sono rimasti colpiti dall’energia forte dei buddhisti taiwanesi. La mattina del 13 hanno visitato Kegon Senshū Gakuin, l’Istituto di Studi buddhisti fondato dalla Fondazione Kegon Renja. Lì si studia maggiormente sul sutra Kegon – Avatemsaka Sūtra.

Il Direttore Kendo, della Fondazione Kegon Renja, ha dato il caloroso benvenuto alla delegazione giapponese dicendo:

“Questa Scuola è stata fondata nel 1962, circa 50 anni fa. Recentemente abbiamo accolto anche studenti stranieri dal Vietnam, da Hong Kong e dalla Repubblica della Cina. Inoltre, è stato inaugurato l’anno scorso il Centro di Ricerca Kegon dove si è tenuto un simposio in cui abbiamo scambiato opinioni tra buddhisti di diversi paesi. Mi auguro che Azuma Roshi ritorni qui per tenere altre conferenze.”

La risposta del Presidente Azuma del Sekai Zen Senta:

“Dōgen Zenji era molto interessato al Sutra Kegon e su questo tema scrisse il capitolo “Sankai Yuishin” dello “Shōbōgenzō”. Anche noi siamo interessati ad approfondire scambi di studi con voi.”

Il Direttore Kendo replica con entusiasmo:

“In realtà, coloro che hanno fondato la Fondazione Kegon Renja erano monaci della Scuola Sōtōshū, ma purtroppo qui non si studia molto sullo Zen. Vorrei chiedere pertanto, cortesemente a Roshi di venire per dare insegnamenti.”

Sottotitolo: Azuma Roshi spiega i principi fondamentali del buddhismo.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, Azuma Roshi ha tenuto l’intervento sul tema “Alla ricerca dei principi fondamentali (punti più importanti) del buddhismo ” in collaborazione con il Rev. Zuibutsu Zenji dell’ Associazione di Buddhismo primitivo in Taiwan, in Piazza Cultura di Banqiao del Ryūzanji. L’aula era piena di gente che seguiva con grande interesse l’insegnamento di Azuma Roshi su Shikan Taza - solo stare seduti. (Il riassunto della relazione viene inserita in questo articolo)

Nella Piazza, il Vicedirettore di Ryūzanji ha dato per primo il benvenuto alla delegazione:
“Ringraziamo infinitamente Azuma Roshi di essere venuto dal Giappone. Siamo molto contenti e onorati del fatto che il grande Maestro giapponese possa scambiare opinioni con buddhisti in Taiwan.”

Parole di Azuma Roshi:
“Anch’io vi ringrazio per aver preparato per me l’occasione di parlare oggi. Il Buddhismo è stato aperto dal Buddha Shakyamuni 2500 anni fa e ha continuato a diffondersi nell’India per altri 500 anni. Gradualmente il suo insegnamento si è allargato in Tibet a Nord, in Birmania a Sud, ed in Cina e Giappone ad Est. E allora volevo proporre una domanda su come fosse la situazione del Buddhismo ad Ovest dell’India. Dopo anni di ricerca ho pubblicato 13 anni fa un libro dal titolo “Buddhismo e Islam”. Ne ho parlato anche nel programma NHK – TV Nazionale Giapponese.”

Così Azuma Roshi ha continuato a spiegare l’insegnamento di Dōgen Zenji citando la diffusione internazionale del Buddhismo dal punto di vista della teologia comparata. Dai 200 ascoltatori interessati a questo argomento, c ’è stato un grande applauso verso il Maestro giapponese di grande cultura. Invece, Zuibutsu Zenji ha tenuto un intervento su come applicare lo Zazen nella nostra vita quotidiana.

Sottotitolo: Conferenza in programma nell’anno prossimo in Europa.

Il 14, dopo aver visitato Museo Nazionale del Palazzo, la delegazione si è spostata a Bukkōzanji di Kaohsiung, il tempio più grande di Taiwan.
Parole di benvenuto del Vice Abate Rev. Keirin:
“Vi ringrazio di essere venuti con un lungo viaggio dal Giappone. Sono stato a Eiheiji, uno dei due templi principali della scuola Sōtōshū e ho conosciuto i monaci giapponesi. Il Rev. Seiun Taishi, Fondatore e Abate di questo tempio, partecipa spesso agli incontri interreligiosi e insegna anche lo Zazen. Bukkōzanji è un luogo ideale dove la gente dei tempi moderni può studiare Buddhismo.”
Bukkōzanji ha attualmente circa 1300 monaci e ci sono 300 sedi aperte in tutto il mondo. In Giappone ce ne sono a Tokyo, Osaka, Nagoya e Gunma. Con segno di gratitudine il Vice Abate Keirin ha consegnato un regalo ad Azuma Roshi e gli ha promesso prossimi incontri più approfonditi.

La delegazione è tornata a Taipei col treno ad alta velocità Shinkansen. Nell’ultimo giorno del viaggio ha visitato il National Chiang Kai-shek Memorial Hall. In seguito c’è stata la lezione di Qigong del Rev. Rin Tokumou che ha fatto molto sforzo per realizzare questa Conferenza in quanto Direttore in Taiwan del Sekai Zen Senta e che ha anche il titolo di Maestro dell’ Associazione Ortodossa Qigong di Taiwan. Dopo la lezione di Qigong, i membri della delegazione hanno fatto il giro del centro di Taipei e hanno lasciato l’ aeroporto di Taipei per tornare a casa.

Il Vice-capogruppo Rev. Suzuki Kesshū ha parlato delle sue impressioni:
“A seguire della prima Conferenza all’ estero dell’ anno scorso a Zhejiang in Cina, è terminato con grande successo il secondo incontro grazie alla vostra gentile collaborazione. Abbiamo già ricevuto le richieste per conferenze dall’ Olanda e dalla Spagna, che si realizzeranno il prossimo maggio. Vogliamo continuare cosi l’attività di parlare sullo Zen all’ estero, con al centro Azuma Roshi.”

Commenti dei partecipanti.

Rev. Ohno Kyōshi, Abate di Shinpukuji nella prefettura di Yamaguchi, Giappone:
“Pur essendo breve e semplice, l’intervento di Azuma Roshi conteneva il nucleo, l’anima dello Zazen. Nonostante siano le stesse parole che leggevo quotidianamente nei testi, il vero significato mi è penetrato a fondo come se mi cadesse il velo dagli occhi. Sono molto soddisfatto e onorato di essere stato presente a questa preziosa esperienza.”

Sig. Fukushima Teizō, fedele di Daijoji:
“Sono rimasto impressionato dal discorso di Roshi che sedersi semplicemente in Zazen è l’intera vita e che dovremmo continuare con sincerità lo Zazen. Anch’ io vorrei cercare questo stato. Ho visto durante l’intervento che i buddhisti dei due paesi ripetevano Gasshō e Sanpai in silenzio. Non ho mai assistito in vita mia ad una Conferenza così solenne.”

Rev. Anna Maria Shinnyo Marradi di Shinnyoji in Italia:
“Stando vicino a Azuma Roshi, tutti i movimenti e le parole del mio Maestro sono per me un Insegnamento prezioso. Anche se parliamo lingue diverse, tutto viene trasmesso attraverso I Shin den Shin, l’origine del Dharma. Tornando in Italia, parlerò della meraviglia di questo viaggio agli allievi e agli amici di Shinnyoji, in particolare dell’ Insegnamento di Azuma Roshi.”

VISITA A SHINNYOJI

Il giorno 12 giugno 2015, nell'ambito dei festeggiamenti del 50° Anniversario del gemellaggio fra le città di Firenze e Kyoto, ha avuto luogo la visita al nostro Tempio del Sindaco della citta giapponese, Kadokawa Sama, e della delegazione ufficiale, alla presenza del Rev. Matsuura Kanshu, Abate del Tempio Mibudera di Kyoto e del Rev. Sono Eikō, Abate del Tempio Zen Rinzai Tōfukuji di Kyoto.

Lettera di ringraziamento del Sindaco di Kyoto

京都市

国際交流課

京都市中京区寺町大池604-8571

2015年7月3日

真如寺住職

アンナマリア・伊天真如老師

親愛なる老師様

私に同行した京都市の代表団が貴寺院を訪問いたしました折の、心温まるおもてなしに対し、感謝の気持ちを表したく思います。

京都から遠く離れた異国の地で、真如寺に祀られたお仏壇と地蔵像を拝見しまして、改めて貴寺院と壬生寺との交流を思い出し、この二寺院間の交流がフィレンツェ、京都という歴史と文化を誇る二都市の姉妹都市交流のシンボルではないかと思った次第です。

また、貴寺院の参禅者たちが、仏教の教えに従い修行をする真摯な様子に、深い感銘を受けました。

今回のフィレンツェ訪問は、今後のフィレンツェ京都間の交流をいっそう促進するよい機会となりました。貴殿が今後もこのお勤めを続けていかれますことを光栄に思います。

最後になりましたが、貴殿のますますのご健勝をお祈りいたします。敬具

京都市長

門川 大作

Al Rev. Anna Maria Iten Shinnyo
Abate del Tempio Shinnyoji

Kyoto, 3 luglio 2015

Gentile Rev. Anna Maria Iten Shinnyo
Desidero ringraziarla per la calorosa accoglienza ricevuta in occasione della visista da parte della nostra delegazione.
Mentre contemplavo Jizō sull’altare del vostro Tempio, così lontano da Kyoto, riflettevo sugli scambi intercorsi tra il vostro Tempio e il Tempio Mibu e come questi scambi rappresentino un simbolo del gemellaggio tra due città storiche e così ricche di cultura come Kyoto e Firenze.

Sono rimasto profondamente toccato dagli sforzi fatti dai seguaci del Suo Tempio nel seguire gli insegnamenti buddhisti.
L’opportunità ricevuta di visitare Firenze ha ulteriormente aiutato gli interscambi fra Firenze e Kyoto e io sono onorato del Suo impegno in tal senso.

Cordialmente,
Daisaku Kadokawa
Sindaco di Kyoto

Lettera di ringraziamento del Rev. Matsuura Shunkai, Abate del Mibudera

Giugno 2015 (Anni di Heisei 27)

Cari Amici
che avete partecipato alla Cerimonia di apertura degli occhi dello Yakata Jizō a Shinnyoji di Firenze,

il 12 giugno 2015, è stato celebrato a Shinnyoji di Firenze, la Cerimonia di Hōyō per il Yakata Jizō in stretta collaborazione tra Italia e Giappone in presenza del Sig. Kadokawa Daisaku, Sindaco di Kyoto e del Sig. Tsuda Daizō, Presidente del Consiglio Comunale di Kyoto.
Lo Yakata Jizō è stato donato e arrivato via mare dal Mibudera a Shinnyoji dove è stato dignitosamente collocato dal Rev. Anna Maria Shinnyo Marradi, Abate del medesimo Tempio.

L’ anno scorso il Jizō Bon è stato ufficialmente riconosciuto come patrimonio culturale immateriale della Città di Kyoto. Successivamente lo Yakata Jizō è stato collocato dal legame nel Buddha in un tempio di un paese europeo. Questo fatto è veramente una grande gioia per me.
Vi allego le foto scattate nel giorno della Cerimonia. Sarei felice se le teneste con Voi come ricordo.

E’ cominciata l’ estate a Kyoto e si sta avvicinando Jizō Bon che si tiene in agosto. Spero che questo anno esso venga celebrato in maniera più partecipata in ogni quartiere di Kyoto e che si rafforzi il legame tra gli abitanti della zona.
Vi ringrazio infinitamente. Gassho

Matsuura Shunkai, Abate del Mibudera

Cara Annmaria,

ho visto le foto dell'innaugurazione dei 7 jizo sulla pagina di Matsuura Syunsho tramite Tsuji Hoshino, la segretaria della Fondazione Del Bianco.

Vedo il tuo sorriso, leggo tanti commenti da parte dei giapponesi. Ti hanno fatto una donazione preziosa (anche se hai sostenuto tu per gran parte), e le hai dato una forma dignitosa e simpatica.

Tanti complimenti e tanti auguri,

Hideyuki

Prof. Hideyuki DOI
College of Letters - Ritsumeikan University

NOTIZIE DA DAIJOJI

Daijoji Dayori n.120 del 15 agosto 2015

La testimonianza di Aida;

Daijoji Dayori A del Daijoji Dayori n.120 del 15 agosto 2015

Aida Kongō相田 金剛, praticante di Daijoji, Kanazawa

Ho ricevuto Tokudo da Azuma Rōshi l’ottobre 2014 (l’anno 26 di Heisei).

Sono trascorsi 8 mesi da questo avvenimento e mi chiedo cosa sia cambiato dentro di me. Vivo sempre nella stessa quotidianeità ricevendo la guida dei monaci anziani, dedicandomi intensamente ai miei compiti. Secondo me, la Pratica non è mai ascetica. L’importante è camminare insieme agli altri sulla strada che hai scelto, in cui hai creduto. Penso che sia la vera Pratica andare avanti costantemente su questa strada.

Didascalia della foto;
La seconda conferenza all’ estero del Sekai Zen Senta (WZC World Zen Center)

Il 14 maggio 2015, nel Tempio Bukkōji, Taiwan

Titolo del testo;
La seconda conferenza all’ estero del Sekai Zen Senta (WZC World Zen Center)

Testo;
Dall’ 11 al 15 maggio 2015 Azuma Roshi, Abate del Nostro Tempio e Presidente del Sekai Zen Senta, ha tenuto una Conferenza nell’Istituto Kegon Senshū Gakuin e nella Piazza Cultura di Banqiao del Tempio Ryūzanji, entrambe a Taipei di Taiwan. Il suo intervento è stato accolto con grande entusiasmo e interesse dai partecipanti. La delegazione era composta dai 25 monaci e fedeli inclusi la monaca cinese Rengyoku, il monaco cingalese praticante di Daijoji Chaminda Ryūsei, e Anna Maria Shinnyo Marradi di Shinnyoji in Italia. Ringraziamo il Sig. Rin Tokumou, Primo Direttore del Sekai Zen Senta in Taiwan del suo prezioso contributo per realizzare questo evento. I dettagli del viaggio sono stati pubblicati su The Bukkyo Times del 18 giugno 2015.

Inno di Shinnyoji a Firenze. フィレンツェ真如寺のうた

Nel mese di maggio in Taiwan, ho ricevuto in regalo da Shinnyo san, mia discepola italiana che è venuta dal Tempio Shinnyoji in Italia, un CD dell’Inno di Shinnyoji di Firenze e il testo stesso.
Il testo composto da 4 strofe è stato scritto da Shinnyo san stessa.
La musica dell’ Inno è stata composta dal Maestro Volfango Dami, che è un famoso Direttore d’orchestra. Invece l’arrangiamento della musica è stato curato dal Maestro Carlo Ippolito, che è anche un praticante di Shinnyoji.
Vi presento il testo della prima strofa.
Sanshu - Abate del Tempio di Daijōji Azuma Roshi

ATTIVITA’

Sesshin 26-28 giugno 2015

Sesshin 11-13 settembre 2015

Teisho 12 settembre 2015

Tenshin segue il Teisho in collegamento Skype da New York (USA), dove vive e lavora.

Registro partecipanti alla Sesshin 11-13 settembre 2015

Pranzo conviviale al termine della Sesshin, 13 settembre 2015

POESIA

Composta dal poeta Carlo Michelstaedter, (Gorizia, 3 giugno 1887Gorizia, 17 ottobre 1910), morto all’età di 23 anni, scrittore, filosofo e letterato italiano.

La breve vita di Michelstaedter scorre - come risulta dall'Epistolario - all'insegna di una volontà di vivere continuamente illuminata dal desiderio di un altrimenti e di un altrove metafisico che fa di lui, già in giovane età, un impulsivo, un irrequieto esploratore di linguaggi e di mezzi espressivi, capace di spaziare dalla pittura alla poesia passando per le ripide vette della filosofia. Michelstedter è sepolto nel cimitero ebraico di Rožna dolina (Valdirose), oggi nel comune sloveno di Nova Gorica, a poche centinaia di metri dal confine con l’Italia.

Risveglio

Giaccio tra l’erbe
sulla schiena del monte, e beve il sole
il mio corpo che il vento m’accarezza
e sfiorano il mio capo i fiori e le’erbe
ch’agita il vento
e lo sciame ronzante degli insetti- -
Delle rondini il volo affaccendato
segna di curve rotte il cielo azzurro
e trae nell’alto vasti cerchi il largo
volo dei falchi…
Vita?! Vita?! qui l’erbe qui la terra,
qui il vento, qui gl’insetti, qui gli uccelli,
e pur tra questi sente vede gode
sta sotto il vento a farsi vellicare
sta sotto il sole a suggere il calore
sta sotto il cielo sulla buona terra
questo ch’io chiamo “io”, ma ch’io non sono.
No, non son questo corpo, queste membra
prostrate qui fra l’erbe sulla terra,
più ch’io non sia gli insetti o l’erbe o i fiori
o i falchi su nell’aria o il vento o il sole.
Io son solo, lontano io son diverso –
Altro sole, altro vento e più superbo
Volo per altri cieli è la mia vita…
Ma ora qui che aspetto, e la mia vita
perché non vive, perché non avviene?
Che è questa luce, che è questo calore,
questo ronzar confuso, questa terra,
questo cielo che incombe?M’è straniero
l’aspetto d’ogni cosa, m’è nemica
questa natura! Basta! Voglio uscire
da questa trama d’incubi! La vita!
la mia vita! Il mio sole!
Ma pel cielo
montan le nubi su dall’orizzonte,
già lambiscono il sole, già la terra
invidiano la luce ed il calore.
Un brivido percorre la natura
e rigido mi corre per le membra
al soffiare del vento. Ma che faccio
schiacciato sulla terra qui tra l’erbe?
Ora mi levo, chè ora ho un fine certo,
ora ho freddo, ora ho fame, ora m’affretto,
ora so la mia vita,
chè la stessa ignoranza m’è sapere –
la natura inimica ora m’è cara
che mi darà riparo e nutrimento,
ora vado a ronzar come gli’insetti. –

Sul S. Valentin, giugno 1910

TESTIMONIANZE

In cammino

Le vacanze a Montpellier, una cittadina vicino al mare del Sud della Francia, un centro storico e molti viali alberati e una zona nuova dallo stile eclettico e spesso faraonico…La vicina spiaggia sabbiosa, le case dei pescatori…Sono ritornato dopo alcuni anni, anni importanti per me, molte cose sono cambiate nella mia vita e così mi sono ritrovato a passeggiare per strade conosciute…e lo sconosciuto forse ero io per loro…

Solo qualche anno fa la mia vita affettiva, spirituale, gli amici, tutto era diverso, forse già stava imboccando il percorso odierno che ancora non so dove mi porterà, ma esiste un ‘definitivamente’? Era strano rivedere i palazzi che amo, entrare in chiese, visitare musei, era come se mi presentassi in parte ancora una volta alla città. Con gli amici che ho in quella città ero lo stesso di sempre e in parte diverso, lo hanno capito, hanno compreso che vi era un cambiamento e ne sono stati felici, senza troppe parole, mi conoscono.

Ecco che dopo quasi un anno dalla Cerimonia di Shukke Tokudo, mi riconosco in quello che sono oggi, le persone che mi sono vicine mi riconoscono e mi sentono in cammino…

In cammino… per mia caratteristica credo di esserlo sempre, non amo fossilizzarmi in un ruolo, imbalsamarmi in qualcosa che ‘sono’, prigioniero in un ‘abito’ in un ‘credo’ da gestire come un sapere acquisito, un potere da gestire, un ruolo gerarchico che può produrre pseudo meriti, un cammino spirituale che diviene ‘marketing’ e diplomazia di relazioni tra “poteri”.

Il mio dubbio da un po’ di tempo, non è storia nuova, si aggira intorno alla mia volontà-capacità- inclinazione profonda di aderire completamente a un ‘canone’ nipponico di Rito, ma questo non mi impedisce certo di parteciparvi e di sentire la sua forza lontana, dico che per certi aspetti la mia cultura occidentale non sa o non può essere altrimenti, allora forse alcuni aspetti non riesco a farli miei, non riesco a ’vestirli’ e ad essere un tutt’uno con essi. Questo è. E non posso non essere sincero con me stesso visto il mio Percorso .

Molta strada devo ancora intraprendere, molto devo capire e sentire, un percorso in parte riservato che non si può ‘dire’ troppo, per progredire in qualcosa che è e sarà ‘utile’ ed aiuto a me e a tutti gli altri.

Voglio crescere nel capire, nel sentire e percepire il Mondo, lasciarlo entrare dentro, lasciarmi trasformare e finalmente non avere più paura di cambiare in continuazione e di ritornare…

La mia responsabilità la sento, come sento di dimorare in un Lignaggio che mi protegge e che rispetto. Il mio Percorso, come dicevo, si sta evolvendo non so bene ancora come ma so aspettare e recepire, comprendere. Ho fede nello Zen e nel mio Maestro Rev. Shinnyo Roshi.

Sono tanti i pensieri e vado avanti nella Via con Rispetto e riconoscenza, gratitudine e modestia, come dire, forse con l’esatta consapevolezza di ‘imboccare la giusta ansa’ e che mai potrò tradirmi e tradire una fede che per me, anche con tutti i dubbi e le inadempienze è ben salda.

Nella mia camera, su un tavolino il libro dei Sutra che mi ha sempre ‘fatto compagnia’ e che guardavo spesso durante il giorno, credo che esso in un certo senso “rappresentasse” il Maestro e tutto il Sangha…

Una bellissima cosa che mi accadeva ogni giorno era che sentivo felicità camminando per la città, in luoghi che amo, gioia nel rivedere amici, perché sono quello che sono, ancora lo stesso e diverso, mi sento ‘unito’, mai represso o disonesto, mai pieno di rimorsi. Con la ‘sicurezza’, quella si!, di risiedere in un Percorso serio, e Vero, onesto a Shinnyoji con la una grande fortuna di aver incontrato il Rev. Shinnyo Roshi, mio Maestro, grazie al quale ho potuto e posso conoscere “lo Zen che solo Lei porta”.
Gasshō

Shinden

Estate

Quella d’estate è una luce dura; almeno lo è per me. Restano le persiane chiuse scrostate per la strada, e l’ombra, la propria e quella delle cose intorno, schiacciata a terra. I luoghi che si spopolano e i luoghi che si popolano, non diversi in fondo, migrazione concentrica di formiche. Gioco con una macchina fotografica nel sole del giorno: lo inseguo, in un acchiappino tra gli alberi e i muri, e ogni ricamo è lo stampo di un momento, un commiato e insieme un benvenuto, bentornato, forse. La sera mi siedo e il respiro è una tavola, sempre diverso, presente senza chiedere un poi; le dediche, nomi tra i palmi di due sole mani.
In luglio ho chiesto al Maestro di poter ricevere i Voti a Bodhisattva. La lettera è lunga di due fogli e vorrebbe spiegare e definire. Il passo è breve di un istante e non è ancora passo. Quando andavo a scuola, il maestro Fiorello della classe accanto mi chiamava la nostra poetessa, e mi spettinava la frangia. Ora capita che le parole le sento cadere per terra e fare il rumore della latta del Mago di Oz. È l’estate, anche quest’anno. Viene settembre.
Gasshō,

Cecilia

Mi avvicinai al Tempio perchè sentii dentro me un'ancor confusa ma presente tensione verso l'incondizionato, l'incrollabile pulsione di scolpire una cattedrale di metallo attorno alla mia anima. Distese sideree e fuoco, distese sideree e fuoco, abbacinanti mi sconvolsero. Mi attirò il proposito che mi detti: scoprire e sgrossare il sovrumano presente nell'umano. Aggregare e sistemare, con raccolta intensità, il caos presente tutto attorno, in un nucleo solido, un nuovo ordine. La verticalità opposta all'orizzontalità, il marmo contro la palude. Tutto ciò grazie alle esperienze trasfiguranti insite nella Pratica. Sviluppai in seguito ed autonomamente, tramite un percorso personale, maggiormente nicciano ed antiegalitario, le medesime istanze. Potenziate però da vertigini arye, come ionici sacrifizi: l'arcaico oplita che fa dono di sè.
Gasshō

​Gregorio G.​

Nella trasmissione degli insegnamenti universali del Buddha storico dal Maestro Shinnyo al Sangha, si sente con chiarezza la conoscenza e ancor più l'esperienza del Dharma maturata dal Roshi, un connubio reale che trasmette Vita alla mente e al cuore dei praticanti, orientandoli al di là delle illusioni verso l'infinito presente esistenziale.
Con gratitudine
Gassho

Michele G.

Così subito al mattino, il primo pensiero.

Arrabbiarsi durante la vita con i propri cari, “uffa quanto rompi…!”, per poi accorgersi che ti mancano irrimediabilmente, non puoi più nemmeno dire loro questo. Scoprire che l’occuparsi dei propri genitori non era diventato solamente “un lavoro” ma una fortuna, purtroppo per loro nella sofferenza, in cui tu ti sei arricchito di cose che non avresti forse, mai capito.

Una dedica a te madre, perché tu possa incontrare il Dharma meraviglioso ed avere la possibilità di praticarlo, per trasformare la malattia che ti ha portato alla morte nella sofferenza.

Tuo figlio, sempre presente, Michele.

Gasshō.

Michele N.

Poi, tutta la poesia
che scende
e nessuno
dice più nulla...

Shinden

25 giungo- 2 luglio 2015

Ho passato una bellissima settimana al Tempio. Grazie infinite dal cuore al Maestro che mi ha accolto e ospitato nella foresteria, grazie per il Suo tempo e insegnamento. Grazie al Sangha che ha dimostrato tanta pazienza mentre ripassavo la Forma. Come dice il Maestro: tornare al Tempio e sedere con il Maestro dopo un periodo di assenza fisica apporta una grande occasione di riflessione sulla Pratica. Appena entrata a Shinnyoji, mi sono sentita una semplice naturalezza di esserci, come se non sono mai andata via. Ma allo stesso tempo mi sento diversa, piu’ tranquilla, focalizzata e ferma, mi sento piu’ vicina al Maestro e al Sangha, sento la loro fede e impegno.

Come una persona che cammina nella nebbia e torna a casa bagnata, sono tornata a Shinnyoji bagnata. Questo “bagno” ha sciaquiato via tutti I dubbi che avevo della mia Pratica che faccio da sola in America. Pensavo che la mia Pratica fosse troppo “arrangiata” o “fatta al mio parere”, ma mi sono seduta in Zazen ogni giorno lo stesso. A Shinnyoji ho sentito un contattato profondo con l’energia attorno, l’aria e l’ambiente erano sempre gli stessi, ma li sentivo piu’ nutrienti ed accoglienti di prima.

Ri-imparando la Forma mi sono sentita aperta e senza traccia di perfezionismo. Grazie ancora della vostra pazienza e ripetizione. Ho imparato che praticare lo Zen e’ anche essere compassionevole verso se stesso, non solo agli altri. Ho fatto attenzione al mio imbarazzo dai colpi goffi alla campana, la mia strana pronuncia degli Eko, di quando sono andata o affacciata la direzione sbagliata. Apprezzo il Teisho del Maestro di questo Sesshin, ha parlato dell’importanza di perdonare se stessi nella nostra Pratica. Una parte di me voleva senitire stupida o “in mezzo”, ma questo e’ l’ego, ho fatto la decisione di non abbattermi e con respiri profondi ho sentito il battere del mio cuore, e mi sono accettata come sono.

La Forma e’ una pratica mistica, da’ rispetto e armonia ai riti, non ho trovato un Tempio Zen di New York che la pratica come a Shinnyoji, ma almeno posso praticare Kyudo che insegna principi simili.

Sento sempre piu’ forte la chiamata della Via del Buddha e la gratitudine dell’appoggio dei Patriarchi e l’istruzione e demonstrazione del Maestro. Spero di potere tornare a Shinnyoji presto. Grazie ancora.
Gasshō

Tenshin

Io preparo i pasti per il Sangha – riflessioni di un’apprendista Tenzo.

Nel Tenzo Kykōun, Dōgen fa spesso riferimento ad un antico testo cinese, il Chanyuan Qinggui (Regole per i monasteri Zen, scritte da Zongle sul Monte Zanghlu nel 1102). Tra i passaggi citati ci sono i seguenti:

La funzione del Tenzo è di preparare i pasti per i monaci”, e

Metti al lavoro la tua mente illuminata, sforzandoti costantemente di servire pasti svariati che siano appropriati all’occasione , e che permettano a tutti di praticare con il corpo e la mente senza alcun impedimento”.

La prima citazione appare abbastanza semplice e innocua. Nella trasposizione alla realtà di Shinnyoji suonerebbe abbastanza scontata: il compito del Tenzo è quello di preparare i pasti per il Sangha quando si riunisce per uno Zazenkai o una Sesshin – niente di più.

Ok, si può fare. Basta annotarsi quanti saranno presenti nelle varie fasi della giornata, stare attento alle esigenze del Maestro o di qualche praticante, individuare qualche semplice pietanza, fare un piccolo esercizio di logistica domestica – ovvero definire la lista della spesa – “addomesticare” la macchina del riso, assumere un atteggiamento che trasmettere sicurezza in cucina, e il gioco è fatto.

Purtroppo non è affatto così. Il secondo passaggio richiamato da Dōgen apre una diga che trasporta il Tenzo in una profonda dimensione spirituale dove la semplice affermazione “Io preparo i pasti per il Sangha” diventa una forma di Pratica molto intensa.

Così come sedersi in Zazen – calarsi in Shikan-taza – diventa l’unica attività di mente e corpo per tutto il tempo che passiamo sullo Zafu, anche pianificare i pasti, preparare, servire il cibo e rassettare la cucina, rappresentano la totalità della realtà vissuta dal Tenzo per tutta la giornata.

La responsabilità è enorme - infatti è scritto: “se il Tenzo offre un pasto privo di armonia dei sei sapori e delle tre qualità, non si può dire che serva alla comunità”. Da un semplice pasto dipende il buon esito della Pratica di tutti.

Essere il Tenzo richiede una concentrazione e un abbandono totale. Ogni attimo, ogni passaggio, deve essere vissuto in piena consapevolezza perché, come insegna Dōgen “bisogna maneggiare anche una sola foglia di verdura in modo tale che si manifesti il corpo del Buddha. Ciò a sua volta permette al Buddha di manifestarsi attraverso la foglia”.

Io ci provo, cerco di essere tutt’uno con gli ingredienti che preparo, gli utensili che maneggio e le scelte che compio. Cerco di offrire il cibo con cuore aperto e completo abbandono. Durante le Sesshin, la sera prima di coricarmi mi assicuro che tutto sia pronto per la mattina dopo - la tavola apparecchiata, le pietanze pronte - e prima della sveglia generale lavo il riso. Questa è la mia Pratica. Purtroppo molto spesso la concentrazione è sopraffatta dalla fretta e dall’incalzare degli eventi, l’offerta del cibo con il cuore aperto è adombrata dall’ego che si aspetta un riconoscimento e la giusta scelta dei cibi a volte risulta un poco superficiale.

Dōgen insegna che non dobbiamo identificare tout-court la nostra Pratica con l’attività del Tenzo e insiste sul fatto che quando sediamo in Zazen, dobbiamo sedere soltanto, mentre quando lavoriamo come Tenzo dobbiamo fare solo quello.

Anche questo mi riesce molto difficile. Quando sono in Zazen la mia mente è già proiettata verso quello che verrà dopo: ingredienti da preparare, tempi da rispettare, posti a tavola da apparecchiare. Un vortice che assorbe la concentrazione, distoglie l’attenzione dalla postura e rende l’attimo affannoso come se fosse un momento di una lunga ed estenuante maratona che viene vissuta non passo dopo passo, ma solamente in funzione del traguardo finale. La ”mente illuminata del Tenzo” a cui si riferisce Dōgen, non è la mia mente.

Una cosa la devo confessare, però. Il riso brodoso del mattino, consumato con la paprika e il gomasio, non è poi così male..e ogni tanto a casa, d’inverno, me ne preparto una ciotola per colazione…
Gasshō

Ei-shin

Il tempio, il Sangha e lo Zen sono parte di me dal primo giorno.
Riscoprirmi e riscoprirli a Shinnyoji è uno dei più belli e veri regali della mia vita!
Gasshō

Rossana

Tutto è perfetto così come è”. Questo è un pensiero che richiamo spesso a me perchè è completo, mi da’ serenità. Spesso mi preoccupo, temo l’arrivo del domani, ma pensare che “va bene così” mi da’ forza e fiducia. Non è accettazione inerte, ma anzi vitalità con un pizzico di curiosità. Il dolore non è un intruso, fa parte di questa perfezione, e capita che sia accompagnato da eventi inaspettati e importanti che poi saranno un sostegno per il resto di questa vita.
Ringrazio profondamente il nostro Maestro e tutto il Sangha per essermi stati vicini e avermi sostenuto in quest’ultimo periodo. Incessantemente ho sentito la Vostra presenza accanto a me e questo mi ha aiutato molto. Grazie.
Gasshō

Kei-shin

Building a Mountain

One of the first things I ever read about Buddhism is the Three Marks of Existence. The first mark of existence is impermanence. Everything in life is impermanent. In a moment everything can change. We have many things but we possess nothing. Families, loved ones, homes, money, health, happiness, suffering, emotions, and thoughts are just feathers in the wind. It can be hard to find something to hold onto when that wind is always blowing. Really what do we have to hold onto? That is my hope for Zen, to show me peace. I believe that through Zazen and working at the temple I can build a sanctuary within myself. I know that I can never escape the impermanence of the world, but I wish to find Zen in my heart that is strong and still as a mountain.

Edificare una montagna

Una delle prime cose che ho letto sul Buddhismo, parlava dei tre fattori che caratterizzano l’esistenza.

Il primo di questi è l’impermanenza. Tutto nella vita è impermanente – tutto può cambiare in un attimo. Abbiamo molto ma non possediamo niente. Famiglia, denaro, case, persone care, salute, felicità, sofferenza, emozioni e pensieri sono solo piume al vento e può essere molto difficile trovare qualcosa a cui aggrapparsi quando il vento spira in continuazione.

Ma a cosa abbiamo realmente bisogno di aggrapparci? La speranza che io ripongo nello Zen è che mi riveli cos’è la pace. Credo che attraverso lo Zazen e il mio lavoro al Tempio, io sarò in grado di costruire un rifugio dentro di me. Sono consapevole del fatto che non posso sottrarmi all’impermaneza del mondo, ma spero di trovare nel mio cuore uno Zen che sia forte e calmo come una montagna.
Gasshō

Josh

Finalmente sono arrivato in vista di un piccolo grande traguardo della mia vita.
Tempo ed energie spese mi hanno trascinato nel solito e quotidiano fluire di questa vita in cui tutti siamo coinvolti. Eppure, dall’alto (o meglio dal basso) di questo momento di grande fatica e concentrazione si è dischiusa difronte ai miei occhi una grande luce - seduto in Zazen ho sentito sulla mia pelle il respiro del mondo.

È in questo momento quasi fuori dal tempo che la mia attenzione si è appuntata su una macchina che rientrava a casa dal lavoro (infatti molto spesso medito al tramonto, un momento della giornata che per me è sempre stato molto intimo e pieno di un significato che non sono capace di esprimere a parole) e allora mi è venuto in mente quanto debba essere veramente dura una vita che ti sveglia magari alle 6.30 del mattino per il lavoro, ti rimanda a casa la sera alle 19 ed ancora ti chiede di avere la forza per la gioiosa fatica che richiede la famiglia, i figli, le preoccupazioni di casa, fintanto che non tocchi il letto per svenirci dentro e riprenderti il giorno dopo.

Gli sforzi di una madre che oltre a lavorare deve crescere anche un figlio, magari due, occuparsi forse di qualche attività di volontariato e dopo qualche anno magari anche di un nipote, forse due. E tutto questo per cosa, potremmo chiederci?

L’unico motivo talmente forte per sostenere tutti questi sforzi credo fermamente che possa essere soltanto l’amore, la compassione, per la famiglia, per i figli, per tutti coloro che ci stanno intorno. Dopo questa sicurezza, la vita monastica si fa meno lontana, meno estranea. Non può essere più dura di chiunque faccia 12, magari 13 ore di lavoro il giorno e poi abbia ancora la forza, tornando a casa, di sorridere a chi gli apre la porta, avere una parola premurosa per chi incontra al supermercato o solamente sull’autobus ceda la propria sedia a chi è (apparentemente) più stanco di lui.

Così non c’è tempo per le cose inessenziali, per le puntate di piedi dell’ego. Come dice il Maestro Dōgen l’idea della Realizzazione non è la Realizzazione, la Realizzazione è la Realizzazione, e così senza andare a cercare chissà quali esperienze estatiche estreme, al di là degli scritti e delle parole, credo che se riuscissi a vivere animato da questo amore inestinguibile per una vita siffatta potrei dirmi già felice nel vivere in questo mondo fluttuante. Purtroppo poi lo Zazen finisce, il mondo ci richiama e questi lampi di luce istantanei rimangono fortunatamente nella memoria a guidare le nostre azioni future sperando, magari, in una nuova esperienza che ci fortifichi sulla Via.
Gasshō

Yūshin


RITIRI DI PRATICA

Sesshin: 26-28 giugno.

Sesshin: 11-12-13 settembre.

Durante ogni Ritiro il nostro Maestro Shinnyo Roshi tiene un Teisho sui Precetti.

Fotografie di Fabio Daishin,
Redazione a cura di Ivano EiShin

Calendario degli incontri di Pratica:

Zazen – ogni lunedì sera dalle 20.00 alle 22.00
Zazen – ogni martedì mattina dalle 06.30 alle 07.30.
Zazen – ogni venerdì sera dalle 20.00 alle 21.30.
Zazenkai – una domenica al mese dalle 9.00 alle 18.00.
Sesshin – un fine settimana al mese da venerdì alle 20.00 a domenica alle 14.00.

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