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Il Sutra dei Voti Originali e del conseguimento dei Meriti del Bodhisattva Ksitigarbha

Primo capitolo (disponibile anche in PDF)

Poteri sovrannaturali di onnipresenza del Venerato Buddha nel Paradiso Trayastrimsa

Così io ho sentito: in quel tempo il Venerato dal Mondo soggiornava nel Paradiso Trayastrimsa o Tavatimsa e stava predicando in onore della madre. Allora innumerevoli Buddha e Maha-Bodhisattva dagli infiniti sistemi-mondi dei dieci quartieri dello spazio, convennero in armonia, ammirando il totalmente Illuminato, per la sua saggezza trascendentale e per gli infiniti poteri nel guidare gli esseri in errore a comprendere la distinzione tra le basi della felicità e del dolore nel mondo. Essi accompagnarono tutti i loro seguaci a porgere omaggio al Venerato.

Il Venerato sorrise e lanciò raggi luminosissimi di compassione infinita, saggezza suprema, benevolenza e altro, inviando nello spazio suoni delle sei paramita; suoni di infinita compassione; suoni di carità; suoni di emancipazione; suoni di felicità; suoni di saggezza trascendentale; emettendo ruggiti di leone; emettendo grandi ruggiti di leone; emettendo suoni di tuono; ed un grande numero di altri suoni indescrivibili. Numerosi esseri dai dieci quartieri dello spazio di questo e di altri mondi si erano raccolti nel Paradiso Trayastrimsa. Essi provenivano da mondi celesti come i Caturmeharaja-kayikas – i quattro Paradisi dei quattro sovrani divini, il Paradiso Trayastrimsa, il Paradiso Tusita, il Paradiso Nirmanarati, il Paradiso Paranirmita-vasavartin, il Paradiso Brahmaparisadya, il Paradiso Brahmapurohitas, il Paradiso Mahabrahman e da innumerevoli altri Paradisi.

Tutte le divinità, gli spiriti e i draghi dei mari si erano riuniti, così come gli esseri da mondi diversi e da questo mondo umano, cioè gli spiriti del mare, delle tempeste, dei fiumi, degli alberi, delle colline, della terra, delle sorgenti, spiriti dei campi, del giorno e della notte, spiriti del vuoto, dei cieli, dei cibi e delle bevande, spiriti dell’erba e degli alberi, e tutti gli altri spiriti. Allo stesso modo, arrivarono esseri da mondi diversi e da quello umano; esseri come i grandi sovrani dei preta, degli asura, dei preta succubi, dei preta spiriti delle malattie, dei preta dei veleni, i sovrani dei preta della gioia e della prosperità, i sovrani dei preta dell’amore carnale e del prestigio e molti preta e sovrani di preta si erano felicemente riuniti.

In quel momento, il Buddha Sakyamuni disse a Manjusri, principe del Dhamma: “Ora tu puoi percepire, grazie alla visione mentale, che tutti i Buddha, i Bodhisattva, i deva, i draghi, i preta e gli spiriti di questo e di altri mondi da questa terra, e di altre terre si sono riuniti insieme in questo paradiso Trayastrimsa. Sei in grado di dirmi il loro numero esatto?”

Manjusri rispose al Buddha:” O Onorato dal Mondo, sebbene io possieda enormi poteri sviluppati attraverso innumerevoli kalpa, non sono a conoscenza del loro numero esatto.”

Disse il Buddha a Manjusri: “Anche se vedo attraverso gli occhi di un Buddha, neppure io sono in grado di rivelarti il numero preciso di tutte queste divinità. Si tratta di tutti quelli che Ksitigarbha ha convertito e saggiamente guidato da molto, molto tempo. Alcuni di loro saranno sollevati e diretti da lui in futuro.”

Manjusri disse al Buddha:”O Onorato dal Mondo, io ho a lungo praticato azioni meritevoli, e da lungo tempo ho ottenuto una saggezza priva di impedimenti. Innegabilmente, io credo nelle tue parole, ma quelli che perseguono il cammino dell’Arahat, il cammino dei Paradisi, il culto dei draghi, e numerosi esseri che nasceranno in futuro, saranno pieni di dubbi e riluttanti nell’accettare ciò che tu con forza enfatizzi come verità. Deva, naga, yaksa gandharva, asura, kinnara, mahorag, e altri delle otto classi, insieme con gli uomini che nasceranno in futuro, saranno pieni di incertezza ed esitazione, sebbene tu abbia pronunciato la verità con grande zelo. Se tu li costringerai a crederci, essi cercheranno invece di diffondere un aspetto cattivo dell’Insegnamento. A questo punto, io prevedo seriamente che l’Onorato dal Mondo ci narrerà i voti originali del Bodhisattva Ksitigarbha quando iniziò il suo cammino di Bodhisattva e come praticò per ottenere un così grande successo e autorità.”

Il Buddha rispose a Manjusri: “Considera ogni filo d’erba, le piante, le foreste, i campi, le colline,le pietre, i granelli di polvere, ogni cosa materiale – considera quanto siano numerose le sabbie del Gange, e che ogni granello di sabbia sia un mondo e che ogni granello di polvere sia un kalpa e che tutti i numeri siano trasformati in kalpa, tutto ciò che egli ha fatto per conseguire il Dasabhumi – (dieci stadi delle cinquantadue sezione di sviluppo), sebbene siano più di quanto le parole posano esprimere, sono superati dalle dalle azioni compiute dal Bodhisattva Ksitigarbha negli stadi di Araht e Buddha Pratyoka.”

“Manjusri, questo Bodhisattva Ksitigarbha, i suoi voti e i suoi poteri, sono realmente inconcepibili. Se gli esseri, sia maschi che femmine, che nasceranno in futuro, ascolteranno le mie parole e acclameranno il nome del Bodhisattva Ksitigarbha, porgeranno omaggio a Ksitigarbha cantando il suo nome, doneranno offerte al Bodhisattva Ksitigarbha e disegneranno o scolpiranno la sua immagine o lo rappresenteranno, tutti questi esseri nasceranno per cento volte in un Paradiso speciale, cioè il Paradiso Indra Traystrimsa (trentatre in numero), il secondo dei sei paradisi della formazione, e non scenderanno mai più nei tre stati del male.”

“Manjusri, questo Bodhisattva Ksitigarbha era il figlio di un rispettato anziano vissuto innumerevoli kalpa fa. Quando prese la sua prima decisione, viveva un Buddha dal nome Potere di Leone. Il giovane osservò con soggezione la maestosa apparizione del Buddha e gli chiese cosa lo avesse condotto ad essere un Bodhisattva e che voti avesse fatto per ottenere un aspetto così divino. Il Buddha insegnò al giovane: “Se vuoi conseguire un aspetto tale, devi impegnarti al massimo per alleviare le sofferenze di tutti gli esseri pieni di dolore e proseguire questa pratica per molto, molto tempo.” Allora il Buddha Sakyamuni disse a Manjusri che il Buddha Potere di Leone aveva consigliato al giovane di decidere riguardo ad un voto, come segue – “Io adesso decido di alleviare le sofferenze degli esseri dei sei regni della sofferenza e del dolore, conducendoli abilmente alla salvazione attraverso innumerevoli kalpa, prima che io stesso ottenga lo stato di Buddha.” Avendo il giovane espresso questo forte voto davanti al Buddha Potere di Leone, da quel momento, per innumerevoli kalpa, egli è rimasto nello stato di Bodhisattva.

Ancora, è esistito un altro Buddha, in un tempo inconcepibilmente lontano, chiamato Buddha del Fiore della Meditazione e dell’Illuminazione, che visse una vita di milioni di kalpa. Ci sono tre modi di mostrare rispetto verso un Buddha:

  • Verso il Buddha incarnato
  • Verso la sua immagine
  • Con una dichiarazione di fede e di rispetto

Riguardo al secondo modo di portare rispetto ad un Buddha, è esistita un ragazza di famiglia Bramina che in età passate aveva praticato grandi, buone azioni. Oltre ad essere onorata e rispettata dal popolo, aveva ricevuto in dono dai deva sollievo e protezione sin dall’inizio della sua pratica di carità. Ma la madre si rifiutava di rispettare la verità del Dhamma e diceva sempre cattiverie contro i Tre gioielli, e, sebbene la “Sacra Figlia”, come era chiamata, si impegnasse grandemente per convincere la madre ad abbracciare la Retta Comprensione, la madre contrastava con forza il consiglio e la guida della figlia.

Quando la madre morì, rinacque nell’Inferno Avici (inferno delle sofferenze incessanti), l’ultimo degli otto Inferni caldi dove la punizione continua senza sosta. La ragazza Bramina era pienamente consapevole che la madre non aveva creduto nella Dottrina della Causa e dell’Effetto ed aveva commesso molte cattive azioni in vita; a causa di tale cattivo comportamento, ovviamente, sarebbe sicuramente rinata in una cattiva condizione, negli inferni inferiori caratterizzati da sofferenza intensa. Consapevole di questo Karma, la figlia si liberò di tutte le sue proprietà e di tutti i suoi beni, donando fiori ed altre forme di offerte al tempio o alla pagoda del Buddha del Fiore della Meditazione e della Illuminazione. L’immagine del Buddha era scolpita magnificamente e degna di ammirazione sotto tutti i punti di vista. Essa provava grande rispetto per questo Buddha ed iniziò a pensare tra sé e sé: “Questo Buddha è totalmente illuminato e completamente pervaso di saggezza. Se fosse tuttora incarnato in questo mondo di manifestazione, gli chiederei dove è stata trasportata mia madre. Sono certa che egli conoscerebbe esattamente dove si trova.” Dopo tale pensiero, si inginocchiò di fronte all’immagine del Buddha e rimase in questa posizione, in lacrime, per un considerevole spazio di tempo.

Improvvisamente, venne raggiunta da una voce proveniente dallo spazio profondo, che si rivolse a lei in questo modo: “Sacra Fanciulla, non gemere così piena di dolore. Ti dirò dove è andata tua madre.” La ragazza Bramina congiunse le mani in segno di profondo rispetto e replicò alla voce: “Quale essere divino mi solleverà dalle mie paure e dalle mie preoccupazioni? Da quando mia madre è morta, ho passato giorni e notti a ricordarla nelle mie preghiere ma non sono mai riuscita a scoprire dove sia rinata.” Allora la voce rispose al suo amore filiale: “Io sono il Buddha a cui tu hai rivolto la tua fede e sono consapevole della tua devozione verso tua madre, che è molto diversa da quella degli altri figli verso i genitori; per questo, sono qui ad illuminarti sulla sua condizione.” Quando la ragazza Bramina ebbe udito le sue parole, cadde a terra e riprese a piangere amaramente. Temeva che sarebbe presto morta e implorò il Buddha di liberarla dall’ansia di sapere dove fosse rinata la madre. Il Buddha replicò: “Sacra Fanciulla, dopo avere fatto le tue offerte, torna subito a casa, siediti composta in meditazione, poi concentrati tranquillamente sul mio nome ed io farò nascere nel tuo cuore la conoscenza su dove si trova tua madre.”

Quando la ragazza Bramina ebbe terminato di porgere omaggi al Buddha, ritornò a casa e fece come gli era stato detto. Dopo avere meditato per un giorno ed una notte, improvvisamente si ritrovò su una grande spiaggia. Poteva osservare numerosi animali feroci dalla pelle di acciaio che correvano avanti e indietro, dall’alto in basso, da Est a Ovest in un mare ribollente. Vide anche migliaia, milioni di uomini e donne che si muovevano in modo commovente tra le onde dello stesso mare, tentando in ogni modo di sfuggire agli animali dalla pelle d’acciaio. Inoltre, poteva vedere con chiarezza gli Yaksas (demoni della tera, o dell’aria, o dei piani inferiori dell’esistenza, che sono malefici, violenti e carnivori. Hanno molti piedi, occhi e teste, e denti a sciabola). Questi Yaksas stavano portando i miseri uomini e le donne verso i mostri crudeli, e loro stessi affrontavano gli uomini e le donne pieni di rabbia. La vista era così terribile, che la ragazza temeva di non essere in grado di poter sostenere lo sguardo, sebbene, grazie al potere del Buddha, non nutrisse nessun timore per se stessa. In quel tempo, viveva un sovrano dei demoni marini, chiamato “Re Senza Veleno” (il veleno causato da atti, parole e pensieri), che le offrì la sua ospitalità e si rivolse a lei, dicendole: “Sacra Fanciulla, tu sei un buon Bodhisattva, perché ti sei avventurata in un posto come questo?” La ragazza Bramina allora gli chiese che nome avesse quel posto. Il Demone-sovrano privo di veleno disse alla ragazza: “Questo è Mahachakravala (il primo grande mare dell’Ovest). La ragazza replicò: “Mi è stato detto che si trova un Inferno all’interno di questo grande spazio circolare di acciaio. È forse vero?” Il Re Senza Veleno rispose: “Sì, è vero.” Allora la fanciulla chiese: “Perché, allora, mi trovo in questo Inferno?” Il Re Senza Veleno le spigò che era grazie al potere del Buddha o grazie al suo buon potere Karmico, altrimenti non sarebbe stata in grado di visitare Mahachakravala. La ragazza allora gli chiese come mai il grande oceano fosse così ribollente e perche ci fossero così tanti peccatori e crudeli animali al suo interno.

Il Re Senza Veleno rispose: “Questi peccatori sono appena morti dal mondo umano. Essendo passati quarantanove giorni dalla loro morte senza che i loro discendenti abbiano fatto buone azioni per sollevarli dalla loro sofferenza, e come risultato di non avere fatto niente per il bene dell’umanità durante la loro vita, avendo anzi commesso peccati in un modo o nell’altro, la loro prima punizione consiste nell’attraversare questo Mare della Sofferenza, che si estende per dieci milioni di miglia verso est. Dopo questo c’è un altro Mare, dove i peccatori soffrono il doppio delle pene. A est di questo altro Mare si trova ancora un altro Mare della Sofferenza, dove i peccatori soffrono torture estreme.”

“I tre Mari di cui ti ho appena parlato sono detti Mari delle Sofferenze. Chi ha commesso peccati in atti, parole e pensieri, viene scagliato in questi mari per essere punito, come è giusto che sia, per le sue cattive azioni.”

La Sacra Fanciulla chiese al Re Senza Veleno: “Dove si trova l’Inferno?” Il Re Senza Veleno rispose: “All’interno dei tre Mari delle Sofferenze ci sono migliaia di inferni differenti. Ci sono diciotto grandi Inferni e cinquecento Inferni minori dove i peccatori devono subire punizioni interminabili. Poi, ce ne sono migliaia di altri dove è concessa indulgenza a coloro che non hanno commesso mancanze troppo gravi durante la loro esistenza.”

La Sacra Fanciulla disse al Re Senza Veleno: “Mia madre è morta da poco. Sono ansiosa di sapere dove sia stata mandata.”

Il Re Senza Veleno chiese alla Sacra Fanciulla: “Come si è comportata madre mentre era in vita?”

La Sacra Fanciulla rispose: “Mia madre, durante la sua esistenza, aveva un atteggiamento invidioso verso i Tre Gioielli e diceva cattiverie nei loro confronti. Molte volte cercò di abbracciare la fede nel Venerato Buddha, ma non aveva sufficiente fermezza. È morta solo pochi giorni fa, e non ho nessuna idea su dove possa trovarsi in questo momento.”

Il Re Senza Veleno le chiese: “Come si chiama tua madre?”

La Sacra Fanciulla rispose:”Entrambi i miei genitori erano Bramini. Il nome di mio padre era Sila Sen-sen, quello di mia madre Yuet Tee-li.”

Il Re Senza Veleno rispose alla Sacra Fanciulla con le mani giunte e disse: “Mia Sacra Fanciulla, ti prego, non sentirti angosciata e torna a casa con il cuore colmo di gioia poiché tua madre è ascesa al cielo appena tre giorni fa. È stato grazie alla tua intensa devozione filiale nel fare offerte al Buddha del Fiore della Meditazione e dell’Illuminazione che tua madre è stata liberata. E non solo tua madre ha ottenuto la liberazione dall’Inferno, ma tutti i peccatori dell’Inferno Avici ne hanno tratto beneficio, poiché sono ascesi al Paradiso nello stesso giorno.” Dopo avere annunciato alla Sacra Fanciulla la salvezza della madre, il Sovrano dei Demoni si ritirò con le mani giunte. Con questo illuminante messaggio riguardo alla madre, la Sacra Fanciulla comprese che le sue passate paure erano prive di fondamento. Si inginocchiò allora di fronte al Buddha del Fiore della Meditazione e dell’Illuminazione ed espresse il seguente forte voto:“ Io mi impegno con tutte le mie forze nel sollevare le persone dalle loro sofferenze, sempre, nelle mie future vite, nei kalpa a venire.”

Il Buddha Sakyamuni disse allora al Bodhisattva Manjusri che il Re dei Demoni, Senza Veleno, è adesso il Bodhisattva dell’Abbondanza e che la Sacra Fanciulla ha ricevuto il nome di Bodhisattva Ksitigarbha.

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