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Il Sutra dei Voti Originali e del conseguimento dei Meriti del Bodhisattva Ksitigarbha

Capitolo terzo (disponibile anche in PDF)

Osservazioni sulla retribuzione agli esseri umani come risultato dei precedenti karma

In quel momento, la Regina Maha Maya, madre del Buddha, chiese rispettosamente al Bodhisattva Ksitigarbha con le mani giunte: “O mio Divino, gli esseri umani nel mondo del Samsara commettono diversi peccati. Che retribuzione ricevono per i loro Karma?”

Il Bodhisattva Ksitigarbha replicò dicendo: “Ci sono milioni e milioni di mondi. In alcuni di essi, è possibile trovare Inferni come nel nostro mondo del Samsara. In altri, non ci sono Inferni – come il Sukavati (Paradiso Occidentale). In alcuni, ci sono femmine mentre in altri non ce ne sono. In alcuni, puoi sentire la predicazione del Buddha ma in altri le persone non hanno il privilegio di ascoltare il Dhamma. In alcuni, ci sono Saravakas, Arahats, Pacceka Buddha, e altro, mentre in altri non esistono. Di conseguenza, le sofferenze nei differenti tipi di Inferno sono numerose e non è possibile spiegarle in dettaglio”.

La Regina Maha Maya chiese ancora: ”Desidero solo conoscere i tipi di sofferenza per gli esseri del mondo del Samsara”.

Il Bodhisattva Ksitigarbha rispose: “Mia Sacra Madre, ti dirò in breve. Le retribuzioni del Karma degli esseri umani nel mondo umano sono innumerevoli. Gli esseri disobbedienti ai genitori o legati a cattivi comportamenti, vengono scagliati nell’Inferno Avici e continueranno a soffrire di kalpa in kalpa senza via di scampo. Persone che danneggiano il Buddha distruggendo le Sue immagini e parlano dei Tre Gioielli senza rispetto o non hanno rispetto per l’Insegnamento del Venerato, verranno gettate nell’Inferno Avici di kalpa in kalpa senza speranza di fuga. Gli esseri umani che danneggiano i templi sacri, commettono adulterio con monaci o suore o fanno male ad altre persone in luoghi sacri, vengono gettati nell’Inferno Avici dove soffriranno in eterno. Qualsiasi essere, che segua la pratica di monaco senza avere abbracciato sinceramente il Dhamma, che commetta prepotenze verso altri o diversi altri peccati, è confinato nell’Inferno Avici per una punizione simile. Chi è incline a rubare cose dai templi, ad esempio denaro, riso, cibo, abiti o altro, sarà ugualmente gettato nell’Inferno Avici per sopportare continue sofferenze.”

Il Bodhisattva Ksitigarbha ripeté alla Regina Maha Maya: “Ciascuno dei sunnominati gruppi di peccatori viene punito in eterno.”

La Regina Maha Maya chiese ancora al Bodhisattva Ksitigarbha: “Quale è il significato dell’Inferno Avici?”

Il Bodhisattva Ksitigarbha replicò: “Sacra Madre, ci sono molti inferni all’interno del Mahachakravala. Oltre ai diciotto grandi Inferni, ce ne sono all’incirca cinquecento altri da scoprire con differenti nomi, ed ancora mille Inferni. Inferno Avici significa Inferno rinforzato con l’acciaio, circondato da pareti di acciaio dalle dimensioni di otto milioni di miglia di ampiezza e di un milione di miglia di altezza. Questi Inferni sono completamente pieni di fiamme e strettamente collegati ad altri Inferni con differenti nomi. Tra questi c’è un inferno dal nome “Avici”. L’area dell’Inferno Avici è grande ottomila miglia quadrate. L’intera area di questo Inferno, dalle mura di acciaio, è ricoperta di fiamme. Serpenti e cani di acciaio, che sputano fuoco, corrono in questo Inferno da Est a Ovest. Ancora, c’è un letto d’acciaio e quando una persona viene messa lì sopra, può vedere il proprio corpo mischiarsi con esso. Quindi, tutti gli esseri sono soggetti a punizioni in base ai loro peccati. Inoltre, ci sono Demoni Yaksas dagli occhi simili a bulbi elettrici e con le mani a forma di artigli di acciaio per scarnificare i peccatori.

Gli Yaksas trapassano con i loro artigli i corpi dei peccatori, poi li gettano in aria e la caduta li uccide. Ci sono anche aquile di ferro che artigliano gli occhi dei peccatori, e serpenti di ferro che si attorcigliano al loro collo. Unghie lunghissime vengono infilzate negli arti dei peccatori, le loro lingue vengono strappate con corde d’acciaio ed i loro intestini vengono tagliati con una sega. Acciaio fuso viene versato nelle loro bocche. Cavi d’acciaio incandescente sono usati per legare i loro corpi. I peccatori soffrono in base alle loro cattive azioni andando incontro a innumerevoli nascite e morti per kalpa e kalpa senza scampo. Quando questo mondo sarà giunto alla fine, i peccatori verranno trasferiti in un altro mondo, e nel nuovo mondo dovranno sopportare ulteriori punizioni.

Le pene nell’Inferno Avici sono come appena detto e chi le subisce, viene sottoposto ad esse nel seguente ordine:

  1. Peccatori che vengono puniti giorno e notte, di kalpa in kalpa, senza sosta, cioè senza un termine in ordine di tempo
  2. Essere stesi sul “Letto di Punizione” in una forma o nell’altra, senza limiti di spazio
  3. Sofferenze senza limite usando strumenti di punizione come forconi di ferro, bastoni di ferro, serpenti di ferro, volpi di ferro, cani di ferro, seghe di ferro, martelli di ferro, pentole di ferro, cavi di ferro, corde di ferro, assi di ferro, cavalli di ferro, palle di ferro, ferro fuso, così come altri tipi di strumenti di ferro
  4. Che si tratti di uomini o di donne, civilizzati o incivili, vecchi o giovani, ricchi o poveri, demoni o spiriti o perfino devas, tutti devono soffrire per i loro peccati imperdonabili, in accordo con il loro Karma, senza alcuna differenza
  5. Essere scagliati in questo Inferno per Kalpa e kalpa per sopportare diverse forme di punizione,giorno e notte senza fine, come una vita senza alcuna interruzione, e ciò significa nessuna possibilità di scampo finché la retribuzione del Karma non giunge alla fine.”

Il Bodhisattva Ksitigarbha disse alla Regina Maha Maya: “Questa non è che una breve descrizione di una visita all’Inferno Avici. Enumerare i nomi dei diversi Inferni, i tipi di punizione e gli strumenti utilizzati richiederebbe un periodo di tempo lungo un kalpa.”

Dopo aver udito il discorso di Ksitigarbha, la Regina Maha Maya si ritirò rispettosamente con le mani giunte, ed apparve piena di grande disperazione.

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