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Tettsu Gikai Zenji

Vita di Tettsu Gikai Zenji ( 1219-1309 )

Fondatore del Monastero di Daijo-ji a Kanazawa in Giappone

Testo scritto da Tenrai Ryushin Azuma Roshi

Testo in giapponese della vita di Tettsu Gikai Zenji

Traduzione del testo scritto da Tenrai Ryushin Azuma Roshi

E' nato a Inazu nella provincia di Echizen - antico nome della Prefettura di Fukui - ed è morto il 14 ottobre del 1309. Apparteneva alla famiglia Fujiwarashi.

Dopo un periodo di studio a Kyoto a 23 anni è diventato discepolo di Dogen Zenji, Fondatore della Scuola Soto Zen, e si è trasferito da Kyoto a Eihei-ji per stare vicino al suo Maestro e praticare sotto la sua guida.

Durante gli anni di studio e di pratica ha ottenuto grande fiducia da parte di Dogen Zenji e dopo la morte del Maestro ha intrapreso un viaggio in Cina dove ha visitato un gran numero di Templi e Monasteri redigendo una dettagliata documentazione denominata: " Gozanjissatsuzu " in cui ha riprodotto la configurazione della struttura e dell'arredo dei Templi, illustrandola attraverso disegni, rilievi, e minuziosa descrizione dei luoghi visitati.

Questo prezioso documento: il " Gozanjissatsuzu " è stato in seguito riconosciuto come " Patrimonio Culturale dello Stato Giapponese ".

Tettsu Gikai Zenji una volta ritornato in Patria ha restaurato e ampliato il Monastero di Eihei-ji e rinnovato le Regole della Vita Monastica. Per questa ragione è stato denominato: Rifondatore di Eihei-ji e, succedendo a Koun Ejo Zenji, ne è diventato il Terzo Abate.

Successivamente ha lasciato Eihei-ji e arrivato a Nonoichi di Kaga – antico nome della Prefettura di Ishikawa – ha fondato il Monastero di Daijo-ji.

In questo Monastero si sono formati i futuri Maestri della Scuola Soto tra cui il più importante: Keizan Zenji - denominato Madre della Scuola Soto - che ha fondato poi il Monastero di Soji-ji e dalla cui discendenza si è sviluppata la Scuola SotoShu, fino a diventare la più diffusa Scuola Buddhista in Giappone.

Dopo che il Monastero di Daijo-ji è stato distrutto da un incendio nel periodo Genroku dell'Era di Edo nell'anno 1697, è stato ricostruito in una nuova sede ad opera dei Maestri Gesshu Soko e Manzan Dohaku che sono stati successivamente chiamati Rifondatori della Scuola Soto, in quanto Daijo-ji ha goduto la fama di essere un Monastero dove le Regole, rinnovate e rinverdite dai due Abati, sono state seguite scrupolosamente e severamente.

Tettsu Gikai Zenji nei 90 anni della sua lunga vita ha osservato lo stile austero della Pratica trasmesso da Dogen Zenji, disciplinando se stesso nella vita quotidiana e conducendo un'esistenza conforme alla Verità trasmessa da Shakyamuni Buddha.

Dall'osservazione attenta del ritratto di Tettsu Gikai Zenji - riconosciuto come Patrimonio Artistico dalla Prefettura di Ishikawa – si evince:

" Dal suo corpo snello avvolto da un abito sobrio e dall'intensa luce del suo sguardo traspare la sua personalità semplice e profonda, dolce e gentile, silenziosa. "

Daijo-ji, il 72° Abate Tenrai Ryushin Azuma Roshi

Kakejiku con il ritratto di Tettsu Gikai Zenji

Ritratto di Tettsu Gikai Zenji

Ritratto del Maestro buddhista Zen Tettsu Gikai Zenji sotto forma di kakejiku: rotolo dipinto lungo cm 86,4 e largo cm. 36,1. Il Fondatore del Monastero di Daijo-ji è qui ritratto seduto su una sedia chiamata kyokuroku.

L'opera d'arte di proprietà di Daijo-ji e riconosciuta come Patrimonio Artistico dalla Prefettura di Ishikawa è custodita nel Museo della Prefettura della città, mentre una copia del dipinto è conservata nello stesso Monastero.

Il kakejiku fu dedicato e regalato il giorno di Capodanno del 1306 dallo stesso Tettsu Gikai Zenji a Myoho Zenji, che era discepolo di un suo discepolo.

La copia del dipinto fu realizzata secondo la tecnica del kakejiku - rotolo da appendere - nell'anno 1434 da Kikudou Soe, appartenente allo stesso Lignaggio di Myoho Zenji.

Recentemente il rotolo in seta colorata presente nel Monastero di Daijo-ji è stato accuratamente restaurato con l'ausilio di uno studio di grafica di computer, che ha permesso di ridefinire i volumi e le dimensioni della figura e di identificarne i pigmenti originali così da poter rendere maggiormente leggibile il volto e le vesti di Tettsu Gikai Zenji.

I monaci di Daijo-ji dopo il restauro della tela, con la riacquisizione di una vista nitida dei tratti e dell'espressione serena dell'immagine di Tettsu Gikai, dicono di sentire più vicino la figura del Fondatore e di ricevere maggior forza e incoraggiamento dalla Trasmissione del suo Insegnamento.

Pellegrinaggio: "Sulla Via di Tettsu Gikai Zenji"

Giappone, 28 maggio 2008 dalle ore 08.00 alle 18.00

Estratto dal diario di Shinnyo

Monastero di Daijo-ji: Sala dedicata ai Fondatori chiamata Rempodo da Keizan Zenji, che contiene le urne con le ceneri di:
Dogen Zenji, Koun Ejou, Tettsu Gikai Zenji, Keizan Zenji, Meiho Zenji.
Nella Sala sono presenti anche le "Tavolette votive" chiamate "Ihai" con incisi i nomi degli Abati di Daijo-ji fino al 69° e le statue in legno raffiguranti i primi Abati del Monastero, oltre a quella di Dogen Zenji."

Mi hanno comunicato che l'indomani mattina saremmo partiti - dopo chouka, la Cerimonia del mattino, e shuku, la colazione - alle ore 8.00 per una giornata in visita ai luoghi dove era vissuto Tettsu Gikai Zenji, Zenji ( Fukui 1219-1309) Fondatore e Primo Abate del Monastero di Daijo-ji e Terzo Abate di Eihei-ji - dopo Eihei Dogen e Koun Ejou.

Copertina del libro scritto da Tenrai Ryushin Azuma Roshi 72° Abate del Monastero di Daijo-ji, dal titolo:
"In onore di Tettsu Gikai Zenji Fondatore di Daijo-ji - Studio sul suo stile di vita in povertà".
Stile di vita in povertà nel senso di: con modestia e con intoku che significa "virtù nell'ombra" cioè operando per il bene degli altri senza apparire. Esiste un detto giapponese che esemplifica questo concetto di intoku: "intoku areba kanarazu yoho ari" che si può tradurre come: "Chi ha fatto bene agli altri senza apparire avrà una ricompensa apparente, tangibile" - ovvero - "Accumulando virtù nell'ombra vedrai la bella notizia nel sole".

Autore: Azuma Ryushin nato a Kyoto nel 1935. Già Rettore dell'Università femminile di Buddhismo di Komazawa e attualmente Professore Onorario della medesima. Ha conseguito il Master in Letteratura Buddhista. E' l'attuale Abate del Monastero di Daijo-ji in Kanazawa e Consigliere del Dahihonzan di Soji-ji, uno dei due Monasteri principali del Buddhismo Soto Zen in Giappone.

Siamo così partiti con due macchine in dieci monaci e due Roshi. La colazione è stata informale, non come di abitudine - in questo periodo facciamo shuku nel Sodo, la Sala di Meditazione, con il set delle cinque ciotole di oryoki - e il Tenzo, il cuoco, aveva preparato onigiri, involtini di riso, per il pasto.

La prima tappa è stata a Kinome Touge alla tomba di Dogen Zenji, che si raggiunge attraverso un percorso a piedi in montagna. Kinome significa alberi in fiore e touge passo, dunque il luogo è chiamato "Il passo degli alberi in fiore". Il paesaggio è splendido, il verde lussureggiante, non siamo sulla vetta del monte, bensì su un pianoro dove è stato costruito il Mausoleo di Dogen Zenji, Fondatore e Primo Abate di Eihei-ji.

Una grande tomba in granito grigio con un altare con a fianco i Monumenti funebri di Koun Ejou e Tettsu Gikai Zenji, rispettivamente Secondo e Terzo Abate di Daijo-ji.

In questo luogo Eihei Dogen e Tettsu Gikai si salutarono separandosi: Dogen Zenji, ormai malato, ritornò a Kyoto dove più tardi morì, Tettsu Gikai Zenji si diresse a Eihei-ji di cui divenne in seguito il Terzo Abate.

Ino Roshi ha letto l'epitaffio sulla lapide anteposta al monumento e poi abbiamo messo i fiori nei due vasi della tomba di Dogen Zenji, accese le candele e tutti insieme abbiamo recitato il Daihishin Darani, il Darani della Grande Mente Compassionevole, come d'uso nelle commemorazioni funebri. Poi in fila, uno dietro l'altro, abbiamo acceso ciascuno un incenso, inginocchiandoci davanti all'altare.

Shinnyo mentre recita il Daihishin Darani dopo aver offerto l'incenso alla tomba di Eihei Dogen Zenji a Kinome Touge.

Foto di gruppo a Kinome Touge davanti alla tomba di Eihei Dogen Zenji.

Siamo poi ripartiti alla volta di Namitsuki Tera, antico Tempio presumibilmente della Scuola Dharuma-shu, successivamente trasformato in Tempio della Scuola Shingon, per rendere omaggio a quello che fu il primo luogo dove Tettsu Gikai Zenji arrivò all'età di 13 anni e iniziò la sua pratica in quella regione seguendo il Maestro di quel Tempio. Attualmente il Tempio non esiste più, ma è rimasto a memoria in mezzo al bosco, circondato da alberi e vegetazione incolta, il portale di ingresso torii, manufatto in legno, con un grosso canapo di corda che avvolge la trabeazione inferiore della porta, ornato da sei nappe anch'esse di corda, appese equidistanti l'una dall'altra.

Torii - portale d'ingresso - di Namitsuki Tera nella provincia di Echizen, antico nome della Prefettura di Fukui nel quartiere di Joganji-cho. E' l'unica testimonianza rimasta dell'antico Tempio di Namitsuki.

La tappa successiva è stata la visita al Monastero principale della Scuola Soto Zen, Daihonzan Eihei-ji, nelle montagne di Echizen, così chiamato perché fondato da Eihei Dogen Zenji e finito di costruire nel 1244.

Abbiamo visitato le diverse Sale, dal Sodo, al Butsuden, al Joyoden, la Sala dove il prossimo 21 giugno verrà celebrata la Cerimonia di Zuise, attraverso cui riceverò la nomina a Jyoushoku, cioè a Abate.

Monastero maestoso, incorniciato nella montagna. Perfettamente pulito, ordinato, seppur immenso. Circondato da rivoli d'acqua e da verde. Ovunque shinto, novelli monaci nei mesi di addestramento, che lavorano veloci e silenziosi, leggeri e potenti nella loro dedizione ad una pratica veramente dura.

Foto di gruppo all'ingresso del Monastero di Eihei-ji davanti al Manifesto commemorativo con la scritta al centro: "Tettsu Gikai Zenji 700° anniversario della morte"
a sinistra: "aperto per le visite delle Cerimonie dal gennaio al novembre 2008"
a destra: "periodo di Cerimonie intensive dal 16 al 21 aprile"

Ci siamo poi fermati in un'area di sosta poco lontana e seduti su un terrapieno, al sole di un'incantevole giornata primaverile, abbiamo mangiato onigiri, insalata e frutta preparati a Daijo-ji prima della partenza. Quindi ci siamo spostati a Kippou-ji il primo Tempio di montagna fondato da Eihei Dogen Zenji, prima ancora di Eihei-ji, e che dista da quest'ultimo cinque ore di strada a piedi, come indica una lapide posta vicino al portale di ingresso.

Kippou-ji no torii - Portale d'ingresso del Tempio di Kippou-ji.

Siamo arrivati poi a Eisen-ji un Tempio della scuola Tendai che purtroppo, data la mia difficoltà nella comprensione della lingua giapponese, non ho capito come è stato legato alla vita di Tettsu Gikai Zenji.

Settima tappa, Onsen!!! Siccome saremmo rientrati troppo tardi a Daijo-ji per poter fare il bagno serale, abbiamo fatto trenta minuti di sosta alle Terme per lavarci e rinfrescarci e poi siamo ripartiti subito. Siamo poi arrivati in un parco con grandi piante secolari di obokesugi, i cedri giapponesi, gli alberi che è uso piantare in Giappone vicino alle statue del Buddha per onorarle.

Abbiamo poi proseguito il nostro pellegrinaggio fino ad arrivare in prossimità di Kanazawa al Dabibaka del Fondatore di Daijo-ji: il termine dabi significa cremazione e haka significa tomba, dunque una sorta di tabernacolo-reliquiario di Tettsu Gikai Zenji inaugurato il 13 agosto 2007 dal mio Maestro Ryushin Azuma Roshi, attuale Abate di Daijo-ji. Questo monumento dimenticato per lunghissimo tempo fu ritrovato nel 1927 e fu trasferito in un terreno di proprietà dell'Associazione dell'Agricoltura di Taiheiji. Fu poi riconosciuto come Monumento Storico del Comune di Nonoichi-machi nel 1967 e in occasione del 700° anniversario della morte di Tettsu Gikai Zenji nel 2008 è stato restaurato e trasferito in una nuova sede nel Comune di Nonoichi-machi e rinominato Patrimonio Culturale del Comune.

Abbiamo reso omaggio al Monumento funebre di Tettsu Gikai Zenji mettendo fiori, accendendo candele e incensi e recitando lo Shari Raimon, il Sutra dedicato all'omaggio delle Reliquie.

Monumento funebre di Tettsu Gikai Zenji restaurato e trasferito nel Comune di Nonoichi-machi.

Decima e ultima tappa, Daijo-ji Ato dove ato significa traccia, impronta. E' un monumento costituito da una lapide commemorativa con accanto un altorilievo in pietra raffigurante Fudou-sama, protettore dal fuoco. E' infatti posto nel luogo dove venne distrutto, a causa di un incendio, il primo insediamento del Tempio di Daio-ji.

Stele commemorativa con la scritta: "Traccia del 1° insediamento del Monastero di Daijo-ji, Prefettura di Ishikawa, Comune di Nonoichi-cho, all'esterno del Tempio di Koanken"

Cerimonia di Goonki

Fotografia della Celebrazione funebre dell'anniversario della morte di Tettsu Gikai Zenji

Fotografia scattata il 14 ottobre 2008 nel monastero di Daijo-ji in Giappone alla fine delle cinque giornate di Goonki, la Celebrazione funebre solenne del 700° anniversario della morte del Fondatore e Primo Abate di Daijo-ji: Tettsu Gikai Zenji. Dietro l'attuale 72° Abate Reverendo Ryushin Azuma Roshi, al cento nella foto, sono presenti tutti i Maestri e i monaci più strettamente legati a Daijo-ji e i fedeli più prossimi.

La tomba del Fondatore nel cimitero di Daijo-ji

Tomba del Fondatore Tettsu Gikai Zenji

Kaizan bochi: tomba del Fondatore Tettsu Gikai Zenji nel cimitero di Daijo-ji (foto di Genryu Tamura)