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Una Via Zen alla Pace

Firenze, gennaio 2006

Mi stupii molto la prima volta che il nostro professore di Lettere al Liceo, Tommaso Di Salvo, ci disse: "Ogni volta che aprite bocca per parlare fate politica".
Allora non capii, più tardi ho realizzato che ogni nostra espressione muove da un'ottica a monte, che ci colloca inequivocabilmente nella nostra visione del mondo e di come intendiamo la vita.

Dunque sicuramente, non c'è Pace senza una politica di Pace.
E la prima Pace deve essere nei nostri cuori, in noi stessi e con noi stessi.

Da una profonda unione di noi a noi medesimi, che si esplica naturalmente nel rispetto e nell'accettazione degli altri, nasce il primo passo verso un cammino di Pace, scevro da conflitti scatenati dal nostro ego, dal nostro giudicare e dalla non-accettazione di ciò che siamo e di ciò che la vita è, e ci offre.

Nella nostra esperienza a Firenze di incontri di meditazione e di preghiera interreligiosi, aperti a tutta la cittadinanza, per costruire insieme un percorso di Pace, abbiamo ricevuto con gioia la risposta positiva delle Istituzioni comunali, che hanno accolto la nostra richiesta patrocinando un calendario di incontri addirittura nella nostra Casa Comunale.

Nella prima manifestazione del 13 dicembre scorso eravamo numerosissimi, seduti in silenzio, nella Sala Incontri di Palazzo Vecchio, laici e religiosi insieme, testimoni di un impegno di Pace.
Questi incontri nel cuore dell'Istituzione fiorentina hanno certamente anche una valenza politica, che vuole essere una politica di risveglio e di consapevolezza alla Pace, di accoglienza e di rispetto per ogni etnia, ogni fede, ogni tendenza sessuale, ogni credo politico.

Dobbiamo formarci, ciascuno nella Via che più gli si attaglia, prepararci e impegnarci per una politica di Pace, apportando il proprio contributo che è, sì, peculiare, ma che al contempo si ricongiunge ad ogni altro essere, nell'universalità delle nostre intenzioni, azioni e esistenze.

In quanto praticanti Zen, operiamo per una Pace intesa come armonia con noi stessi, con tutti gli esseri senzienti e non-senzienti, con l'intero universo, partendo da un concetto di non-separazione, di non-dualità tra noi e tutto ciò che ci circonda.

Da questa visione non-duale si dipana un'apertura, una sensibilità, che ci induce ad una non- conflittualità verso gli altri, chiunque essi siano, unita al rispetto e alla tutela dell'ambiente che ci circonda e, ancor prima, del valore della Pace in ogni sua manifestazione, sia essa forma primaria di non-belligeranza o rispetto di ogni diversità o di impegno verso uno stile di vita non-consumistico, non-dedito al raggiungimento di uno sterile profitto immediato.

Questo impegno di Pace, portato in ogni sua espressione del vivere quotidiano e nella comunità sociale, è primario nella realizzazione di un percorso Zen, sia esso religioso o laico.

ITen Shinnyo

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