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Il monastero di Tōkōzan Daijō-ji

Il monastero di Tōkōzan Daijō-ji a Kanazawa - Giappone

Il monastero di Tōkōzan Daijō-ji fu anche noto nel passato, prima con il nome di Shojurin ed in seguito con quello di Kinshihou.
Il suo Fondatore fu Tettsu Gikai Zenji (1219-1309) terzo Abate del monastero di Eihei-ji, il principale della Scuola Sōtōshu sito nella Prefettura di Fukui.
Tettsu Gikai Zenji ricevette l'insegnamento dal suo Maestro Dōgen Zenji (1200-1253) dopodiché continuò la sua formazione con profonda semplicità e modestia.
Si recò poi in Cina dove visitò molti templi che descrisse nel testo "Gosanjussatsuzu", documento riconosciuto come Patrimonio Culturale Nazionale.
Ritornato infine in Giappone, ristrutturò l'edificio monastico di Eihei-ji e per questa sua opera fu chiamato "Eiheichukō", termine che significa "Rifondatore di Eihei-ji".
In seguito, Tettsu Gikai Zenji si trasferì nella regione di Kaga dove nella provincia di Nonoichi, sotto la protezione della famiglia Togashi, nel secondo anno di Shoo nel 1289 fondò il monastero di Daijō-ji.
Dei quattro principali monasteri nel Lignaggio di Eihei-ji, Daijō-ji è uno dei più significativi.

Keizan Jokin Zenji (1268-1325), discepolo di Tettsu Gikai Zenji, fu il secondo Abate di Daijō-ji. Fondò il monastro di Yoko-ji, nella città di Hakui, e più tardi fondò un altro importante monastero: Soji-ji. Keizan Zenji definì i fondamenti in base ai quali diffondere la pratica della Scuola Sōtōshu, nella cui Tradizione è stato edificato il maggior numero di templi in Giappone. Per tale ragione ci si riferisce a lui con l'epiteto di “Taiso” (il Grande), che si associava a quello di onorevole "Koso" (l'Eminente) attribuito a Dōgen Zenji.

Così Daijō-ji, attraverso l'operato dei suoi Abati, è un monastero che ha un legame particolare con i due principali monasteri della Scuola Sōtōshu: Eiheiji e Soji-ji.

Nel periodo Edo, circa 300 anni fa, sotto la protezione della famiglia Honda Daijō-ji venne trasferito nella sua attuale sede.

Il 26° Abate Gesshu Soko Zenji e il 27° Abate Manzan Dohaku Zenji, seguaci dell'insegnamento di Dōgen Zenji, introdussero per Daijō-ji la denominazione "Kiku Daijō", nome che significa "monastero di rigorosa formazione Zen", e questa reputazione si diffuse ampiamente in tutto il Paese.
Ancora ai nostri tempi Daijō-ji è un monastero dedicato alla formazione monastica.

Daijō-ji fu edificato con lo stile costruttivo proprio del modello "Shichido-Garan", "monastero Zen a sette edifici", tipico dei monasteri della Scuola Sōtōshu. La Sala del Buddha è stata riconosciuta Patrimonio Culturale Nazionale e alcuni edifici dello stesso complesso monastico sono stati riconosciuti come Patrimonio Culturale della Prefettura di Ishikawa.

Al giorno d'oggi molte persone vengono a visitare Daijō-ji e a praticarvi Zen ricercando un sostegno per il proprio cuore ed ogni anno cresce il numero di coloro che vengono per ritrovare se stessi nell'atmosfera semplice e pura del Monastero.

L'Inno di Tōkōzan Daijō-ji

scritto dal Reverendo Tenrai Ryushin Azuma Roshi 72° abate per la commemorazione del 700° anniversario della morte del Fondatore Tettsu Gikai Zenji

Traduzione a cura di Shinobu Nakajima

Testo originale dell'Inno di Daijo-ji

1. Nell'albore del monte Tōkō
che guarda attorno la pianura di Kaga
la nuvola viola si distende
sul tetto del Tempio
che cambia ad ogni stagione
il suo costume con eleganza.
Siamo a Kanazawa, Daijo-ji.

2. Sette edifici nell'interno del Tempio,
i nostri patrimoni culturali.
La statua di Shakyamuni
collocata dignitosamente nella sala principale.
Pregandola con le mani unite
sentiamo il suono della campana.
Siamo a Kanazawa, Daijo-ji.

3. Ottocento anni trascorsi
senza perdere l'aria del passato
col muschio le erbe e gli alberi intatti.
La mattina e la sera
pratichiamo Zazen ricevendo nel cuore
la compassione del Buddha.
Siamo a Kanazawa, Daijo-ji.

4. Dogen Zenji di Eihei-ji
e Keizan Zenji di Soji-ji.
A collegare i due profondi legami
fu Tettsu-Gikai, il nostro Fondatore.
Siamo a Kanazawa, Daijo-ji.

5. Il mondo è in continuo cambiamento.
Non finisce mai la nostra tristezza.
Cerchiamo di raggiungere un'eterna serenità.
Preghiamo per la pace e per la prosperità del mondo.
Siamo a Kanazawa, Daijo-ji.