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Jianzhen o Ganjin (in giapponese)

(688 dC - 763dC)

Jianzhen nacque nello stato di Jiangyin a Guangling (ai giorni nostri Yangzhou, nel Jiangsu, in Cina) con il cognome di Chunyu. All'età di 14 anni entrò come praticante nel Tempio buddhista di Daming per studiare gli insegnamenti di T'ien-t'ai. A 21 anni si recò a Chiang'an, capitale della Cina durante la dinastia Tang, per studiare sotto la guida di celebri monaci come Dao'an, Hengjing a altri. Grazie ai suoi maestri Jianzhen divenne esperto non solo di buddhismo, ma anche di letteratura, arte, medicina, architettura e scultura.

Dopo sei anni di studio Jianzhen ritornò a Yangzhou, diventando Abate del Tempio Daming. Oltre ad essere un profondo conoscitore del Tripitaka, le tre divisioni del Canone buddhista, si diceva che Jianzhen fosse esperto anche di medicina. Aprì nel Tempio buddhista un luogo di cura creando il Beitain Court, l'ospedale del Tempio di Daming.

Divenuto un Maestro famoso, cominciò a predicare il Buddhismo, attraendo molti seguaci. Organizzò anche la trascrizione di oltre 33.000 rotoli di scrittura e diede vita a più di ottanta templi e monasteri. Era molto ammirato da numerosi monaci giapponesi che studiavano Buddhismo in Cina. A 45 anni era un'autorità nel campo dei Vinaya, regole monastiche buddhiste. Più di 40.000 monaci furono ordinati da lui. Passò dieci anni a diffondere le teorie dei Vinaya e fu conosciuto come Maestro di Vinaya, come il suo Maestro Dao'an.

Durante gli anni della dinastia Tang (618-907) la Cina raggiunse grande prosperità e potere economico e crebbero le relazioni amichevoli e gli scambi culturali con il vicino Giappone. Per conoscere il sistema politico e la profonda cultura della dinastia Tang il Giappone aveva inviato a più riprese studenti, monaci e intellettuali in Cina.

Nell'autunno del 742, due monaci giapponesi, Yoei e Fusho, che studiavano buddhismo in Cina, si recarono a Yangzhou per invitare Jianzhen a svolgere un'opera missionaria in Giappone, in modo da istruire monaci e monache sui Precetti. Questo era il desiderio dell'Imperatore giapponese Shōmu che aveva incaricato la coppia di monaci di invitare in Giappone monaci cinesi esperti di Insegnamenti e Precetti buddhisti. Inoltre l'Imperatore voleva creare un'autentica piattaforma buddhista per le Ordinazioni, poiché in Giappone mancava.

Nonostante le proteste dei suoi discepoli Jianzhen, deciso a recarsi in Giappone per tenere lezioni e a diffondere i Vinaya, cominciò i suoi preparativi. Nella primavera del 743, all'età di 55 anni, insieme ad alcuni discepoli e artigiani, Jianzhen iniziò il suo lungo viaggio attraverso il mare della Cina dell'est per giungere in Giappone. La traversata fallì e negli anni successivi Jianzhen fece altri tre tentativi, ma fu ostacolato da condizioni sfavorevoli o da interventi governativi. Nell'estate del 748 Jianzhen fece il suo quinto tentativo di raggiungere il Giappone. Partì da Yangzhou, arrivò all'arcipelago di Zhoushan sulla costa dell'attuale Zhejiang, ma la nave fu rovesciata e lui finì sull'isola Hainan, nel sud della Cina. Jianzhen da lì fu obbligato a ritornare a Yangzhou via terra, insegnando in vari monasteri durante il suo lungo viaggio, che si svolse lungo il fiume Gan fino a Jiujiang e poi lungo il fiume Yangtze. Questo tentativo fallimentare lo impegnò per quasi tre anni. Quando Jianzhen ritornò a Yangzhou, era ormai cieco a causa di un'infezione, ma la sua determinazione a recarsi in Giappone rimase ferma.

Nell'autunno del 753, all'età di 66 anni, il cieco Jianzhen lasciò Yangzhou e si imbarcò da Huangsipu nel Suzhou (sempre nella provincia di Jiangsu), unendosi a una nave di inviati giapponesi in Cina di ritorno verso casa. Il 20 dicembre, dopo un viaggio in mare di alcuni mesi, la nave approdò finalmente a Kagoshima, nell'isola di Kyūshū (la più a sud delle quattro isole maggiori del Giappone). Jianzhen e il gruppo che l'accompagnava raggiunsero la capitale Nara nella primavera dell'anno successivo e furono accolti dall'Imperatore.

A Nara Jianzhen fu invitato a insegnare a Tōdai-ji, oggi uno dei Templi buddhisti più antichi del Giappone. Nel 755 fu costruita a Tōdai-ji una piattaforma per le Ordinazioni. Fu la prima mai costruita in Giappone e su di essa, l'anno successivo, Jianzhen ordinò e conferì i Precetti a molte persone, tra cui anche l'Imperatore Shōmu e l'Imperatrice Kōmyo. Jianzhen fondò anche la Scuola dei Precetti del Buddhismo che poneva l'accento sulla disciplina rispetto alla dottrina. Egli portò con sé anche le scritture della scuola T'ien-t'ai (più tardi le avrebbe studiate Denjo (767-822), il fondatore della scuola giapponese Tendai). Nel 756 ottenne la carica di supervisore generale dei sacerdoti di Tōdai-ji e quindi di loro amministratore generale. Divenne conosciuto in Giappone come Ganjin, dal modo in cui veniva letto in suo nome in giapponese. Jianzhen È considerato come colui che ha portato la Scuola Ritsu in Giappone, scuola che si focalizza sui Vinaya.

Nel 759 Jianzhen si ritirò nel terreno che gli fu donato dalla Corte Imperiale nella zona occidentale di Nara. Lì fondò una scuola e un Tempio privato: Tōshōdai-ji. La costruzione del Tempio fu pianificata e seguita da Jianzhen e dai suoi discepoli che impiegarono le tecniche costruttive più avanzate. Tōshōdai-ji divenne un modello di arte buddhista giapponese che influenzò più tardi altri templi.

Nei dieci anni prima della sua morte Jianzhen non solo propagò la fede buddhista nell'aristocrazia, ma diffuse anche ampiamente la cultura cinese in Giappone. Molti dei suoi discepoli cinesi e delle persone partite al suo seguito erano eminenti architetti e scultori che introdussero la scultura religiosa cinese all'interno di quella giapponese. La presenza di Jianzhen in Giappone apportò nuovi elementi nella cultura giapponese e favorì lo scambio sino-giapponese. Con Jianzhen arrivarono in Giappone la tecnologia e la cultura estremamente avanzate della dinastia Tang, contribuendo allo sviluppo della cultura giapponese. Nel campo delle arti Jianzhen introdusse la calligrafia e scultura cinese. È considerato il fondatore della farmaceutica giapponese, poiché diffuse la medicina tradizionale cinese.

Jianzhen morì il sesto giorno del sesto mese del 763. In seguito fu denominato il Grande Maestro Kakai, o il Grande Maestro che Attraversò il Mare. La sua biografia, "Vita del grande sacerdote della Cina Tang che viaggiò verso est", fu scritta nel 779 da Omi no Mifune, uno studioso e ufficiale di Corte.

Poco dopo la sua morte fu realizzata una statua di lacca oggi visibile a Tōshōdai-ji, riconosciuta come una delle più belle nel suo genere. Nel 1980, a simboleggiare l'amicizia tra Cina e Giappone, la statua fu temporaneamente portata al Tempio originario di Jianzhen a Yangzhou.

Nel Tempio di Daming a Yangzhou si trova oggi il Memorial Hall dedicato a Janzhen. Fu costruito nel 1974 sul modello del Tempio di Tōshōdai-ji di Nara e vi si trova una statua del famoso Maestro in legno di cedro. Gli scambi culturali e religiosi tra Nara e Yangzhou continuano.

Nel maggio 2010 l'organizzazione buddhista di Taiwan, Tzu-chi, ha organizzato e prodotto un'opera teatrale sulla vita di Jianzhen e sul suo viaggio in Giappone.